Recensione: Il solito, normalissimo caos – Sharon Creech

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Trama:

Quando Mary Lou viene a sapere che come compito delle vacanze le toccherà scrivere un diario, la cosa non le piace affatto. Ma poi, a poco a poco, ci prende talmente gusto da riempire ben sei quaderni! Il che in fondo non è difficile, con la famiglia che si ritrova: un padre e una madre tremendamente pasticcioni e quattro fratelli scatenati. Se a tutto questo si aggiungono le prime pene d’amore, i bisticci con un’inaffidabile “migliore amica” e gli esilaranti commenti all’Odissea, lettura estiva consigliata dalla scuola, bisogna dire che il materiale non manca. Ma il vero pezzo forte del diario (e dell’estate) è il mistero che circonda il cugino Carl Ray, ospite inatteso che finirà per lasciare tutti di stucco.


 

Mary Lou Finney scopre di dover scrivere una “cronaca” estiva. Non conosce neanche il significato di “cronaca”, come farà a scriverne una? Eppure, pian piano, ci riesce.
Comincia dalle cose più banali, per esempio i litigi con la sorella, i pasticci del fratellino più piccolo, il fatto che il cugino Carl Ray debba andare a vivere da loro…
Un momento, quest’ultima cosa non è tanto banale.
Carl Ray è un cugino che vive lontano da loro, senza elettricità e senza telefono. Scrivono ancora lettere ed il loro bagno è senza finestra, con i buchi nei muri per far entrare la luce (questa cosa Mary Lou la sperimenterà sulla sua pelle).
Un cugino silenzioso e misterioso, che risponde con versi strani e cerca lavoro senza trovarlo.
Poi un giorno, improvvisamente, Carl Ray riesce a farsi assumere dalla ferramenta del vicino di casa di Mary Lou. Tutti festeggiano, ma la gioia dura poco… Scoprirete perché leggendo il libro!
Intanto la sorella di Mary Lou, Maggie, trova continuamente modi per evadere dalle punizioni dei suoi genitori. Ha diciassette anni ed esce con il suo fidanzato, torna a casa sempre oltre il coprifuoco e, quando glielo fanno notare, sostiene che tutti le stiano rovinando la vita.
La migliore amica di Mary Lou, Beth Ann, subisce un cambiamento radicale durante i mesi estivi. Da ragazza logorroica che descrive anche i momenti in cui fa la pipì, diventa silenziosa e tiene per sé i dettagli del suo nuovo fidanzato. Mary Lou è gelosa: non tanto perché Beth Ann ha un fidanzato, ma perché le tiene nascosti tutti i dettagli.
Così, quando Mary Lou trova a sua volta un ragazzo, non parla di lui a Beth Ann.
Ne parla solo al suo diario… peccato che esso debba essere letto da un insegnante!
Pene d’amore, pasticci familiari, tragedie ed un grande mistero intorno al cugino Carl Ray: sono questi gli elementi che ci prenderanno per mano durante la lettura di questo libro.

Bellissimo e perfetto soprattutto per i mesi estivi che stanno per arrivare.

Voto: 9

Recensione: La ragazza dell’ultimo banco – Andrea Portes

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Titolo: La ragazza dell’ultimo banco
Autrice: Andrea Portes
Casa editrice: Newton Compton Editori
Pagine: 279
Prezzo di copertina: 12,00€
Il libro è già disponibile in ebook, la versione cartacea uscirà il 31 marzo 2016.

Trama:

Anika Dragomir è tra le ragazze più popolari alla Pound High School. Lei stessa, però, sa di essere un mostro: un mix di pensieri cupi e trame diaboliche. E poi, se c’è da prendere sul serio quello che si dice in giro, potrebbe addirittura essere un vampiro. Dopotutto, suo padre viene dalla Romania. Un luminoso giorno di settembre rivede Logan McDonough: solo qualche mese prima un grasso nerd, adesso è il ragazzo più sensuale, smaliziato e misterioso che abbia mai visto. Anika ne rimane affascinata e comincia a fantasticare su di lui. Ma Logan McDonough è un tipo poco raccomandabile e niente affatto popolare. Alla Pound High School le renderebbero la vita un inferno se li vedessero insieme. Così Anika deve scegliere se ignorare i suoi sentimenti, oppure seguire il cuore, con il rischio di essere emarginata. Proprio mentre è alle prese con questa decisione però, una tragedia inimmaginabile stravolge la sua esistenza, cambiandola per sempre. E a quel punto si troverà costretta a scegliere tra la propria natura e un desiderio mai conosciuto prima…


 

Spettacolare!

Tutto ciò che sto per scrivere su questo libro è assolutamente dettato dall’amore che ho provato per ogni singola parola di questa storia.

Andrea Portes è una scrittrice meravigliosa, ha saputo descrivere alla perfezione tutti i pensieri di Anika Dragomir, la terza ragazza più popolare della scuola.
La terza perché la seconda è Shelli e la prima è Becki. La terza perché lei, che ha un padre che viene dalla Romania, non può assolutamente essere la ragazza più popolare della Pound High School. Lei è una “immigrata”.

Anika sa che se si allontanasse da Becki tutti la renderebbero un’emarginata, e non può permetterlo. Deve stare ai comodi della più popolare della scuola, anche se è una strega, anche se fa scherzi alle persone per puro divertimento e perseguita ragazzi che non le danno gomme da masticare.
Anche se Becki è cattiva, Anika e Shelli la seguono sempre e comunque.

Poi arriva Logan, ragazzo sfigato che, improvvisamente, diventa un ragazzo bello ed interessante. Arriva e vuole conquistare Anika.
Anika non ha niente in contrario perché lei non è come Becki, a lei non importano molto le scale sociali (tranne la sua, quella è importantissima).
Becki, però, è interessata anche a quelle altrui: se Anika, che è sua amica, si fa vedere con uno sfigato passerà il messaggio che le ragazze più popolari della Pound High School se la fanno con gli sfigati.

Così quando poi arriva Jared, che è il ragazzo più ambito di tutta la città, ed esprime il desidero di uscire con Anika, lei non ci pensa due volte. Potrà anche provare qualcosa per Logan, ma Logan non è importante.

Ecco come funziona il liceo americano. Assistiamo a tutto questo con una grandissima ironia della protagonista. Sapete quanto, per me, sia importante ridere mentre leggo un libro (tranne quelli seri e strappalacrime, sia chiaro), e “La ragazza dell’ultimo banco” mi ha accontentata.
Non è tutto risate, però, perché una grande tragedia ci spezzerà il cuore.

Non vi dirò qual è perché non sono la tipa che vi spoilera le cose, lo sapete.

Immergetevi completamente in questo libro, che a mio parere è al pari della bellezza di “Princess” di Lauren Kate (anche se Anika è decisamente meno malata della protagonista di Princess), e imparate cosa non si fa;
conoscete meglio Logan e tutta la sua famiglia disagiata;
conoscete Anika e tutti i suoi pensieri cupi e spettrali, le aspettative che la gente ha quando la guarda, i suoi parenti bizzarri.
Leggete bene la dedica che fa l’autrice, all’inizio del libro:
lei avrebbe voluto dare il messaggio del libro alla se stessa del liceo.

Voto: 10 (e sapete che quando do dieci, non scherzo)

Recensione: Io e te all’alba – Sanne Munk Jensen, Glenn Ringtved

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Titolo: Io e te all’alba
Autori: Sanne Munk Jensen, Glenn Ringtved
Casa editrice: Piemme
Pagine: 324
Prezzo: 17,00€ cartonato / 7,99€ ebook

Trama:

Louise vive ad Aalborg, in Danimarca. Ha diciassette anni, va al liceo. I suoi genitori sono brave persone. Una sera conosce Liam, un ragazzo poco più grande di lei, e i due si innamorano perdutamente. Trovano un minuscolo appartamento ai margini della città e si amano, fra sesso e droga, senza limiti. Liam ha tanti sogni, ma una pessima idea su come realizzarli. Comincia a lavorare per Johannes, uno spacciatore, un pesce grosso. All’inizio va a gonfie vele, ma poi la situazione precipita, trascinandosi dietro tutto e tutti. È inutile chiedersi perché Louise non sia scappata quando ancora poteva farlo. Non l’ha fatto e basta. Questa storia racconta il perché.


 

Vi faccio, per la prima volta in vita mia, un piccolo spoiler: Louise e Liam sono morti.
Perché ve lo sto dicendo? Perché, in realtà, è una cosa che scoprite già dal primo capitolo.
La narratrice di questo libro è Louise, ragazza morta, che vede tutti mentre nessuno vede lei e racconta la sua storia dall’incontro con Liam fino alla loro morte.

Vorrei poter spostare la mano. Vorrei tanto lasciarla scivolare in quella di Liam come una volta, e dire a mamma di non piangere più. Vorrei ripeterle tutto quello che mi ha detto Liam a casa, prima che uscissimo per andare al ponte. Vorrei descrivere l’alba mentre eravamo lassù, che l’ha fatto quasi diventare bello. E giusto. Vorrei far capire a lei e a papà il perché. Raccontare la storia vera. E vorrei che Liam mi abbracciasse. Evidentemente, però, questa è una delle cose che non si possono fare da morti.
Forse da questa citazione riuscirete già a capire quanto questo libro sia scritto bene.
Ogni singola frase è un colpo al cuore. Questa storia ti entra dentro e non se ne va facilmente.
Mi servirà una cura di libri leggeri, dopo “Io e te all’alba”.
Chi mi segue sa che amo la scrittura di Valentina D’Urbano perché parla di persone brutte esteticamente e caratterialmente. Parla degli errori dell’essere umano.
Questo libro fa la stessa cosa: parla di quanto tutti, nessun personaggio escluso, siano stati stupidi.
Non è una storia come le altre: Loui e Liam sono innamorati ed hanno dei sogni… solo che Liam trova il modo più sbagliato del mondo per realizzarli.
E quando le cose per loro si mettono male non potranno contare su nessuno, solo su loro stessi.
E quando saranno sicuri che nemmeno così, nascondendosi, potranno salvarsi, inevitabilmente, si butteranno in un mare di acqua e moriranno così: ammanettati tra di loro per non perdersi tra le correnti, sempre insieme come da quando si sono conosciuti.
Hanno trovato la soluzione peggiore per i loro problemi, come avevano trovato quella peggiore per realizzare i propri sogni.
Errare è umano, ma qui sbagliano davvero troppo.
Sbagliano Loui e Cille quando prendono quell’autobus che le porterà ad incontrare Liam e Jeppe; sbagliano Liam e Jeppe quando decidono di spacciare; sbagliano i genitori di Louise quando invece di restare vicini, si allontanano; sbaglia il padre di Liam quando si ubriaca senza sosta.
Sbagliano tutti, perché sbagliare è umano. Sbagliano, ma forse no. Ogni decisione è una via che si intraprende: la vita è una rete fitta creata da decisioni e non si può mai tornare indietro.
Lo amo da qui fino alla fine del mondo. Anche quando è un idiota o quando è arrabbiato con me. Lo amo tantissimo e vorrei solo che lui ricambiasse il mio amore. È l’unica cosa a cui riesco a pensare e mi odio, perché sono fatta così.
Voto: 9

Recensione: The Program – Suzanne Young

La serie distopica creata da Suzanne Young è una duologia composta da:

  1. (The program #0.5) The Remedy (inedito in Italia)
  2. (The program #0.6) The Epidemic (inedito in Italia)
  3. (The program #1) The Program
  4. (The program #2) The Treatment
  5. (The program #2.5) The Recovery (edito in Italia solo in ebook)

Oggi parliamo di The Program.

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Titolo: The Program (The Program #1)
Autrice: Suzanne Young
Casa Editrice: De Agostini
Prezzo di copertina: 14,90€
Pagine: 448
Trama:

Sloane sa perfettamente che nessuno deve vederla piangere. La minima debolezza, o il più piccolo scatto di nervi, potrebbero costarle la vita. In un attimo si ritroverebbe internata nel Programma, la cura ideata dal governo per prevenire l’epidemia di suicidi che sta dilagando fra gli adolescenti di tutto il mondo. E una volta dentro, Sloane dovrebbe dire addio ai propri ricordi… Perché è questo che fa il Programma: ti guarisce dalla depressione, resettandoti la memoria. Annullandoti. Così, Sloane ha imparato a seppellire dentro di sé tutte le emozioni. Non vuole farsi notare, non ora che suo fratello è morto e lei è considerata un soggetto a rischio. L’unica persona che la conosce davvero è James, il ragazzo che ama più di se stessa. È stato lui ad aiutarla nei momenti difficili, lui a farle credere che ci fosse ancora speranza. Ma, quando anche James si ammala, Sloane capisce di non poter più sfuggire al Programma. E si prepara a lottare. Per difendere i propri ricordi, a qualunque costo.


 

In “The Program” il suicidio è una malattia. Essa si diffonde soprattutto tra gli adolescenti, così qualcuno ha pensato bene di trovare la cura: cancellare la memoria dei “malati”, prima che possano uccidersi.
Cancellare i ricordi brutti per far tornare la felicità nei ragazzi potrebbe anche essere un’idea avuta con la migliore delle intenzioni, dagli ideatori del programma, ma non lo è quando anche un pianto nostalgico può farti segnalare ed internare.
A questi ragazzi non è concessa neanche la minima debolezza.
Questo, purtroppo, non è possibile: non si può cancellare la tristezza dalla nostra esistenza. Essa fa parte di tutti noi, perciò il programma, evidentemente, ha dei punti deboli.
Sloane, James, Miller, Lacey e Brady sono i ragazzi che conosciamo di più in questo libro.
Brady si suicida prima dell’inizio della storia, è il fratello di Sloane e migliore amico di James.
Lacey è stata internata ed è finalmente tornata, ma non si ricorda di nessuno di loro.
Miller era il fidanzato di Lacey e non sopporta di vederla mentre non si ricorda neanche chi è, non sopporta neanche l’idea di essere internato solo perché sente la mancanza di qualcuno.
Sloane e James si sono sempre fatti forza a vicenda ma, pian piano, cominciano a crollare anche loro, vedendo le persone che amano sparire dalle loro vite.

Arrivano a chiedersi se non sia proprio l’esistenza del programma a spingerli a suicidarsi, perché se quando sei triste vieni internato, e tutti i tuoi ricordi vengono cancellati, forse è meglio morire.

Ma James e Sloane non sono come gli altri, loro non vogliono essere cancellati. Quando vengono, inevitabilmente, internati combattono con tutte le loro forza per salvare anche solo un ricordo.
Contro il sistema e contro il mondo, perché la vera malattia, forse, non è tanto il suicidio quanto il programma stesso.

Un romanzo intenso, pieno di emozioni che ci fa capire quanto, a volte, la tristezza non sia tanto una debolezza quanto una forza. Sloane e James combatteranno per le cose che hanno ancora ed anche per quelle che non hanno più.

Non vedo l’ora di leggere il secondo volume della duologia.

Voto: 10

Recensione: Un’incantevole tentazione – Natasha Boyd

La serie di libri Eversea è composta da:
#1 Un’incantevole tentazione. Eversea
#2 Un messaggio per te. Forever Jack. (In uscita per Giunti Editore il 16/03/2016)

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Trama:

È finalmente orario di chiusura nel bar in cui lavora e Keri Ann non desidera altro che tornarsene a casa. Peccato che il ragazzo dai modi bruschi, con il cappuccio della felpa calato sugli occhi, non sembra avere nessuna intenzione di togliere il disturbo.

Quando Keri si avvicina, rimane letteralmente impietrita: sotto quel cappuccio infatti si nasconde il famosissimo attore Jack Eversea, idolo dei rotocalchi per le sue relazioni burrascose e le migliaia di fan che lo seguono a ogni passo. Sguardo intenso, un’espressione sexy e un fisico da urlo. Ma cosa ci fa una star di Hollywood nella sonnacchiosa isoletta di Butler Cove?
Quella tra Keri Ann, la cameriera acqua e sapone abituata a cavarsela da sola, e Jack Eversea, la stella del cinema che ha smarrito la via, all’inizio è solo amicizia. Non ci sono due persone più diverse di così: lei è semplice e schietta, lui è il ragazzo che tutte desiderano, sempre circondato da attrici e modelle bellissime. Eppure qualcosa negli occhi di Keri spinge Jack ad avvicinarsi a lei.

Troppa complicità, troppa fiducia, troppe risate, finché l’attrazione diventa irresistibile… Ma si può vivere nel presente dimenticando da dove si viene? Oppure il passato torna sempre a bussare rischiando di spazzar via anche il sogno più bello?

 


 

Avete voglia di leggere di una storia d’amore tra un attore, arrivato direttamente da Hollywood, ed una normale cameriera di Butler Cove? Questo è il libro che fa per voi.

Keri Ann ha perso i suoi genitori e sua nonna, le è rimasto solo suo fratello. Vive a Butler Cove, un piccolo paesino sul mare dove si conoscono tutti, e fa la cameriera.
Attende che il fratello si laurei in medicina, così poi sarà il suo turno di andare via: potrà prendere una laurea anche lei, potrà fare ciò che sogna.
Aspetta e aspetta.
Una sera Jack Eversea, attore super famoso, arriva a Butler Cove. Sta scappando dai giornalisti, dai gossip sulla sua storia d’amore appena finita: vuole un po’ di tranquillità.
Inizialmente chiede a Keri Ann di fargli da personal shopper, perché ovviamente lui non può farsi vedere in giro, e così comincerà la loro conoscenza.

Una storia d’amore semplice, senza intoppi, finché tutti gli scandali non cominciano ad uscire fuori. Un’ex fidanzata oppressiva, un agente che non fa che mettere sotto gli occhi di Jack il contratto che ha firmato. Lui e la sua ex fidanzata traditrice, di fatto, non possono lasciarsi finché ci saranno i loro film sul grande schermo.

Ecco che la favola di Keri Ann comincia pian piano a sgretolarsi.
I due, insieme, erano stati così bene da non poterci credere. E poi, inevitabilmente, qualcosa si spezza.

Keri Ann l’ha sempre saputo ma voleva essere cieca. Voleva provarci lo stesso.

Un romanzo ben costruito e personaggi simpatici.
Mi ha fatto ridere e preoccupare.
Certo, i cliché ormai non mancano in quasi nessun romanzo, ma penso che l’autrice sia stata brava a contenerli. Niente è troppo.

Voto: 8 e mezzo.

 

Presto la recensione sul Blog di “Un messaggio per te”.

Recensione: La casa per bambini speciali di Miss Peregrine – Riggs Ransom

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Quali mostri popolano gli incubi del nonno di Jacob, unico sopravvissuto allo sterminio della sua famiglia di ebrei polacchi? Sono la trasfigurazione della ferocia nazista? Oppure sono qualcosa d’altro, e di tuttora presente, in grado di colpire ancora? Quando la tragedia si abbatte sulla sua famiglia, Jacob decide di attraversare l’oceano per scoprire il segreto racchiuso tra le mura della casa in cui, decenni prima, avevano trovato rifugio il nonno Abraham e altri piccoli orfani scampati all’orrore della Seconda guerra mondiale. Soltanto in quelle stanze abbandonate e in rovina, rovistando nei bauli pieni di polvere e dei detriti di vite lontane, Jacob potrà stabilire se i ricordi del nonno, traboccanti di avventure, di magia e di mistero, erano solo invenzioni buone a turbare i suoi sogni notturni. O se, invece, contenevano almeno un granello di verità, come sembra testimoniare la strana collezione di fotografie d’epoca che Abraham custodiva gelosamente. Possibile che i bambini e i ragazzi ritratti in quelle fotografie ingiallite, bizzarre e non di rado inquietanti, fossero davvero, come il nonno sosteneva, speciali, dotati di poteri straordinari, forse pericolosi? Possibile che quei bambini siano ancora vivi, e che – protetti, ma ancora per poco, dalla curiosità del mondo e dallo scorrere del tempo – si preparino a fronteggiare una minaccia oscura e molto più grande di loro?

Questo libro ha un seguitoHollow City. Il ritorno dei bambini speciali di Miss Peregrine.


 

Se dovessi scegliere la cosa che più mi ha colpita del libro, sarebbe l’accostamento tra storia e fotografie.

Iniziamo il libro e conosciamo il nonno di Jacob, narratore di storie che ha conosciuto mentre era in un orfanotrofio, durante la seconda guerra mondiale.
Jacob crede a tutto ciò che racconta suo nonno, finché un giorno non viene umiliato a scuola.
Quando comincia a pensare che tutto ciò che gli è stato raccontato sia inventato, comincia a considerare favole quelle del nonno… fino a quando quest’ultimo non viene brutalmente ucciso e Jacob, vicino al luogo del delitto, vede un mostro.

Cominciano gli incubi del ragazzo, le sedute di psicoanalisi: nessuno vuole credere a ciò che Jacob ha visto.

Qual è l’unica soluzione agli incubi di Jacob? Recarsi sull’isola sulla quale si trova l’orfanotrofio, trovare la direttrice (che ha spedito una lettera al nonno quindici anni prima) e sperare che sia ancora viva. La soluzione è scoprire se tutte le foto dei Bambini Speciali – quelle che il nonno mostrava a Jacob da piccolo per dimostrare la verità nelle sue storie –  siano o no fotomontaggi.

Siete pronti a conoscere i Bambini Speciali? Ma, dopo tutto il tempo passato, saranno ancora dei bambini? Saranno ancora vivi?

Una storia ben costruita che la critica paragona ad Harry Potter e X-Men, personaggi fantastici nelle azioni ma realistici nei sentimenti.

Voto: 8 e mezzo.

 

Recensione: Una presenza in quella casa – Paige McKenzie

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Tutto comincia nel 2010, quando una sedicenne simpatica e carina posta su YouTube un brevissimo filmato: “Ragazzi, so che vi sembrerà strano” e confessa il sospetto che la casa in cui si è appena trasferita con la madre sia infestata dai fantasmi. La madre non le crede e lei decide di documentare il fenomeno scattando foto. Nel giro di pochi anni la serie di brevi filmati che la vedono protagonista diventa uno straordinario successo, con 130 milioni di visualizzazioni e oltre 313.000 follower su Instagram, Twitter, Facebook e YouTube. Il romanzo dona profondità al racconto che ha stregato così tanti seguaci. Sunshine, questo il soprannome della ragazza, percepisce la risata di una bambina, nota oggetti spostati in casa e arriva a convincersi che in passato una bambina di sette anni sia stata affogata nel bagno del piano di sopra. Kat, la madre adottiva con cui Sunshine ha sempre avuto un rapporto molto aperto e affettuoso, insiste nel dire che è tutto frutto di immaginazione e comincia a comportarsi in modo sempre più incomprensibile, inquietante. C’è solo una persona che le dà credito: Nolan, un compagno di liceo che condivide la sua passione per la fotografa ed è disposto ad affiancarla per studiare i vecchi casi di cronaca nel tentativo di capire cosa stia davvero succedendo. La tensione sale inarrestabile e Sunshine capirà che sua madre è in pericolo e ciò che credeva di sapere del proprio passato è tutto da riscrivere.


 

Comincio la mia recensione chiarendo che io non ho MAI visto la serie su Youtube, ho letto il libro senza avere dei precedenti.
Capirete tutto comunque!
Il libro non è collegato alla serie, anzi penso proprio che sia una trascrizione di ciò che succede lì.
Quando ho comprato “Una presenza in quella casa” l’ho fatto con l’idea che avrei poi potuto prestarlo a mia madre, amante di Thriller ed Horror, ma ad oggi mi rendo conto che non è poi così spaventoso e misterioso.
In realtà io lo colloco più nei fantasy.
Questa è la storia di Sunshine, una ragazza che si trasferisce in una nuova casa e comincia ad avvertire la presenza di fantasmi. Solo lei può interagire con loro. Come si spiega?
Inizia così la scoperta di Sunshine, un viaggio nell’analisi delle sue abitudini e di ciò che è lei veramente.
Solo Nolan, un compagno di liceo, crede ai suoi apparenti deliri. La sua migliore amica pensa che lei stia diventando pazza e sua madre crede che voglia tornare alla sua vecchia vita, ritornando in Texas.
Oltre a queste tre persone, Sunshine non può parlare con nessuno di ciò che le succede… perché non ha altri amici.
In certi punti, se si fosse davvero sviluppato come un romanzo horror, ci sarebbe stato da farsela nei pantaloni ma purtroppo non è proprio così.
Sunshine accetta gli spiriti come se non ci fosse assolutamente da aver paura, ci gioca a scacchi e a Monopoly… cose di tutti i giorni, insomma!
Solo io sarei scappata a gambe levate?!?
Ci vedo, dunque, un po’ di quella superficialità che caratterizza i libri indirizzati ad un pubblico giovane. E’ una storia di fantasmi per adolescenti e non dobbiamo aspettarci nulla di più.

A parte questi dettagli sul contenuto, lo stile di scrittura è abbastanza scorrevole. Non è ripetitivo e i dettagli sono solo quelli necessari a capire dove ci troviamo.

Il libro in questione è l’inizio di una trilogia. Penso che darò una possibilità al secondo per vedere come continua la storia.

Il mio voto è 8.

 

Recensione: The Heartbreakers – Ali Novak

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Trama:

La vita di Stella, diciassette anni, non è stata semplice da quando sua sorella Cara si è ammalata. Stella la adora, farebbe qualsiasi cosa per lei e, ora che il compleanno di Cara è alle porte, ha in mente il regalo perfetto: un autografo dei The Heartbreakers, la sua band preferita. Poco importa se per farlo dovrà stare in coda per ore o se per lei sono solo quattro bell’imbusti senza talento. E quando un giorno un ragazzo simpatico, carino e con due meravigliosi occhi azzurri le attacca bottone da Starbucks, Stella non sa che la sua vita si sta per trasformare in una di quelle canzoni d’amore che lei tanto detesta né che quel ragazzo è nientemeno che Oliver Perry, il cantante dei The Heartbreakers


 

Perché ho preso in mano questo libro?
Ero in un periodo in cui stavo facendo troppe letture serie e volevo staccare un po’.
Potete prendermi a pomodori, non me ne importa, ma non mi vergogno di dichiarare che sono una grande fan degli One Direction, boyband famosa ormai a livelli mondiali.
Vista la mia passione per i quattro (ex cinque) cantanti e i miei sogni sfegatati da fangirl, leggere questo libro mi ha fatto molto piacere.

La storia parla di Stella, diciassette anni, che incontra una boyband e comincia a lavorare per loro.
Concerti, feste, tensioni interne al gruppo… Non manca veramente nulla!

La cosa che mi ha più colpito di questa storia nata su Wattpad è che non è scritta come una fanfiction, c’è molto lavoro dietro.
Oltre a questo, non si parla solo ed esclusivamente di Stella con la band degli Heartbreakers. Piuttosto, si dà anche molto peso alla malattia di Cara, la sorella di Stella.

Stella, Cara e Drew sono tre gemelli.
Cara si è ammalata mentre i tre andavano ancora a scuola così Stella e Drew, per far compagnia alla sorella, hanno deciso di studiare a casa.
Finita la scuola Drew andrà al college, che si trova a un’ora di macchina dalla casa dove sono cresciuti, ma Stella si rifiuta di lasciare Cara a casa da sola.
Nella sua mente, loro tre saranno sempre insieme.
Ecco perché quando riceve la proposta di diventare la fotografa degli Heartbreakers è quasi tentata di non accettare.

Non dimentichiamoci, soprattutto, che il tumore di Cara non passerà come un raffreddore. Il tutto potrebbe peggiorare mentre Stella non c’è… e questo non deve accadere.

Voto: 8 e mezzo

Super scorrevole e mi ha fatto sognare!

Libri di sogni: Panic – Lauren Oliver ♥

Senza nome

Scoprite di più sulla collaborazione cliccando qui: LIBRI DI SOGNI.

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Titolo: Panic
Autore: Lauren Oliver
Casa editrice: Safarà Editore
Pagine: 363
Prezzo: 18,00€

Trama:

È arrivata una nuova estate a Carp, una cittadina senza futuro immersa nel cuore grigio di un’America sonnolenta. Ma con la fine della scuola arriva anche Panic, la competizione segreta a cui partecipano i diplomati al liceo cittadino, e come ogni anno è pronta a dissipare il torpore e scatenare i conflitti più violenti, le alleanze più inaspettate, i sentimenti più profondi.
Heather, Dodge, Nat e Bishop: un gruppo di amici, una serie di prove da superare. Paura e coraggio, lealtà e tradimento, il miraggio di un primo amore, un biglietto per il futuro; la posta in gioco è altissima, e così anche il rischio.
Sei pronto a giocare?

La recensione di Cioccolato e Libri:

Cara Lauren, ci tenevo a dirti che sei proprio una pazza scatenata!
Come ti viene in mente di farmi prendere certi colpi al cuore?

Ci terrei a precisare che, quando ho comprato il libro, leggendo la trama pensavo fosse un distopico e che “Panic” fosse un gioco che i ragazzi diplomati erano obbligati a fare.
Non è così.
In realtà a “Panic” ci si può iscrivere volontariamente e si entra in competizione saltando da una scogliera (ecco il perché della copertina).
Chi vince “Panic” ha diritto ad un compenso in denaro parecchio alto.
Tre dei ragazzi che conosceremo nel libro, Natalie, Heather e Dodge, saltano la scogliera per motivi diversi. Bishop rimarrà a guardarli.
I motivi di Natalie? Lei vuole fare la modella, vuole andare ad Hollywood.
I motivi di Heather? Lei in realtà non voleva neanche saltare, le è venuto un raptus. Utilizzerebbe i soldi per scappare via con sua sorella Lily, considerando che ha una situazione familiare veramente orribile.
I motivi di Dodge? Vendetta. Qualche anno prima sua sorella ha partecipato a “Panic” e un altro concorrente ha manomesso la sua macchina, facendole perdere, in seguito ad un incidente stradale, l’uso delle gambe. Quest’anno, insieme a Dodge, parteciperà anche il fratello del colpevole della situazione di sua sorella.
E Bishop? Sin dalle prime pagine vediamo che c’è decisamente qualcosa che non va in lui, scompare all’improvviso, non risponde agli SMS… Ma perché?

Questo non è solo un libro su un gioco, “Panic”, ma è anche una storia di quattro ragazzi che vogliono trovare una via d’uscita dai loro problemi.

Lauren Oliver scrive benissimo, la adoro, ti fa restare incollata alle pagine.
Però… è una pazza!
Per vincere “Panic” devi superare delle prove. E che prove da crepacuore!

Voto: 9 e mezzo.


La recensione di Sognatrice Interrotta:
Il blog: http://www.sognatriceinterrotta.blogspot.it

Panic è una sfida, un gioco tra ragazzi che rischiano le proprie paure e se stessi. Panic è la carta vincente per cambiare la proprio vita e tutti i personaggi di questa storia saranno “costretti” a provarci per divertimento, per i soldi, per vendetta..ognuno guidato da una motivazione.
Il libro è suddiviso secondo due punti di vista: Heather e Dodge.
Questi due protagonisti, a modo loro, ci guideranno nella storia e nei vari step della sfida.
Il gioco di Panic non è l’argomento principale nonostante risulti essere sempre presente ma la storia di questi ragazzi è intrecciata al perché hanno deciso di partecipare.
Heather è una ragazza con una vita difficile. Vive in una roulotte e la madre è quasi sempre ubriaca o drogata. Heather però ama la sorellina e farebbe di tutto per darle una vita migliore.
Dodge vive con la madre e una sorella maggiore in sedia a rotelle. Lo stesso gioco ha portato la sorella a perdere l’uso delle gambe in un tragico incidente.
Nat è la migliore amica, vive agiata e ha una famiglia solida ma vuole andarsene e diventare attrice o modella.
Queste vite verranno scosse dalla competizione portandoli all’inizio a cambiare e ad allontanarsi l’uno dall’altro fino a diventare complici e uniti.
Le sfide sono molto particolari e alcune vi daranno quel brivido di attesa.
Lauren Oliver ha costruito una storia incredibile che non può assolutamente essere paragonata ad Hunger Games. Questi ragazzi sono normali e questo gioco è reale.
Ho adorato il modo in cui questi ragazzi e la loro vita si presentano davanti ai nostri occhi e quello che succederà vi terrà incollati alle pagine.
L’unico difetto che voglio sottolineare è che già dalle prime pagine si capirà un dettaglio molto importante della storia quindi quando verrà svelato non ci sarà molto quell’effetto sorpresa.
La scrittura della Oliver è davvero perfetta per come la storia viene narrata e per quanto mi riguarda è stata una lettura molto originale e coinvolgente.

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