Recensione: Mai più così vicina – Claudia Serrano

Buongiorno readers,
vi lascio oggi la recensione di un altro tascabile Giunti uscito da poco al prezzo di 6,90€: “Mai più così vicina” di Claudia Serrano.
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Trama

Ogni donna sa che cosa significa incontrare il grande amore. E ogni donna sa bene che cosa significa perderlo. Con una scrittura poetica, coinvolgente, emozionante, “Mai più così vicina” racconta il disperato tentativo di non mandare in pezzi il sogno più grande e più bello della vita.

Da un’assolata città del Sud, Antonia, una ragazza che mette i tacchi anche per fare la spesa, arriva a Milano accarezzando il sogno di scrivere un romanzo che ha in mente da tempo. L’ impatto con la città e con il suo cielo senza colore non è dei più incoraggianti, finché un’amica non la trascina a una conferenza letteraria e in poche ore tutto quello che Antonia ha pensato non conta più. Milano le regala Vittorio, un uomo molto diverso da lei: Vittorio è un editore, appartiene ai ceti alti, è disinvolto, ha due occhi magnetici e quell’aria libera e sfrontata di chi non scende a compromessi. E soprattutto ha una vita sociale che intimidisce Antonia, ma nel contempo la affascina. Il bicchiere e la sigaretta sempre in mano, chiacchiere fino all’alba di cinema e libri con amici impegnati, romantiche gite in moto lungo i tornanti mozzafiato della Liguria. Antonia si innamora follemente di lui, ma qualcosa non funziona. Vittorio è sfuggente, sparisce, riappare, si sottrae, non programma e non promette. E proprio come la ragazzina down protagonista del suo romanzo, Antonia è costretta a misurarsi con i suoi limiti e le sue paure.

Perché è così difficile vedere la realtà quando ci si innamora?
Un romanzo forte, coinvolgente, emozionante.
Una scrittura poetica, piena e intensa, per un esordio folgorante.


Recensione

Questo libro mi ha lasciata un po’ perplessa. All’inizio, nelle prime pagine, mi sono trovata a pensare che era proprio un bel libro: scritto bene, con frasi da sottolineare e tenere da parte per poterle rileggere tutte le volte che lo si desidera e con bei personaggi. Mi sembrava un libro scritto secondo quel modello tipico di alcuni scrittori italiani: profondo, con discorsi spontanei e non costruiti, con descrizioni delle nostre città che nessun altro può fare così bene, se non un italiano.
Dopo un po’, però, andando avanti mi sono accorta che il libro diventava ripetitivo in certe azioni e pensieri. I personaggi che mi erano tanto piaciuti continuavano ad essere di mio gradimento, ma la trama perdeva ciò che all’inizio mi faceva continuare a leggere. Dopo un po’ ti accorgi che in realtà “non succede niente di particolarmente interessante” e che stai leggendo di una storia d’amore, di dieci giorni di impasto, di un romanzo che sta scrivendo la protagonista principale e di continui tira e molla psicologici. Lui, Vittorio, non è bipolare come può sembrare, mette subito le cose in chiaro anche se Antonia non se ne accorge. Quest’ultima si ostina a combattere per qualcosa che non esiste e nonostante qualcuno glielo faccia notare, va avanti per la sua strada con gli amati prosciutti sugli occhi.
Ho iniziato la storia pensando che fosse proprio bella, che forse sarebbe entrata in una di quelle che mi porto dentro per un po’… invece poi tutto è sfumato e mi sono ritrovata solo la delusione.

Non lo vedo un libro adatto all’estate – lo avevo già detto per l’altro tascabile che ho recensito – essendo una storia cupa, triste, profonda e secondo me molto invernale. Magari però c’è chi apprezza le storie così nei mesi estivi, quindi prendete le mie parole con le pinze.

Voto: 7 e mezzo

Recensione: Il bosco degli orrori – John Rector

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Alcolista incallito con un passato criminale alle spalle, Dexter McCray si risveglia dopo una delle sue sbronze. E’ a casa, accanto a lui c’è l’amico Greg, sceriffo della contea. Dexter però non ricorda nulla di cosa sia successo la notte prima. Pare che, ubriaco com’era, abbia minacciato la ex moglie con una pistola e, alla guida del suo trattore, si sia avventurato nei campi sotto casa, fino al boschetto che li circonda. Quando, poche ore dopo, proprio in quel bosco ritrova il corpo senza vita di Jessica, una ragazza di sedici anni, il panico lo assale. Per quanto ne sa, l’assassino potrebbe essere proprio lui. Ha paura che possano accusarlo di omicidio, quindi non chiama la polizia e decide di indagare per conto proprio. Tra quegli alberi si nascondono orribili segreti, ma Dexter non arriverà a scoprirli da solo. Ad aiutarlo sarà Jessica. O meglio, qualcosa che di Jessica sembra aver preso tutte le sembianze. Con una trama piena di colpi di scena, Rector dà vita a un romanzo di alta suspense psicologica, in cui realtà e allucinazione si confondono in un incubo senza fine.

Titolo originale: ”The Grove” (2010).

Prezzo: 5,90€

Dexter si sveglia e viene a sapere dal suo amico Greg di aver aggredito sua moglie Liz.
Non ricorda nulla.
Fa una passeggiata nel bosco e scopre il corpo di una ragazza, Jessica, l’ha uccisa lui?
Potrebbe essere, visto che non ricorda assolutamente niente.
Dexter comincia ad avere delle allucinazioni, vede Jessica, lei gli parla e lui la ascolta. Indaga sulla vita della ragazza, cerca di scoprire chi è stato “l’assassino”, cerca di dimostrare che non è stato lui perché non può dire a nessuno che nel suo bosco c’è un cadavero.
Ha già ucciso in passato, la colpa verrebbe sicuramente data a lui… e neanche lui sa se ha qualche colpa oppure no.
Un thriller molto psicologico, misterioso, fino all’ultima pagina (letteralmente) non capisci se Dexter ha ucciso qualcuno e, pensate, quello di Jessica non è l’unico omicidio che potrebbe aver commesso!

Voto: 7 e mezzo.