Recensione: Segreti e speranze – Carolyn Brown

Cari lettori, mettetevi comodi perché state per conoscere un’opera meravigliosa.

Trama

Ciò che le donne si rivelano nei momenti di privacy, ad esempio in una toilette per sole signore, dovrebbero restare custoditi in quelle mura. Ma a volte accade che quei segreti giungano alle orecchie sbagliate e cambino per sempre la vita di chi ne viene a conoscenza.
L’esistenza di Trudy Williams è piuttosto movimentata: sua figlia è una ragazza eccentrica e ribelle, suo marito non fa altro che tradirla e sua madre è ricoverata in una casa di cura per malati di Alzheimer. L’ultima cosa di cui ha bisogno è ereditare dalla prozia Gert una vecchia casa pericolante piena solo di vecchi ricordi e cianfrusaglie. Ora tocca a lei ristrutturarla, ma non sarà sola nell’impresa. Billy Lee Tucker, il vicino di casa della zia Gert, un tipo strano innamorato di Trudy dai tempi della scuola, non avrebbe mai sognato di avere l’opportunità di starle accanto tanto a lungo. Così, insieme alla nuova casa, Trudy e Billy costruiscono qualcosa di romantico e sorprendente, vivendo emozioni che temevano di aver perduto. Ma forse Trudy è troppo spaventata da ciò che quel giorno aveva sentito in quella toilette per signore per poter immaginare un futuro insieme a Billy…

Una protagonista da amare e accompagnare nel suo percorso di rinascita, per una storia romantica e profonda, che scalda il cuore.

Recensione

“Segreti e speranze” è una storia meravigliosa.

Leggendo le prime pagine mi sono subito accorta dell’ironia dell’autrice, e quindi della protagonista, e ho capito che il libro mi sarebbe piaciuto molto. Tutto ha inizio al funerale della zia Gert: Trudy va nel bagno delle signore e poco dopo ci entrano anche le sue cugine Betsy e Marty. Queste ultime, non sapendo di avere compagnia, cominciano a spettegolare su Drew, il marito di Trudy, e su tutte le sue “scappatelle”.

Ecco che, all’improvviso, il mondo di Trudy va in pezzi. Si è fatta trattare come una stupida per vent’anni, ha finto di non vedere mentre tutto il paese conosceva questi segreti. Non può certo continuare a fingere che vada tutto bene, perciò decide di prendere in mano la sua vita. Si veste come una barbona, ritira tutti i soldi che le appartengono dalla banca e si trasferisce a casa della zia defunta. Scopre di aver ereditato la casa, ciò che contiene ed anche una quantità spropositata di soldi, ma si guarda bene dal dirlo a qualcuno.

Nella nuova casa, con i nuovi vestiti ed il nuovo taglio di capelli, ma soprattutto un nuovo atteggiamento, trudy incontra Billy Lee Tucker. Lui è il suo vicino, nonché ex compagno di liceo. Era molto amico della zia Gert e ha ricevuto ordini da quest’ultima per ristrutturare la casa in cui vive ora Trudy. 

La protagonista mi è piaciuta tantissimo: decide di non farsi più mettere i piedi in testa da nessuno, non si concede momenti di debolezza per piangersi addosso e si circonda solo di persone positive. Quando qualcuno, come le sue cugine o il suo ex marito, si avvicina per dirle come deve vivere la sua vita, ecco che Trudy se ne infischia. Persino quando sua figlia Crystal la accusa, quando gli abitanti del paese la additano, quando delle vecchiette si sentono in dovere di giudicare… Trudy non si fa scalfire.

Billy Lee Tucker è perfetto: era “l’idiota del villaggio” ed è rimasto tale. Trudy dice che fa talmente tante cose buone, che non osa immaginare cosa succederebbe se fosse intelligente.

Questo libro è un capolavoro: ironico, intrigante, lascia degli insegnamenti su come si dovrebbe vivere la vita in realtà. Dovremmo tutti smetterla di pensare al giudizio altrui, guardarci allo specchio e dare peso solo a ciò che vediamo.

Voto: 9 e mezzo

Recensione: Tutta la pioggia del cielo – Angela Contini

Hola!!!

Oggi vi saluto così, sapete che sono un po’ fuori di testa.
Ragazze/i, ma lo sapete che sono arrivati i nuovi First della Newton Compton Editori?
E lo sapete che sono in offerta a 6,90€?
E lo sapete che non potete perderli?

Io oggi vi parlo di Tutta la pioggia del cielo di Angela Contini, pubblicato precedentemente self, ad oggi nelle mie mani grazie alla Newton. ♥
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Trama

Lui odia le scemenze, è vegano e innamorato della natura. Lei odia le rane, ha paura degli animali e quando si mette in testa una cosa non c’è verso di farle cambiare idea. Victoria è una scrittrice di successo in crisi creativa. Il suo agente, per aiutarla a superare l’impasse, la spedisce da Chicago in una tranquilla fattoria nel Vermont, dove il silenzio è l’unica cosa che non manca. Nath è di una bellezza selvaggia, ma burbero e scostante fino alla maleducazione. Ha deciso di rinunciare a un lavoro prestigioso per dedicarsi alla vecchia fattoria del padre, anche se è sempre più schiacciato dai debiti. Perciò la sorella Susan gli propone di affittare una stanza a una ragazza di città con il blocco dello scrittore che, assicura, non gli darà alcun fastidio. E invece i guai, sotto forma di un viso pieno di lentiggini e inappropriati tacchi alti, stanno per arrivare…


Recensione

Avevo adocchiato questo libro già quando era in versione self, lo avevo visto sia su Amazon che su Facebook e ne parlavano tutti benissimo. Poi ho letto la notizia della pubblicazione via casa editrice e mi sono detta di aspettare a leggerlo, volevo avere il prodotto finito.
Questa è stata una lettura stupenda.
In questo libro incontriamo due protagonisti principali: Nath e Victoria. Entrambi hanno le loro vite, abitudini, fissazioni e diversità. Sono due pianeti lontani e si può pensare che non si incontreranno mai.
Il destino, però, vuole che Nath e Victoria comincino a vivere sotto lo stesso tetto, a “sopportarsi”, ad abituarsi l’uno alla presenza dell’altra.
Lui è un uomo di campagna, lei una scrittrice. Cos’hanno in comune? Più di quanto credono, in realtà. Non funziona sempre così? Non diciamo sempre “non succederà mai” per poi accorgerci che le cose, effettivamente, sono successe?
Il bello di questo libro è che incrociamo il punto di vista di Nath, quello di Victoria e quello dei protagonisti del libro di Victoria. Lei si ispira a ciò che le succede, ai paesaggi che vede intorno a lei e inventa una storia che, inevitabilmente, parla dell’uomo che le sta rubando i pensieri.
La cosa che mi ha più colpito di questo libro sono le parole, le descrizioni, le frasi che ti straziano il cuore. A volte quest’autrice è stata capace di farmi sognare con qualcosa di semplice ma profondo.
Nelle prime pagine, ma anche verso la fine, incontriamo un’ironia che non potrà non farci sorridere, la trama è ben sviluppata ed i personaggi ben costruiti.
A mio parere Angela è riuscita perfettamente nel self-publishing e ha meritato assolutamente la pubblicazione tramite casa editrice.

Voto: 8 e mezzo

Recensione: Amore senza limite – Jay Crownover

Avviso alla clientela: state per assistere ad una recensione negativa.

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Trama

Sayer Cole e Zeb Fuller non potrebbero essere più diversi tra loro. Lei è un tipo da country club e ristoranti esclusivi, lui ha un passato da galeotto; lei passa le sue giornate a dibattere in tribunale, lui si sporca le mani nella sua impresa edile; lei è pura seta, lui è ruvido denim. Eppure, non appena Zeb posa gli occhi su quella bionda regina di ghiaccio, decide che deve averla a qualsiasi costo. Nonostante l’evidente attrazione reciproca, Sayer però respinge ogni tentativo di seduzione, incapace di credere che un uomo così istintivo e virile possa interessarsi a una maniaca del controllo come lei. Ma quando Zeb ha bisogno della sua abilità di avvocato per sciogliere un nodo doloroso del passato, Sayer accetta di aiutarlo. E mentre lottano insieme in una battaglia che coinvolge il loro futuro e molto di più, lei capisce che solo il calore di quell’uomo potrà sciogliere la gelida gabbia che la tiene prigioniera.


Recensione

Uno stereotipo dopo l’altro.
Ma insomma come si fa a creare storie tutte uguali? Alle prime che leggo posso anche sopportare, ma dopo il ventesimo mi sale la noia e non ci sono scuse che tengano.
Mi dispiace, ma serve davvero un po’ di inventiva.
Perché parlo di stereotipi? Perché ci sono proprio tutti: il bad boy che si converte e diventa una specie di santo, la santarellina che si converte al “selvaggio-è-meglio” e per tutta la durata delle sessioni di sapete voi cosa ci fracassa i maroni con i “io non sono mai stata così”, le famiglie disastrate, i muscoli, le frasi a effetto copiate dai Baci Perugina… devo continuare?
Facciamo finta, per un momento, che gli stereotipi mi stiano bene perché alla fine dopo un po’, dopo anni che si inventano storie di ogni tipo, immagino che le idee si esauriscano. Vogliamo parlare della scrittura? Dettagli inutili in ogni pagina, pesantezza, capitoli chilometrici per descrivere una scena di cinque minuti probabilmente. Io queste cose non le posso molto sopportare, sarò polemica, bo.

“Non ricordavo un altro momento della mia vita in cui mi fossi dimenticata chi ero così completamente come quando Zeb mi toccò.”

E già qua uno dice, che cavolo di nome è Zeb? Zebulon per la precisione. Ma va bene, i nomi da denuncia per i genitori sono all’ordine del giorno nei libri ormai.

“Non ci furono ripensamenti, nessuna preoccupazione sulle conseguenze, o sull’inebitabile disastro che avrei provocato arrendendomi a lui in modo così totale. Esisteva solo quel momento, esistevano solo le emozioni e i sentimenti struggenti che lui aveva risvegliato. Era abbastanza per perdersi, per soffocare il buonsenso e tutta una vita di avvertimenti sui pericoli di abbandonarsi a certi legami”.

Era abbastanza per abbandonare il libro, direi io.
Mi rifiuto.

Recensione: La custode dell’ambra – Freda Lightfoot

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Trama

Ambientato sullo sfondo della Russia rivoluzionaria, La custode dell’ambra è una travolgente storia di gelosia e vendetta, riconciliazione e perdono.

Nell’Inghilterra degli Anni Sessanta, nel Lake District, la giovane Abbie Myers fa ritorno a casa dopo aver saputo della morte della madre. Da molti anni in cattivi rapporti con i membri della sua turbolenta famiglia, scopre sgomenta che imputano a lei la colpa della tragedia.

Determinata a saperne di più sul passato di sua madre, Abbie si rivolge alla sua adorata nonna Millie alla ricerca di risposte. L’anziana donna le racconta il proprio passato, e Abbie si lascia trasportare nell’impero russo del 1911, con la sua magnificenza, e si lascia ammaliare dai racconti della vita di sua nonna come bambinaia e dalle vicende della rivoluzione che esplose in quel periodo.

Mentre cerca di riconciliarsi con la sua famiglia e di assicurare un futuro a lei e a sua figlia, Abbie si accorge che le ripercussioni degli eventi del passato minacciano di distruggere la fragile pace che sta cercando di creare.


Recensione

Essere una Blogger, a volte, non è una cosa positiva. Mi rendo conto che capita molto spesso di lasciarsi prendere dalle collaborazioni, dalla consapevolezza di dover essere svelti nel leggere libri per poterne recensire un tot al mese o di essere “commerciali” e seguire le mode.
Prima del blog io ero totalmente presa da storie lunghe e dettagliate; prediligevo i romanzi storici e adoravo i racconti di famiglie complicate. Purtroppo, per i motivi che ho già elencato prima, mi sono accorta di aver accantonato i miei gusti per cose più semplici, meno pretenziose e totalmente spensierate. Poi mi sono chiesta: perché non posso prendermi un po’ di tempo per me? Per quello che mi piace leggere? Chi cavolo me lo impedisce? La risposta è nessuno!
Quando Amazon Publishing ha accettato la mia richiesta di collaborazione ho chiesto di poter leggere “La custode dell’ambra”, libro con una trama molto molto particolare e totalmente affine ai miei gusti. L’ho iniziato la mattina e l’ho finito la sera… e vi ricordo che non stiamo parlando di una lettura scorrevole, non dettagliata, spensierata o young adult. Stiamo parlando di un romanzo storico che vi catturerà, vi prenderà in ostaggio come in una rapina in banca, e vi terrà attaccati alle pagine fino alla fine.
Ho totalmente amato le ambientazioni del romanzo (andiamo dalla Russia rivoluzionaria all’Inghilterra degli anni sessanta) e i personaggi che fanno parte della storia. C’è una totale presenza di umanità in queste persone, nel bene e nel male, e nei bambini che popolano il libro. Si parla di storia e guerra, si parla di amore, si parla di tradimenti e vendette. Qualcuno vive per fare del male, per provare il piacere perverso della ribellione, e qualcun altro vive per aggiustare i guai altrui.
In un intreccio di storie, tra passato e presente, due generazioni di donne affrontano i propri problemi ed i propri ricordi in un modo chiaro e profondo.
Questo libro per me è stato davvero una rivelazione, qualcosa di meraviglioso.
Sono più che felice di aver letto questo libro che si adatta molto ai miei gusti pre – blog. Certe cose non cambiano mai e ti piacciono sempre 🙂

Voto: 9 e mezzo

Recensione: Rogue (Talon, #2) – Julie Jagawa

Ciao ciao ciao ciaoooooo!

Vi ricordate i miei scleri per Talon, il meraviglioso primo capitolo della serie di Julie Kagawa? No???? E allora che cosa state aspettando? Andate subito a leggere l’articolo… e poi fiondatevi in questa recensione del secondo libro della saga♥

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Trama

Ember Hill è fuggita dall’organizzazione di Talon per unirsi a Cobalt, drago disertore, e alla sua banda di ribelli. Non riesce però a dimenticare il sacrificio che Garret Xavier Sebastian – cavaliere dell’Ordine di San Giorgio – ha fatto per lei, salvandole la vita pur sapendo che con quel gesto avrebbe firmato la propria condanna a morte.Ember è determinata ad aiutarlo a tutti i costi, ma per riuscirci dovrà convincere Cobalt ad entrare con lei di nascosto nel quartier generale dell’Ordine. Con i sicari di Talon sulle loro tracce e il fratello di Ember che li aiuta nella loro caccia, i ribelli trovano un alleato inaspettato in Garret. Subito la battaglia tra Talon e l’Ordine assume una prospettiva tutta diversa.Si prepara dunque la resa dei conti mentre entrambi i fronti nascono segreti scioccanti e mortali. Presto Ember dovrà decidere: battere in ritirata per combattere un altro giorno, o iniziare una guerra all’ultimo sangue?


Recensione

Con “Rogue” dobbiamo un po’ dimenticarci di ciò che abbiamo visto in Talon. Mentre nel primo volume della serie ci si concentrava soprattutto sulla parte “Young Adult” della storia, sul surf, sul divertimento e sul triangolo amoroso, lasciando a poche pagine l’addestramento dei draghi, nel secondo ci si concentra molto sulla parte dinamica della storia.
I nostri protagonisti sono sempre lì, con qualche new entry qua e là, ma non si possono più divertire in spiaggia, non possono più fare l’easy life e, soprattutto, non hanno molto tempo per portare avanti il triangolo amoroso che avevo amato in Talon.
Devo essere totalmente sincera: le cose che mi erano piaciute del primo volume e che mi avevano tenuta attaccata alle pagine, in questo secondo volume non ci sono.
Qui è una questione di gusti, dipende da cosa vi piace leggere. Da una parte si può pensare che Talon fosse un po’ introduttivo per la serie (non dimentichiamo che, dopo Rogue, ci aspettano altri tre libri) e quindi apprezzare l’evoluzione che troviamo in questo secondo volume, mentre dall’altra possiamo anche trovarci in disaccordo con un cambiamento di stile.
Personalmente devo dire che comunque la storia mi è piaciuta, che la suspance non manca e che i personaggi sono sempre ben costruiti… SOLO CHE MI LAMENTO PERCHE’ VOGLIO PIU’ RILEY♥EMBER♥GARRET

Voto: 8 e mezzo

Recensione in ANTEPRIMA: La figlia Perfetta – Amanda Prowse

Buongiorno a tutti!
Oggi vi propongo la recensione di un titolo in uscita il 23/06/2016 per Newton Compton Editori: “La figlia perfetta” di Amanda Prowse.
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Trama

Molto tempo fa Jacks Morgan aveva dei sogni. Voleva un lavoro importante che le permettesse di viaggiare per il mondo. Desiderava una grande casa, un portico dove trascorrere lunghe notti osservando il cielo stellato con un uomo che la rendesse felice. Ma la vita aveva altri piani per lei. E così, prima è arrivata Martha e poi Jonty che adesso, una in piena adolescenza e l’altro di appena otto anni, non sono proprio facili da gestire. Poi sua madre si è ammalata di Alzheimer e si è trasferita da loro. Ora i soldi sembrano non bastare mai e tutto sta lentamente implodendo. Jacks ha abbandonato i suoi sogni per prendersi cura della famiglia. Forse però se riuscirà a garantire a sua figlia un futuro brillante, ogni sacrificio avrà un senso… Ma sarà veramente così?


Recensione

Questo libro si sviluppa su due piani: quello del presente e quello del passato. In entrambi i piani troviamo la protagonista, Jacks, e la sua vita.

Nel presente Jacks è una donna di trentasei anni con una figlia quasi maggiorenne, un figlio di otto anni, un marito che la ama ed una madre con la demenza che suona sempre una campanella quando ha bisogno di qualcosa.
Nel passato Jacks era una ragazza piena di sogni che ha dovuto mettere da parte.

Continuamente, nel presente di Jacks, assistiamo alla sua totale insoddisfazione. Nonostante tutte le persone che la circondano cerchino di renderla felice, lei non fa altro che vedere sempre e solo il lato negativo delle cose. Ha una vita stressante, questo glielo dobbiamo, ma perché non godersi dei piccoli momenti di felicità per pensare sempre e solo all’insieme non proprio perfetto?
Jacks ha, come ho già detto, una figlia quasi maggiorenne che sta per diplomarsi ed andare al college. Le dice continuamente cosa fare, la sprona a seguire determinati sogni e la rimprovera quando esce con un ragazzo perché potrebbe “rovinarsi la vita”.
“Com’è successo a te, Jacks?”… esattamente.
Perché la nostra cara protagonista è totalmente insoddisfatta e ha dovuto rinunciare a tante cose perciò, di riflesso, tutte queste cose deve farle sua figlia e guai se ciò non si verificherà.
Questa cosa me l’ha fatta un po’ odiare. Insomma, non penso che sia questo il modo giusto di pensare alla vita.

Per fortuna, però, la protagonista Jacks verso il finale aggiusta un po’ il tiro… altrimenti gliel’avrei fatto aggiustare io a suon di padellate in testa. Santo cielo.

Tutto sommato questo libro fa capire molte cose, lascia degli insegnamenti, ed è uno di quei libri che ti fa capire lo scopo della tua lettura. Amanda Prowse voleva dirci qualcosa.
Cosa? Lo scoprirete leggendo il libro.

Troviamo uno stile di scrittura scorrevole, una trama ben fatta e personaggi adorabili (tranne Jacks per un buon 70%, ma mi rendo conto che era necessario).

Voto: 8

Recensione: The Treatment (The Program, #2) – Suzanne Young

Vi ricordate di “The Program“? (clicca qui per la recensione)
Lo avevo a dir poco amato, era stato un dieci pieno e forse qualcuno potrà capire quanto io abbia atteso questo seguito. Per questo ringrazio profondamente la casa editrice, che è stata così gentile da spedirmi una copia cartacea del romanzo. Vi assicuro che, in libreria, in miei due amori sono perfettamente a loro agio.
La scrittura, le trame e i personaggi di Suzanne Young creano dipendenza perciò… eccomi qui con la recensione del secondo volume di questa duologia.
Vi ricordo che la saga si compone così:

  1. (The program #0.5) The Remedy (inedito in Italia)
  2. (The program #0.6) The Epidemic (inedito in Italia)
  3. (The program #1) The Program
  4. (The program #2) The Treatment
  5. (The program #2.5) The Recovery (edito in Italia solo in ebook)

Tornando a noi… vi presento The Treatment.

Questa sarà una recensione totalmente priva di spoiler, al più vi parlerò di qualche caratteristica dominante nella lettura, senza rovinarvi nulla. Se volete proprio evitare di sapere anche la più minima cosa, vi consiglio di non leggere neanche la trama (io, di solito, le evito).
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Trama:

Sono passate settimane da quando Sloane è stata dimessa dal Programma, il progetto sperimentale che obbliga gli adolescenti a rischio di depressione alla rimozione dei ricordi, eppure è ancora sotto stretta osservazione.
Nonostante abbia dimenticato intere parti del suo passato, il cuore l’ha spinta di nuovo tra le braccia di James, il ragazzo che ha sempre amato. In questo modo, però, ha scoperchiato una scatola che avrebbe dovuto rimanere sigillata, mettendo in pericolo la validità stessa della terapia a cui entrambi sono stati sottoposti. Ma il Programma non può permettersi di fallire e dà il via a una caccia serrata. In fuga dagli stessi uomini che li hanno internati, Sloane e James non possono fare altro che unirsi a un gruppo di ribelli che vuole scardinare l’impalcatura di segreti e bugie su cui si fonda il Programma. Riuscirci, però, è tutt’altro che semplice. Soprattutto perché l’unico indizio a disposizione è la pillola arancione che Michael Realm – il solo amico che Sloane aveva nel Programma – le ha lasciato prima di scomparire nel nulla. L’antidoto in grado di ripristinare i ricordi persi. La Cura su cui tutti vorrebbero mettere le mani.
In un crescendo di inseguimenti, depistaggi e tradimenti, si conclude la storia d’amore di Sloane e James: il secondo, appassionante capitolo della serie bestseller del «New York Times».


Recensione:

Ero partita un po’ prevenuta sulla lettura di questo romanzo. Avevo letto delle recensioni non troppo carine sul comportamento di Sloane, la colonna portante di tutto il romanzo. Quando ho preso in mano “The Treatment” l’ho minacciato: “Guai a te se mi rovini il primo libro”, gli ho detto.
E poi sappiamo tutti com’è andata: ho divorato il libro in un pomeriggio e OVVIAMENTE #Adoro.

Questo libro mi è piaciuto molto per alcuni piccoli dettagli, più che nell’insieme. Per esempio la storia di Dallas (una protagonista che appare nelle prime pagine di “The Treatment” ma che in “The Program” non conosciamo), classico esempio di ragazza che tutti maltrattano e che si lascia maltrattare. In realtà lei vuole essere forte, si sforza perché è stufa di essere trattata in determinati modi, ma non è colpa sua se ha addosso come una calamita per questa gente. Tutto accade come se Dallas non avesse la forza di reagire ed in un certo senso si può paragonare parecchio a molte donne della nostra società, che stanno insieme a persone poco sane e che accettano ogni stranezza ed insulto.
Nel finale succede una cosa che mi ha fatto molto, molto piacere. Forza Dallas!

Altra cosa che mi è piaciuta è la sensazione di non poterti fidare di nessuno. C’erano persone sospette ovunque, da ogni parte, e tutto veniva mascherato molto bene. L’unica che ero certa non mentisse era Sloane, essendo un romanzo scritto in prima persona, ma per il resto… Ottimo lavoro Suzanne!

Purtroppo, come in “The Program”, anche qui c’è un triangolo amoroso fastidioso. Inutile che vi dico che tra Realm e James, James vince a mani basse. Se esistesse qualcuno capace di inventare un uomo fatto su misura per me andrei da lui e direi: “Fammelo come James”.
Realm mi sta anche antipatico, vi dirò. Sloane purtroppo non si rende bene conto di quello che fa, in “The Treatment”. Poveretta, la possiamo capire perché comunque ha subito un ricovero, l’hanno ammazzata cerebralmente e Realm per lei c’è stato… però poi dopo un po’ basta. C’hai uno strafigo davanti (James), vedi di fartelo bastare.

Questo libro non è un 10 come “The Program”… è un 8 e mezzo.
Il motivo è semplicemente che verso il finale va tutto troppo veloce. Ad un certo punto mi sono ritrovata alla fine della storia senza neanche rendermene conto. Dopo quasi mille pagine, divise in due libri, avrei apprezzato un po’ più di spiegazioni e tempo perso a parlare dei protagonisti e del Programma.
Questa cosa purtroppo non è avvenuta, tutto è stato liquidato in fretta. Tanto è che sono rimasta con una cruciale domanda in testa:

LACEY?


Ho cercato di essere, parlando di questo libro, più vaga possibile. Volevo darvi qualche dettaglio, ma non troppi. Se trovate qualcosa che avreste preferito non leggere, fatemelo sapere per una prossima volta.

Buone letture!