BOOK HAUL/IN MY MAILBOX GENNAIO 2016

Buongiorno, ecco qui il mio book haul / In my mailbox del mese di gennaio 2016…

In my mailbox ( grazie alle Case Editrici)

Ebook:

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La bambina numero otto – Kim van Alkemade. BOOKME.
Le avventure di Jacques Papier – Michelle Cuevas. DeAgostini.
Everneath – Brodi Ashton. DeAgostini.
Ho voglia di innamorarmi – Cassandra Rocca. Newton Compton Editori.
Invisibile – Andrea Cremer, David Levithan. Newton Compton Editori.
La libreria dei sogni che si avverano – Christel Noir. Corbaccio.

Cartacei:

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La verità su di noi – Kristan Higgins. Harper Collins Italia. Dal 9/02 in libreria.
La libreria dei desideri – Claire Ashby. Newton Compton Editori. Dal 4/02 in libreria.
Lieve come un respiro – Jennifer L. Armentrout. Harper Collins Italia. Dal 9/02 in libreria.
Nonostante tutto ti amo ancora – Samantha Towle. Newton Compton Editori.
Il patto – Jodi Picoult. Harper Collins Italia.

In my mailbox ( grazie agli autori)

Ebook:

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La regola dell’eccesso – Susanna De Ciechi, Renato Tormenta

 

Regalo

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A tu per tu con Vincent Van Gogh, Van Gogh Museum Amsterdam

 

Acquisti online

Cartacei:

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La casa per bambini speciali di Miss Peregrine – Ransom Riggs. Rizzoli Romanzo.
Sette minuti dopo la mezzanotte – Patrick Ness, Siobhan Dowd. Mondadori.
L’isola degli sperduti – Melissa De La Cruz. Giunti.
Quella vita che ci manca – Valentina D’Urbano. Tea.
Piccoli imprevisti tra amiche – Frances Whiting. Mondadori.
Una presenza in quella casa – Paige Mckenzie. Giunti.

 

Recensione: “La regola dell’eccesso” – Renato Tormenta, Susanna De Chiechi

Ricordate la mia recensione di “Tessa e basta“? Dopo averla scritta l’autrice Susanna De Ciechi mi ha contattata e mi ha proposto di leggere il libro “La regola dell’eccesso” che ha scritto in collaborazione con Renato Tormenta.

Questo libro parla della storia di Renato, ci troviamo davanti ad un romanzo biografico. Scopriamolo insieme…
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Il lavoro, i soldi, i viaggi, il sesso, la coca.
Queste erano le cose che contavano.
Non necessariamente in quest’ordine.

A quindici anni Renato contrabbanda sigarette sul mare di Napoli, a diciotto percorre l’Atlantico sulle navi cargo, a venticinque precipita con un ultraleggero in un’afosa domenica di luglio. Sopravvive, ma l’anima è incrinata. Fa una montagna di quattrini e si cura con cocaina, eroina e rhum. Quando le medicine non funzionano, scappa.


Amo ferocemente, disperatamente la vita. E credo che questa ferocia, questa disperazione mi porteranno alla fine. Amo il sole, l’erba, la gioventù. L’amore per la vita è divenuto per me un vizio più micidiale della cocaina. Io divoro la mia esistenza con un appetito insaziabile. Come finirà tutto ciò? Lo ignoro.
Questa è una frase di Pier Paolo Pasolini ed è la prima cosa che leggiamo nel libro, la facciamo nostra e capiamo già che ci aspetterà una storia piena di vizi… ma piena di vita.
Il protagonista, Renato, racconta la sua esistenza piena di lavoro, di soldi, di viaggi, di donne ma purtroppo anche di droga.
Inizia ad avvicinarsi a quest’ultima un po’ per gioco, per passatempo, e quando si rende conto che ormai la sua vita è tale solo quando ne fa uso, che è diventato dipendente, è troppo tardi per uscirne facilmente.
«Ho lavoro, soldi, amici, donne quante ne voglio. Mi piace divertirmi.» Renato aveva ripreso a camminare con un ritmo leggermente accelerato. «Non l’ho fatto perché stavo male per qualcosa. Ho tutto quello che serve e anche molto di più.» «Vede, ho capito che l’eroina non ti dà niente, ti toglie e basta, e che è inutile scappare perché tanto lei ti segue fino alla morte.» Ora si era fermato di fronte alla scrivania, concentrato sui fogli sparsi davanti al professore. «Vuole sapere come sono arrivato fin qui? Sto male, sono depresso. Vivere ogni giorno è una tortura. Mi sento sempre incazzato, incompreso e nervoso. Allora cerco di stare solo e poi mi trovo con il morale ancora più giù. La sostanza era la mia medicina, mi faceva stare meglio, mi calmava. Credevo di stare bene, ma era un’illusione. Un giorno mi sono guardato allo specchio: non ero io, era un altro che pareva un cadavere. Per questo sono qui. Mi sono perso.»
Ho letto qualche libro che trattava con protagonisti che diventavano schiavi di sostanze come la droga o l’alcol prima di leggere questo… le mie sensazioni rimangono sempre le stesse.
Renato ha una vita comune per l’epoca in cui è nato e cresciuto, ha un fratello che si prende cura di lui sempre e comunque, qualunque cosa succeda, potrebbe trovare l’amore solo schioccando le dita ma appena lo vede avvicinarsi si allontana di corsa, riesce a fare soldi in qualsiasi modo, ogni suo lavoro funziona… allora cosa gli manca?
Quando assume una domestica, e quest’ultima porta a casa dopo un po’ di tempo la nipotina appena nata, Renato diventa anche un padre.
Perché si rifugia nella droga e nell’alcol? Perché non riesce a farlo per i suoi parenti o per gli amici, per quella figlia acquisita e fatta sua o per se stesso?
Non sono mai passata in simili dipendenze e alla fine penso che deve essere proprio difficile uscirne… ma la mia domanda è: perché entrarci?
Questi libri secondo me sono utili perché testimoniano di persone che sono diventate schiave di sostanze, che hanno perso la capacità di vivere senza un aiuto (sbagliato!) e ci urlano contro di non avvicinarci mai a qualcosa che può renderci “dipendenti”.
La parola “dipendente” è curiosa… dipendere da… vivere in funzione di…
Vivete in funzione della vostra vita, per voi stessi e per nessun altro e nient’altro!
Renato alla fine lo capisce… e spero che lo capiscano tutti.

Recensione: Tessa e basta!

Perché ho scritto il titolo con quel punto esclamativo? Lo scoprirete leggendo il post.

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<<E io, Tessa, chi sono?>> Volevo una risposta. Lui mi diede una carezza spenta sui capelli, poi disse: <<Tu sei Tessa. Tessa e basta, ricordatelo sempre>>.

Tessa ha quindici anni, è Croata e si trova a vivere l’adolescenza durante il conflitto dei Balcani. Scopre che per alcuni lei, ortodossa, è diversa dagli altri. Cresce in fretta, impara cos’è la paura sotto le bombe, il terrore per le minacce di violenza. Ma Tessa non molla, rivendica il diritto a una vita normale. Vuole l’amore e dimenticare. La guerra la inseguirà a lungo, anche fuori dalla sua terra.

“La gente si giudica per come è e non per altro”.

Tessa cresce e la gente comincia a vederla per quella che, secondo loro, è. Si rende conto di non essere ben voluta, si rende conto di essere un’emarginata, una persona che nessuno vuole avere intorno. Gli amici di una vita, di fronte alla nuova realtà, si allontanano dalla famiglia della ragazza per non essere discriminati a loro volta.

Via dai Balcani c’erano altri mondi, strade piene di gente che si muoveva senza paura, andava al lavoro, i più giovani a scuola, nell’aria il profumo del caffè magari consumato con una fetta di torta al cioccolato.
Le donne erano belle ed eleganti, in giro per i negozi.
Qualcuno faceva l’amore, qualcuno nasceva, qualche altro moriva, vecchio, nel suo letto.
Quella era la pace degli altri.
La rabbia montava, incontrollabile.
Perché noi no?
Perché noi qui?
Gli altri?
Solo parole.

Un romanzo che vi entrerà nel cuore e vi farà capire la realtà della guerra che si è svolta nei Balcani negli anni ’90 e, soprattutto, lo stato d’animo di una ragazza normale che vede tutto ciò che accade come una sciocchezza tanto grande e ridicola da risultare distruttiva.

Tessa e basta. Niente altro contava.

Potete acquistare il romanzo su Amazon a 0,00€  ma, da ciò che so, esiste anche una versione cartacea che costa 10,30€.

Ve lo consiglio con tutto il cuore perché questo libro è un bel 9!