Recensione in ANTEPRIMA: TVB. Ti voglio bene – Kody Keplinger

READERSSSS,

una delle gioie di essere una blogger e che puoi leggere i libri in anteprima. Perché è una gioia? Perché io proprio non potevo più aspettare per leggere questa meraviglia.

Ho adorato la Keplinger in “Quanto ti ho odiato” – ve lo ricordate? Quello dal quale è stato tratto il film “L’asso nella manica”? – e quindi ovviamente è stato meraviglioso scoprire che “TVB. Ti voglio bene” è una specie di seguito di quel libro.

Calmatevi, la risposta è no. Non avete bisogno di leggere “Quanto ti odiato” per capire la storia di “TVB. Ti voglio bene”, perchè parliamo di altri personaggi… però secondo me sarebbe una gran perdita non leggerli entrambi.

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Trama

Sonny Ardmore è una bugiarda ineguagliabile. Da sempre si inventa bugie per nascondere che suo padre è in prigione, e adesso racconta in giro che sua madre l’ha cacciata di casa. Ogni notte si intrufola di nascosto in casa della sua migliore amica con la scusa di non avere altro posto dove andare a dormire.
Amy Rush è l’unica persona con cui Sonny condivide segreti, vestiti e anche la sua nemesi, all’anagrafe Ryder Cross. Ryder è appena arrivato alla Hamilton High School e ha tutta l’aria di essere uno di quegli insopportabili fighetti snob. Ma ha un punto debole: Amy. Così, quando il ragazzo scrive un’email a Amy chiedendole di uscire, le due amiche colgono la palla al balzo per fargli uno scherzo indimenticabile. Ma senza volerlo, Sonny finisce per chattare con Ryder tutta la notte, e arriva alla terribile conclusione che forse potrebbe addirittura piacerle. C’è solo un piccolo problema: Ryder è convinto che quella con cui sta chattando sia Amy. Sonny questa volta dovrà inventarsi un piano geniale per far capire a Ryder che è lei la ragazza dei suoi sogni, e la cosa si rivela davvero più complicata di quanto pensasse…

Recensione

Kody Keplinger tu sì che sai come tirarmi su di morale.

La spensieratezza che questa autrice mette nelle cose che scrive è davvero assurda. Non so dove prenda il suo sarcasmo – insomma, dove si compra? – e le battute che fa, le situazioni imbarazzanti ma assolutamente reali e tutto il resto.

Davvero una delle mie autrici preferite.

Lasciando da parte i riferimenti a “Quanto ti ho odiato” e le apparizioni di ❤ Wesley e Bianca ❤ , parliamo dei personaggi di “TVB. Ti voglio bene”. (C’è bisogno che stia qui a specificare che il titolo italiano non centra una cippa con la storia? Secondo me no, perché ormai ci abbiamo tutti fatto l’abitudine).

Il titolo originale del libro è “LOL. Lying out loud”. La domanda sorge spontanea: perché? Perché Sonny è una bugiarda patologica. Che ve lo dico a fare, ovviamente l’ho adorata in ogni singola azione e parola che ha detto. Certo, delle volte aveva il chiaro bisogno di prendersi una bella strigliata per delle scelte un po’ stupidine… ma chi non commette degli errori?
In tutto questo c’è Amy Rush (la sorella di ❤ Wesley ❤ ) che si comporta da perfetta migliore amica e ospita Sonny quando viene “cacciata di casa” dalla madre.
Non ci sarebbe nessun problema, se non fosse che purtroppo Sonny ne combina una più del diavolo e, in un momento di noia, comincia a chattare con un ragazzo cotto di Amy. Al che Sonny si innamora perdutamente di lui, che per la cronaca si chiama Ryder, ma lui pensa di aver parlato sempre con Amy.

Situazione complicata? Direi proprio di sì.

Situazione che si può risolvere semplicemente dicendo la verità? Certamente, ma che bugiarda patologica sarebbe Sonny se lo facesse?
Ovviamente ha molto più senso continuare con la bugia e farci sganasciare dalle risate.

Grazie Sonny, te ne siamo tutti grati.

Io adoro questa autrice e vi do un piccolo consiglio: correte a prenotare il libro, anche il primo se non lo avete già, e fiondatevi nella storia di questi ragazzi perché davvero vi tireranno su il morale e tutti i vostri problemi saranno magicamente risolti.

Voto: 9 e mezzo

Recensione: Non dimenticarmi mai – Robin York

Non posso farci niente, è più forte di me: se vedo delle copertine del genere, a priori scarto il libro. Non so perché non mi ispirano per niente letture gradevoli, sono lì che le guardo e dico: questa sarà la solita cagata alla “50 sfumature di grigio”.

La cosa bella di avere delle amiche lettrici/blogger, però, è che ti consigliano sempre delle letture meravigliose e ti spronano ad andare oltre la copertina.

Inutile ribadire che se non fosse stato per Simona, non avrei letto questo libro neanche sotto tortura.

Il bello, poi, è che mi è anche piaciuto.
Scopriamo insieme la storia di Caroline e West:)

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Trama

Una studentessa universitaria viene attaccata online e deve ricostruire la sua reputazione – e stare alla larga da un ragazzo che è sbagliato per lei, ma che le sembra perfetto.

Quando l’ex fidanzato di Caroline Piasecki posta i loro scatti privati su internet, distrugge la sua reputazione di brava ragazza. All’improvviso il suo futuro, una volta così promettente, non sembra più così roseo. Caroline cerca di far sparire le foto, sperando che il tempo seppellisca la sua vergogna. Poi un ragazzo che conosce appena corre in suo aiuto e mette il suo ex al tappeto. West Leavitt è l’ultima persona di cui Caroline ha bisogno nella vita. Sanno tutti che è un tipo strano e misterioso. Ma Caroline è attratta dalla sua sicurezza, nonostante abbia promesso a suo padre di tenersi alla larga da lui. Di notte, quando non riesce a dormire, Caroline inizia ad avventurarsi nel locale dove West lavora. Si frequentano, parlano, si ascoltano. Anche se si dichiarano soltanto amici, i loro sentimenti si fanno sempre più intensi finché diventa impossibile continuare a fingere. Il suo rapporto con West si fa sempre più complicato e sarà difficile per Caroline scoprire cosa vuole davvero, ma riuscirà a trovare il coraggio di cui ha bisogno per rispondere agli attacchi di chi vuole giudicarla.
Quando tutto sembra perduto, a volte ci si può rifugiare soltanto più a fondo.


Recensione

La cosa che mi ha colpito di più, in questo libro, è che ci si concentra moltissimo sui dettagli: non è per niente superficiale nelle descrizioni o negli argomenti trattati.
In realtà parla di cose abbastanza serie, come per esempio il “Revenge Porn“. Essendo quest’ultimo un argomento abbastanza importante e magari non molto conosciuto, vi lascio di seguito un articolo:

Revenge Porn: che cos’è l’ho scoperto a mie spese. Come difendersi dai fake sui social: una moglie che ha fatto condannare l’ex marito lo racconta.

Parliamo di Caroline e della sua reazione quando scopre che delle sue foto private sono finite online. La ragazza, in realtà, la prende abbastanza bene. Non compie gesti estremi e non si fa prendere dal panico, piuttosto si arma di pazienza e comincia a fare qualcosa per eliminarle dal web. Certo, quando una cosa finisce su internet non è così facile cancellarla, soprattutto se la gente continua a prendere le sue foto ed a postarle ovunque. Il problema più grande di Caroline è che si sente “perseguitata” dagli uomini che scrivono cattiverie online su di lei: si immagina i loro commenti quando indossa una gonna, se va ad una festa, se si fa scattare una foto da alcuni suoi amici. Tutta la sua vita ruota intorno a questo. Non si scoraggia, ma neanche prende la cosa alla leggera. In queste occasioni ti accorgi, poi, di chi ti è veramente amico. Mentre qualcuno insinua che la ragazza abbia postato le foto da sola, giusto per attirare l’attenzione, ci sono le persone che le vogliono bene davvero e che fanno di tutto per aiutarla.

West, cattivo ragazzo, spacciatore e gigolò quando capita, sarà la salvezza di Caroline. Non perché la ragazza avesse bisogno di essere salvata, ma perché la costringe ad amare di nuovo. Quando Caroline incontrava un ragazzo pensava subito: gli piaccio o ha visto le mie foto online? Con West il problema non si pone: lui le foto le ha viste di sicuro. Il punto, però, è che West e Caroline si conoscono da prima che tutto questo accadesse. Il punto è che West picchia l’ex fidanzato di Caroline per difenderla, anche se non è tenuto a farlo. Il punto è che anche se lui è il peggior ragazzo di tutto il college, quello dal quale lei dovrebbe stare alla larga per non peggiorare ulteriormente la situazione della sua reputazione, West è l’uomo perfetto per aggiustare tutto.

I problemi ci sono da una parte e dall’altra: sono due incasinati al massimo.

Il bello di questo libro, vi assicuro, è la scrittura: mi sono piaciute tantissimo le frasi usate dall’autrice in alcune situazioni. Non so spiegarvelo: avete presente quando vi innamorate di un modo di parlare? Vi è mai capitato? A me capita raramente, perché ormai ho letto e recensito tantissimi libri e dopo un po’ mi sembrano tutti uguali. Questo, invece, ha una scrittura con un qualcosa in più che mi ha piacevolmente sorpresa e mi ha fatto pensare che a volte il libro non si giudica dalla copertina.

Voto: 8 e mezzo


Questo libro esce solo in ebook, è il primo di una serie ed in questi giorni lo trovate a 0,99€, perciò approfittatene!

Recensione “Un disastro chiamato amore” e intervista a Chiara Giacobelli

Hello readers,

mettetevi comodi perché sarà un luuungo post.
“Un disastro chiamato amore” di Chiara Giacobelli, libro ironico che mi ha fatto ridere fino al mal di pancia, mi ha fatto compagnia in una domenica non fredda, di più. Davvero, non potete capire il vento della Puglia, il gelo che c’è quando ti trovi a due passi dal mare e vestita con una tutina non più spessa di una fetta di prosciutto (metafora liberamente tratta dal film Wild Child).

E quindi mi son messa lì, sulla sedia a dondolo, con il libro davanti e ho divorato pagina dopo pagina. Poi stavo per scrivere la recensione e all’improvviso, come un’illuminazione, ecco che mi si presenta la possibilità di intervistare per voi l’autrice. Ovviamente ho preso la palla al balzo.

Bando alle ciance, parliamo di questa meraviglia. Prima di andare avanti sappiate che avete la possibilità di vincere una copia di questo libro andando sul mio profilo Instagram (@serisop), c’è tempo fino al 20 luglio.


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Titolo: UN DISASTRO CHIAMATO AMORE
Autore: Chiara Giacobelli
Editore: Leggereditore
Prezzo: 14,90€
Pagine: 328

Trama

Francese con un lavoro a Parigi e un appartamentino a Montmartre, Vivienne Vuloir è una ragazza buffa e imbranata che colleziona una figuraccia dopo l’altra, fa i conti con una fallimentare carriera di scrittrice e soffre di un numero indefinito di fobie. A trent’anni ha dimenticato il sapore di un bacio, si è adattata a essere identificata come “quella che si occupa di gossip”, ma soprattutto ha perso completamente fiducia nel genere umano, specialmente se maschile. Quando un giorno riceve un’inattesa telefonata da un certo Mr Lennyster, figlio di un’importante attrice italiana su cui ha da poco redatto un dossier, è certa di stare per subire una grossa lavata di capo. Invece, l’uomo vuole commissionarle la biografia della madre. Così, ben presto Vivienne si troverà a dover affrontare un’avventura a cui non è affatto preparata: un viaggio in Italia, un libro da scrivere, un uomo affascinante, dolce ma oscuro, e una villa piena di misteri da risolvere. Tra gaffe, tentativi maldestri di carpire i segreti della famiglia Lennyster, amori e altre catastrofi, Vivienne, inguaribile pessimista, capirà che la vita le sta per riservare una sorpresa inaspettata…

Biografia dell’autrice


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Chiara Giacobelli è nata ad Ancona il 18 maggio 1983. Si è laureata con lode in Scienze della Comunicazione con una tesi sul cinema di Michelangelo Antonioni e Luchino Visconti e in seguito si è specializzata sempre con lode in Editoria, Comunicazione multimediale e Giornalismo, vincendo il Premio Raeli dedicato ai migliori studenti dell’Ateneo di Roma Tor Vergata.

 

I luoghi

 


Recensione

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“Un disastro chiamato amore” è un romanzo perfetto per l’estate, vi farà ridere di gusto e conoscere personaggi che entreranno nel vostro cuore.
Vivienne è una giornalista francese al quale viene proposto di scrivere la biografia di un’attrice famosa, per questo va in Liguria e conosce Alex e la sua famiglia.
La protagonista è una ragazza un po’ imbranata, ipocondriaca, simpatica e assolutamente perfetta: la adorerete. Magari voi stessi vi immedesimerete in lei, nelle sue avventure e sventure totalmente fuori dal comune… o penserete che Vivienne è proprio uguale a qualcuno che conoscete. Questo libro parla di normalità: chi non ha mai fatto una figuraccia?
Io per prima, proprio durante la lettura di questo libro, sono caduta e mi sono sbucciata il ginocchio sinistro. Tutto regolare 😉

La cosa che mi ha colpito di più, nel personaggio di Viv, è che ormai si è rassegnata. Se magari all’inizio poteva versare qualche lacrima per le cose bizzarre che le capitavano, ad oggi è totalmente rassegnata ad essere un completo disastro. La prende con il sorriso: meglio ridere che piangere.

Concentriamoci, ora, sul personaggio di Alex: bello, ricco, intelligente, simpatico, premuroso e chi più ne ha, più ne metta. Ha solo un difetto: è troppo misterioso.
Vivienne è una giornalista, ha l’investigazione nel sangue, perciò non smetterà neanche un secondo di fargli pesare i segreti. Ecco che entra in gioco un altro aspetto comico di questa storia: Viv e il maggiordomo si alleeranno, diventeranno come Sherlock e Watson, nelle indagini dei misteri della famiglia di Alex. Ma si può essere così bizzarri? Evidentemente sì.

Angy è un personaggio che mi è piaciuto moltissimo: è la migliore amica di Viv, è premurosa e a volte si prende carico di decisioni che neanche la nostra stramba protagonista riesce a prendere. Un’amica così dovremmo averla tutti.
Anche Alex ha qualcuno che le sta vicino in questo modo: sua sorella Alice. Una ragazza stupenda e dolce.

La trama è ben costruita, gli avvenimenti si susseguono tutti nel giusto modo e, anche se i due protagonisti passano molto tempo a rincorrersi, si è saputa dare la giusta intonazione ai sentimenti. A mio parere Chiara Giacobelli è stata davvero bravissima a creare situazioni reali e bizzarre allo stesso tempo e questo non fa che rendere il libro bellissimo.

Se avete voglia di romanticismo, comicità, di una storia perfetta per l’estate che vi porti via da tutti i vostri problemi, “Un disastro chiamato amore” è il libro che fa per voi.

L’ho adorato.

Voto: 8 e mezzo.


L’intervista

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Parlaci di te: chi è Chiara Giacobelli?

Prima di tutto una sognatrice, poi una scrittrice e una lettrice, oltre che giornalista; amo tutto quanto ruota attorno alla cultura, leggera e divertente, o più profonda e impegnata. Sono una persona molto eclettica e infatti nella vita ha svolto tanti lavori diversi e ho viaggiato parecchio. Ho sempre sognato di pubblicare un romanzo, e a dire la verità ho scritto sin da quando sono stata in grado di prendere in mano una penna. Ma in realtà non credevo che sarebbe successo sul serio, tanto meno con una casa editrice così importante. Speriamo andrà bene!

Cosa ti piace di più del tuo lavoro di scrittrice e giornalista? C’è qualcosa che ti fa pensare “non cambierei il mio lavoro con nulla al mondo”?

Sì, ed è una sensazione che non posso spiegare. Esistono alcune cose – pochissime – che quando le incontri non le conosci, le riconosci. A me è capitato con la scrittura: non saprei dirti perché, ma so benissimo che questo è il mio mestiere e non potrei farne nessun altro. Mi è successo anche con la città in cui vivo: Firenze (nonostante io abbia un richiamo atavico per la California).
Della scrittura mi piace calarmi nei personaggi e nelle storie, adoro la fantasia e ciò che essa riesce a fare, a creare, a superare: è la cosa pià bella e importante che tutti noi esseri umani possediamo. Mi affascina volare via in un mondo parallelo che per un po’ diventa vero, mentre quando scrivo legandomi a fatti, luoghi o persone reali amo scoprirne i retroscena, il contesto, i sentimenti, l’interiorità. Scrivere ti dà la possibilità di vivere tante esistenze ed essere molte persone diverse restando sempre te stessa.

“Un disastro chiamato amore” è il tuo romanzo d’esordio ed è, bisogna dirlo, un esordio super riuscito. Cosa ti ha spinta verso la stesura di questa storia? C’è stato un episodio, o qualcosa in generale, che ti ha fatto scattare un interruttore speciale o è ti è venuto in mente in modo graduale?

Non credo che avrei mai scritto una commedia del genere se non fosse stato per le circostanze. Qualche tempo fa mi sono ammalata per circa tre anni ed è stato un periodo molto duro: per superare la malattia, non lasciarmi prendere dallo sconforto e continuare a sorridere vedendo il tutto sotto una chiave ironica, i medici mi hanno consigliato di scrivere un libro umoristico, in un certo senso terapeutico.
Ho poi scoperto che nel frattempo i miei ragazzi e le mie amiche si erano appuntati tutte le figuracce che avevo fatto nella vita (e sono molte), così metterle insieme è stato semplice… anzi, ne ho a sufficienza per scrivere un seguito! Insieme alla casa editrice e alla mia agenzia abbiamo poi lavorato sulla storia per renderla più profonda e accattivante possibile, andando un po’ oltre il semplice divertimento.
Il messaggio che il libro vuole dare è quello per cui l’ironia alleggerisce la vita e aiuta a prendere la quotidianità come pure le avversità in un modo diverso: non necessariamente migliore, ma forse più semplice.

La protagonista, Vivienne, è un’imbranata totale. Le sue avventure sono davvero esilaranti e al di là di quanto una persona possa sopportare. Poveretta. Tu, nella vita, quanto hai in comune con questo aspetto del suo carattere? Se sei anche tu un’imbranata, ti prego di raccontarci qualche episodio divertente.

Vivienne è semplicemente il mio alter ego letterario ed è incredibile quanto io mi riconosca in lei adesso che il romanzo è scritto e concluso. A volte mi capita di fare discorsi catastrofici tra me e me e di pensare: caspita, sono proprio Viv!
Quanto a gaffe e figuracce, come già detto sono il mio forte. Se ne vuoi una fresca fresca, pochi giorni fa sono arrivata alla prima presentazione ufficiale del libro a Firenze in ritardo e, mentre sgambettavo su un paio di zeppe vertiginose trasportando dei libri, sono volata a terra sbucciandomi completamente un ginocchio e procurandomi una distorsione alla caviglia. Mi sono presentata con il vestito nuovo bianco macchiato di sangue e il pubblico rideva divertito dicendo: “Ecco, è arrivata l’autrice!”. Non so come, ho retto tutta la presentazione in trance e alla fine sono crollata dal dolore. Mi sentivo svenire, quindi due cari amici mi hanno portata a casa in braccio, dopo aver speso due ore prima cercando la mia auto che era stata parcheggiata da un altro amico in una via segnata su un bigliettino volante e poi alla ricerca dell’Arnica  in farmacia nel pieno della notte. Devo dire che chi mi sta vicino ha molta pazienza e senso dell’umorismo…

Alex, il personaggio maschile, è l’uomo ideale di molte ragazze… soprattutto se imbranate. Secondo te esiste una remota possibilità di trovare qualcuno che sopporti tutte le nostre figuracce, tutte le nostre ipocondrie ed il nostro arrenderci facilmente alla forza di gravità?

Sono sicura che esista, e in un certo senso il mio ex ragazzo – che mi ha sopportata per dieci lunghi anni – si avvicina molto a lui caratterialmente. Si è preso cura di me con amore e tenerezza, gli piaceva il mio essere artista imbranata e tenera da proteggere e coccolare. Certo che se poi lo si vuole anche bellissimo come il mio protagonista, ricco, con una pazienza infinita e praticamente senza la quotidianità di un lavoro che lo porti ad avere degli impegni fissi o a viaggiare tanto, la questione si complica… Il punto, però, non è tanto se esiste, quanto piuttosto incontrarlo.

Mentre ero immersa nel romanzo, ed in particolare nei dialoghi, provavo a leggere, mentalmente, con la voce di Vivienne. Sbagliavo a pronunciare certe parole con la r moscia? Per me una francese parla così. Pensavo al suo tono di voce come soave, basso e dolce. Tu come lo hai immaginato? Vispondi a qvesta domanda in qvesto modo.

A dive il vero è la pvima volta che ci penso, ma devo dive che la r moscia non mi fa impazzive. I fvancesi che conosco e che pavlano italiano hanno una cadenza molto dolce, in effetti. Io, pevò, evo più concentvata sull’accento di Alex 🙂

Per quanto riguarda l’ispirazione, nei ringraziamenti del tuo libro possiamo capire a chi assomiglia qualche personaggio. Tra questi non c’è Angy, la migliore amica di Vivienne, ma è assolutamente un personaggio degno di nota. Lei vuole il bene della protagonista, la consiglia e la tira fuori dai guai. Tutti vorremmo una persona così nella nostra vita, tu ce l’hai? Ti sei ispirata a qualcuno, almeno nel descrivere i comportamenti della ragazza?

Se leggi con attenzione i ringraziamenti c’è scritto tutto su Angy: è una delle mie amiche più care. Non è americana, vive a Roma, ma caratterialmente le assomiglia molto. Lei è ottimista e solare, coraggiosa, pronta a provarci sempre: tutto il contrario di me!

Liguria, Parigi, California… il tuo è un romanzo multietnico. Per il tuo lavoro, sicuramente, avrai visitato molti posti. Quali ti sono rimasti nel cuore più di altri?

Parigi, altrimenti non l’avrei scelta per essere la città d’origine della mia protagonista. La adoro e non vedo l’ora di tornarci, come un po’ tutta la Francia. La sua atmosfera è molto in sintonia con me. Firenze è il posto in cui vivo e che amo da impazzire, non per niente l’ho scelto. Considero un privilegio il fatto di poter scegliere città e regione in cui vivere, e io ho potuto farlo: la Toscana è la mia casa. Anche la Liguria e i luoghi che ho descritto mi sono rimasti fortemente dentro, specialmente quando li ho visitati fuori stagione proprio con Angy. In merito alla California, non ci sono mai stata, ma è il mio sogno da quando ero bambina. Sto cercando di recuperare le forze per affrontare un volo di tante ore, e intanto conto le Xamamine a mia disposizione…

So che è una domanda difficile, ma la mia è una curiosità che non si placa facilmente. Qual è il tuo libro preferito?

Per me non è una domanda difficile, perché si lega a quella sensazione inspiegabile di qualcosa che non potrebbe essere altro di cui ti parlavo prima. Mi piacciono tantissimi libri e potrei citarti una marea di autori, ma niente rappresenterà mai per me ciò che è Cime Tempestose. Catherine Earnshaw è il personaggio della letteratura mondiale che più ho amato e sentito mio sin da quando ero bambina. Chiamali legami cosmici, se vuoi J

Saluta i lettori con una frase del tuo libro.

«Non sono bucolica, Viv. Sono ottimista. E dovresti imparare a esserlo anche tu.»
«In un’altra vita forse sì, imparerò a farlo. In questa preferisco essere catastrofica. Terribilmente catastrofica.»

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Recensione: Tutta la pioggia del cielo – Angela Contini

Hola!!!

Oggi vi saluto così, sapete che sono un po’ fuori di testa.
Ragazze/i, ma lo sapete che sono arrivati i nuovi First della Newton Compton Editori?
E lo sapete che sono in offerta a 6,90€?
E lo sapete che non potete perderli?

Io oggi vi parlo di Tutta la pioggia del cielo di Angela Contini, pubblicato precedentemente self, ad oggi nelle mie mani grazie alla Newton. ♥
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Trama

Lui odia le scemenze, è vegano e innamorato della natura. Lei odia le rane, ha paura degli animali e quando si mette in testa una cosa non c’è verso di farle cambiare idea. Victoria è una scrittrice di successo in crisi creativa. Il suo agente, per aiutarla a superare l’impasse, la spedisce da Chicago in una tranquilla fattoria nel Vermont, dove il silenzio è l’unica cosa che non manca. Nath è di una bellezza selvaggia, ma burbero e scostante fino alla maleducazione. Ha deciso di rinunciare a un lavoro prestigioso per dedicarsi alla vecchia fattoria del padre, anche se è sempre più schiacciato dai debiti. Perciò la sorella Susan gli propone di affittare una stanza a una ragazza di città con il blocco dello scrittore che, assicura, non gli darà alcun fastidio. E invece i guai, sotto forma di un viso pieno di lentiggini e inappropriati tacchi alti, stanno per arrivare…


Recensione

Avevo adocchiato questo libro già quando era in versione self, lo avevo visto sia su Amazon che su Facebook e ne parlavano tutti benissimo. Poi ho letto la notizia della pubblicazione via casa editrice e mi sono detta di aspettare a leggerlo, volevo avere il prodotto finito.
Questa è stata una lettura stupenda.
In questo libro incontriamo due protagonisti principali: Nath e Victoria. Entrambi hanno le loro vite, abitudini, fissazioni e diversità. Sono due pianeti lontani e si può pensare che non si incontreranno mai.
Il destino, però, vuole che Nath e Victoria comincino a vivere sotto lo stesso tetto, a “sopportarsi”, ad abituarsi l’uno alla presenza dell’altra.
Lui è un uomo di campagna, lei una scrittrice. Cos’hanno in comune? Più di quanto credono, in realtà. Non funziona sempre così? Non diciamo sempre “non succederà mai” per poi accorgerci che le cose, effettivamente, sono successe?
Il bello di questo libro è che incrociamo il punto di vista di Nath, quello di Victoria e quello dei protagonisti del libro di Victoria. Lei si ispira a ciò che le succede, ai paesaggi che vede intorno a lei e inventa una storia che, inevitabilmente, parla dell’uomo che le sta rubando i pensieri.
La cosa che mi ha più colpito di questo libro sono le parole, le descrizioni, le frasi che ti straziano il cuore. A volte quest’autrice è stata capace di farmi sognare con qualcosa di semplice ma profondo.
Nelle prime pagine, ma anche verso la fine, incontriamo un’ironia che non potrà non farci sorridere, la trama è ben sviluppata ed i personaggi ben costruiti.
A mio parere Angela è riuscita perfettamente nel self-publishing e ha meritato assolutamente la pubblicazione tramite casa editrice.

Voto: 8 e mezzo

Recensione: Amore senza limite – Jay Crownover

Avviso alla clientela: state per assistere ad una recensione negativa.

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Trama

Sayer Cole e Zeb Fuller non potrebbero essere più diversi tra loro. Lei è un tipo da country club e ristoranti esclusivi, lui ha un passato da galeotto; lei passa le sue giornate a dibattere in tribunale, lui si sporca le mani nella sua impresa edile; lei è pura seta, lui è ruvido denim. Eppure, non appena Zeb posa gli occhi su quella bionda regina di ghiaccio, decide che deve averla a qualsiasi costo. Nonostante l’evidente attrazione reciproca, Sayer però respinge ogni tentativo di seduzione, incapace di credere che un uomo così istintivo e virile possa interessarsi a una maniaca del controllo come lei. Ma quando Zeb ha bisogno della sua abilità di avvocato per sciogliere un nodo doloroso del passato, Sayer accetta di aiutarlo. E mentre lottano insieme in una battaglia che coinvolge il loro futuro e molto di più, lei capisce che solo il calore di quell’uomo potrà sciogliere la gelida gabbia che la tiene prigioniera.


Recensione

Uno stereotipo dopo l’altro.
Ma insomma come si fa a creare storie tutte uguali? Alle prime che leggo posso anche sopportare, ma dopo il ventesimo mi sale la noia e non ci sono scuse che tengano.
Mi dispiace, ma serve davvero un po’ di inventiva.
Perché parlo di stereotipi? Perché ci sono proprio tutti: il bad boy che si converte e diventa una specie di santo, la santarellina che si converte al “selvaggio-è-meglio” e per tutta la durata delle sessioni di sapete voi cosa ci fracassa i maroni con i “io non sono mai stata così”, le famiglie disastrate, i muscoli, le frasi a effetto copiate dai Baci Perugina… devo continuare?
Facciamo finta, per un momento, che gli stereotipi mi stiano bene perché alla fine dopo un po’, dopo anni che si inventano storie di ogni tipo, immagino che le idee si esauriscano. Vogliamo parlare della scrittura? Dettagli inutili in ogni pagina, pesantezza, capitoli chilometrici per descrivere una scena di cinque minuti probabilmente. Io queste cose non le posso molto sopportare, sarò polemica, bo.

“Non ricordavo un altro momento della mia vita in cui mi fossi dimenticata chi ero così completamente come quando Zeb mi toccò.”

E già qua uno dice, che cavolo di nome è Zeb? Zebulon per la precisione. Ma va bene, i nomi da denuncia per i genitori sono all’ordine del giorno nei libri ormai.

“Non ci furono ripensamenti, nessuna preoccupazione sulle conseguenze, o sull’inebitabile disastro che avrei provocato arrendendomi a lui in modo così totale. Esisteva solo quel momento, esistevano solo le emozioni e i sentimenti struggenti che lui aveva risvegliato. Era abbastanza per perdersi, per soffocare il buonsenso e tutta una vita di avvertimenti sui pericoli di abbandonarsi a certi legami”.

Era abbastanza per abbandonare il libro, direi io.
Mi rifiuto.

HAUL & IN MY MAILBOX | GIUGNO 2016

Buongiorno lettori, oggi ho pensato di fare un bel post dove vi parlo di tutti i libri che sono entrati a far parte della mia libreria nel mese di Giugno. Molti di questi mi sono arrivati dalle case editrici, perciò saranno delle novità, mentre altri sono miei acquisti o regali.

Continuate a leggere per scoprire i titoli.

Continua a leggere

Recensione: Il diario segreto di Lizzie Bennet – Bernie Su, Kate Rorick

Devo parlarvi da un po’ di questo libro, uscito solo in ebook per Newton Compton Editori e basato su una serie web di Youtube.
Il momento è giunto!
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Trama

La studentessa ventiquattrenne Lizzie Bennet è afflitta dai debiti delle spese universitarie e vive ancora con le sue due sorelle, la bellissima Jane e l’avventurosa Lydia. Quando inizia a registrare le sue riflessioni sulla vita per la sua tesi e le pubblica su Youtube, non immagina che The Lizzie Bennet Diaries prenda presto una vita loro, trasformando in un batter d’occhio le sorelle Bennet in celebrità della rete.
Quando il ricco e attraente Bing Lee arriva in città con il suo riservato amico William Darcy, le cose iniziano a farsi davvero interessanti per i Bennet, e per i loro fan. Ma non tutto viene registrato. Per nostra fortuna, Lizzie ha un diario segreto. Il diario segreto di Lizzie Bennet porta i lettori nelle profondità del mondo di Lizzie e ben oltre i confini della sua videocamera, dal matrimonio in cui incontra per la prima volta William Darcy al ritrovo locale del Carter’s Bar, e molto altro. Le meditazioni private di Lizzie sono piene di dettagli che raccontano molto di casa Bennet, compresi i suoi sospetti sull’instabile situazione finanziaria dei suoi genitori, la relazione nascente di sua sorella con Bing Lee, le insidie della sua inaspettata fama, e le sue incertezze per il futuro, e con chi desidera condividerlo.
Pieno di freschi colpi di scena che deliziano fan e nuovi lettori, Il diario segreto di Lizzie Bennet si basa sul fenomeno della web serie che ha catturato una generazione e reinventa la storia di Orgoglio e pregiudizio in modo del tutto nuovo.


Recensione

I remake dei libri possono essere delle cagate stratosferiche o, come in questo caso, risultare davvero molto belli.
Di certo non siamo all’epoca di “Orgoglio e pregiudizio” di Jane Austen, ma “Il diario di Lizzie Bennet” ci si ispira nel modo giusto.
Come sarebbe la relazione tra Elizabeth Bennet e Mr Darcy se si svolgesse nel ventunesimo secolo?
C’è una serie su Youtube che si chiama “The Lizzie Bennet Diaries” ed è a quella che si ispira questo libro. Mentre nei video vengono raccontati gli episodi, nel diario vengono presentati tutti i retroscena. Perché Lizzie si mette a fare video su Youtube? Quali episodi non sono presenti nei video?
Questo libro mi è piaciuto moltissimo perché è davvero scritto molto bene e, nonostante si ispiri ad un classico ormai presentato in tutte le salse, risulta innovativo. I personaggi mi sono piaciuti molto, soprattutto Lizzie, la storia è spensierata e non mancano assolutamente le risate.
Secondo me le risate, in determinati libri, sono molto importanti. Non si possono sempre leggere cose drammatiche e tristi, soprattutto quando sei in un periodo come quello estivo.
La madre delle tre sorelle Bennet presenti in questo libro (Lizzie, Lydia e Jane) è davvero sopra le righe: vi farà davvero divertire.

Voto: 9

Recensione in ANTEPRIMA: La figlia Perfetta – Amanda Prowse

Buongiorno a tutti!
Oggi vi propongo la recensione di un titolo in uscita il 23/06/2016 per Newton Compton Editori: “La figlia perfetta” di Amanda Prowse.
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Trama

Molto tempo fa Jacks Morgan aveva dei sogni. Voleva un lavoro importante che le permettesse di viaggiare per il mondo. Desiderava una grande casa, un portico dove trascorrere lunghe notti osservando il cielo stellato con un uomo che la rendesse felice. Ma la vita aveva altri piani per lei. E così, prima è arrivata Martha e poi Jonty che adesso, una in piena adolescenza e l’altro di appena otto anni, non sono proprio facili da gestire. Poi sua madre si è ammalata di Alzheimer e si è trasferita da loro. Ora i soldi sembrano non bastare mai e tutto sta lentamente implodendo. Jacks ha abbandonato i suoi sogni per prendersi cura della famiglia. Forse però se riuscirà a garantire a sua figlia un futuro brillante, ogni sacrificio avrà un senso… Ma sarà veramente così?


Recensione

Questo libro si sviluppa su due piani: quello del presente e quello del passato. In entrambi i piani troviamo la protagonista, Jacks, e la sua vita.

Nel presente Jacks è una donna di trentasei anni con una figlia quasi maggiorenne, un figlio di otto anni, un marito che la ama ed una madre con la demenza che suona sempre una campanella quando ha bisogno di qualcosa.
Nel passato Jacks era una ragazza piena di sogni che ha dovuto mettere da parte.

Continuamente, nel presente di Jacks, assistiamo alla sua totale insoddisfazione. Nonostante tutte le persone che la circondano cerchino di renderla felice, lei non fa altro che vedere sempre e solo il lato negativo delle cose. Ha una vita stressante, questo glielo dobbiamo, ma perché non godersi dei piccoli momenti di felicità per pensare sempre e solo all’insieme non proprio perfetto?
Jacks ha, come ho già detto, una figlia quasi maggiorenne che sta per diplomarsi ed andare al college. Le dice continuamente cosa fare, la sprona a seguire determinati sogni e la rimprovera quando esce con un ragazzo perché potrebbe “rovinarsi la vita”.
“Com’è successo a te, Jacks?”… esattamente.
Perché la nostra cara protagonista è totalmente insoddisfatta e ha dovuto rinunciare a tante cose perciò, di riflesso, tutte queste cose deve farle sua figlia e guai se ciò non si verificherà.
Questa cosa me l’ha fatta un po’ odiare. Insomma, non penso che sia questo il modo giusto di pensare alla vita.

Per fortuna, però, la protagonista Jacks verso il finale aggiusta un po’ il tiro… altrimenti gliel’avrei fatto aggiustare io a suon di padellate in testa. Santo cielo.

Tutto sommato questo libro fa capire molte cose, lascia degli insegnamenti, ed è uno di quei libri che ti fa capire lo scopo della tua lettura. Amanda Prowse voleva dirci qualcosa.
Cosa? Lo scoprirete leggendo il libro.

Troviamo uno stile di scrittura scorrevole, una trama ben fatta e personaggi adorabili (tranne Jacks per un buon 70%, ma mi rendo conto che era necessario).

Voto: 8

Blogtour: “Uno splendido errore” – Ali Novak – [Quinta tappa] Recensione & Estrazione Giveaway

Buongiorno a tutti, come avrete sicuramente visto, in questi giorni c’è stato un banner sul lato del mio blog che vi annunciava un Giveaway in corso. Il Giveaway in questione è quello del nuovo libro di Ali Novak edito da Newton Compton Editori: “Uno splendido errore”.
Se avete amato, come me, “The heartbreakers”, non potete perdervi questa lettura stupenda.

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Il Blogtour associato al Giveaway è passato da Simona, sul blog Salotto dei libri , per la presentazione e l’incipit del romanzo; da Chiara, sul blog Strawberries and books, per la presentazione dei personaggi ed il fancast; da Katia, sul blog Sognatrice interrotta, per la playlist e le ambientazioni del romanzo; dal Federica, sul blog Lettrici impertinenti, per l’intervista ad Ali Novak e si conclude da me, Cioccolato e Libri, con la recensione del romanzo e la tanto attesa estrazione del giveaway.


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Titolo: Uno splendido errore
Autrice:
Ali Novak
Genere:
Young Adult
Casa editrice: Newton Compton Editori
Data di Uscita: 16 Giugno 2016
Prezzo: € 9.90
Trama: Jackie non ama le sorprese e considera il caos il suo peggior nemico. Ha capito presto che il modo migliore per ottenere un po’ di considerazione da parte dei genitori troppo impegnati è quello di essere perfetta. E così si è trasformata nella figlia che chiunque desidererebbe: look impeccabile, ottimi voti a scuola, amicizie selezionate. Ma il destino ha in serbo per lei una vera e propria rivoluzione… Un terribile incidente, infatti, le porta via i genitori e Jackie all’improvviso è costretta a lasciare il suo elegante appartamento di New York per trasferirsi in un ranch in Colorado, dai Walter, i suoi nuovi tutori. E non è tutto. I Walter hanno ben dodici figli: undici maschi e un “maschiaccio”. Jackie si ritrova così circondata dal nemico, da ragazzi chiassosi, sporchi e invadenti che sembrano non conoscere affatto la nozione di “spazio personale”. Come potrà adattarsi e andare avanti quando, per mantenere vivo il ricordo dei suoi genitori, sente di dover continuare a essere perfetta?

Chi vincerà questo libro?
Continuate a leggere il post…


Recensione

Questa storia, scritta a quindici anni da Ali Novak su Wattpad, è una di quelle che ti entra dentro e ti fa sentire parte di un altro mondo.
Jackie è una ragazza di sedici anni che perde tutta la sua famiglia in un incidente stradale ed è costretta dalle circostanze a trasferirsi dai Walter, in Colorado.
Per una ragazza che ha sempre vissuto a New York, la vita di campagna non si prospetta una passeggiata. Non è solo questo il problema, però. A casa dei Walter ci sono ben undici ragazzi, più una bambina di nove anni che ha ormai seguito le orme da maschiaccio dei fratelli e dei cugini.
Quando Jackie incontra i ragazzi Walter, finge di non essere minimamente toccata dalla loro bellezza.
Parliamoci chiaro: non si può. Non è umanamente possibile non impazzire per ogni singolo ragazzo Walter, persino i più piccolini hanno un fascino tutto loro. Ho vent’anni ma per Cole sarei passata volentieri per pedofila.
Le ragazze che leggeranno questa storia avranno già gli ormoni impazziti, mentre Jackie vorrà far credere a tutti di non essere interessata a tutte quelle tartarughe al vento.
Va bene, Jackie, d’accordo. Ti crediamo. Tanto lo sappiamo tutti come andrà a finire!
Tra tira e molla, ragazzi antipatici che si rivelano molto dolci, nerd incalliti che sanno corteggiare come nei film, ragazzine dispettose e tanti sentimenti… “Uno splendido errore” è entrato nel mio cuore.
La cosa più bella di questo libro è che i personaggi dimostrano l’età che hanno: non c’è nessuno che si finge più maturo di ciò che è o che, al contrario, ha atteggiamenti infantili.
Ogni persona che conosceremo avrà una personalità distinta dagli altri e saprà farla spiccare per una o più qualità. Tutti i Walter sono importanti.
Non affezionarsi a loro è impossibile: lasciano quel senso di famiglia che ti fa sentire parte del loro ranch di campagna e della loro vita.
Finito il libro vuoi tornare da loro, ti mancano, vuoi essere adottata anche tu ed andare a vivere nel loro meraviglioso piccolo mondo.
Altra cosa molto importante da sottolineare è che non bisogna farsi spaventare dalla parola “Wattpad”. Questa parola non significa assolutamente che una storia è stupida o scritta male perché – e questo libro lo dimostra – ci sono delle scrittrici molto brave anche su quella piattaforma.
Il libro è assolutamente perfetto e qualcuno deve darmi un seguito… altrimenti potrebbero succedere cose molto spiacevoli.

5 stelline!


Il Blogtour si conclude quindi con l’estrazione del Giveaway. Quali erano le regole per partecipare all’estrazione?

1) Iscriversi ai lettori fissi di tutti i blog partecipanti. 
2) Condividere l’evento (link) su un qualsiasi social.
3) Commentare le tappe scrivendo il nome con cui ci seguite, la vostra email e lasciando il link della condivisione! 
Abbiamo controllato ogni singolo commento e tra tutti i partecipanti, la lista dei nomi che hanno eseguito correttamente tutti i passaggi è stata inserita su random.org.
La lista è stata poi “randomizzata” ed il primo uscito in lista è il vincitore del libro.

Se non siete nella lista probabilmente non avete eseguito bene uno dei passaggi del regolamento. Mi dispiace, sarà per la prossima volta :/

E il fortunato vincitore di questo libro è…

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