Recensione: Sette minuti dopo la mezzanotte – Patrick Ness, Siobhan Dowd

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Il mostro si presenta sette minuti dopo la mezzanotte. Proprio come fanno i mostri. Ma non è il mostro che Conor si aspettava. Il ragazzo si aspettava l’orribile incubo, quello che viene a trovarlo ogni notte da quando sua madre ha iniziato le cure mediche. Conor si aspettava l’entità fatta di tenebre, di vortici, di urla… No. Questo mostro è un po’ diverso. È un albero. Antico e selvaggio. Antico come una storia perduta. Selvaggio come una storia indomabile. E vuole da Conor la cosa più pericolosa di tutte. La verità.
Età di lettura: da 12 anni.


Età di lettura: da 12 anni…
ma è un libro molto maturo.
“Sette minuti dopo la mezzanotte” mi è stato consigliato da una cara amica blogger e, avendo gusti molto simili, sapevo per certo che mi sarebbe piaciuto.
L’ho comprato e l’ho letto.

Questa storia è piena di messaggi.
Un mostro si presenta sette minuti dopo la mezzanotte e parla con Conor, gli racconterà tre storie in cambio di una.
Conor sa già che non vuole raccontarla perché lui non vuole dire la verità. Dire la verità sarebbe come ammettere le sue colpe.
Ma il mostro gli dice che

A volte le persone hanno bisogno di mentire prima di tutto a se stesse.

Che

Molte cose vere sembrano un inganno. I reami hanno i principi che si meritano, le figlie dei contadini muoiono senza una ragione, e a volte le streghe meritano di essere salvate. Molto spesso, in realtà. Non immagini quanto.

e che

La vita non si scrive con le parole. Si scrive con le azioni. Quello che si pensa non conta. La sola cosa importante è ciò che si fa.

Il mostro si è presentato a Conor perché è stato chiamato. Non è andato lì per salvare qualcun altro, è andato lì per salvare proprio Conor.
Conor, il bambino che la madre malata di tumore, la nonna con meno tatto che esista sulla terra, un padre che si è fatto una nuova famiglia e non va da lui neanche per Natale.
Conor al quale nessuno dice la verità.
Ma la verità lui l’ha sempre saputa, nel profondo del suo cuore… e ora dovrà raccontarla.

Voto: 9 e mezzo.

Veramente bello.

 

Berlin. I fuochi di Tegel – Fabio Geda, Marco Magnone

Vi segnalo oggi un libro Mondadori uscito un mese fa.
Berlin è più di un libro, è un vero e proprio progetto. Questo infatti è solo il primo capitolo di una serie di sette romanzi che vedrà gli autori al lavoro per oltre tre anni e mezzo.

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Di cosa parla?

È l’aprile 1978: sono passati tre anni da quando un misterioso virus ha decimato uno dopo l’altro tutti gli adulti di Berlino. In una città spettrale e decadente, gli unici superstiti sono i ragazzi e le ragazze divisi in gruppi rivali, che ogni giorno lottano per sopravvivere con un’unica certezza: dopo i sedici anni, quando meno se lo aspettano, il virus ucciderà anche loro. Tutto cambia quando qualcuno rapisce il piccolo Theo e lo porta via dall’isola dove viveva con Christa e le ragazze dell’Havel. Per salvare il bambino, Christa ha bisogno dell’aiuto di Jakob e dei suoi compagni di Gropiusstadt: insieme dovranno attraversare una Berlino fantasma fino all’aeroporto di Tegel, covo del più violento gruppo della città. Là, i fuochi che salgono nella notte confondono le luci con le ombre, il bene con il male, la vita con la morte. E quando sorgerà l’alba del nuovo giorno, Jakob e Christa non saranno più gli stessi.

«Tutto l’amore che vorremmo lasciare sulla terra, dietro di noi, prima di morire, è difficile chiuderlo dentro delle parole.»

Se desideri maggiori informazioni puoi curiosare sul sito dedicato
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