Recensione: L’eredità dei re – Eleanor Herman

Buongiorno lettori,

ricordate la mia recensione della novella “La voce degli dei“? Ed il Blogtour de “L’eredità dei re“?
Be’, ecco finalmente la recensione di quest’ultimo, un libro che apre una saga. Vediamo cosa ne penso 🙂

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Trama

In un tempo in cui gli dei sono ciechi alle sofferenze degli uomini, gli ultimi demoni infuriano nelle pianure e il male si agita al confine delle terre conosciute, in un tempo in cui le città bruciano e dalle loro ceneri nascono nuovi imperi…

… il giovane ALESSANDRO, erede dei Macedoni, sta per scoprire il ruolo che il destino gli ha assegnato nella conquista del mondo, ma avverte una profonda attrazione nei confronti di una nuova arrivata…

KATARINA deve destreggiarsi tra intrighi ed oscuri segreti di corte e al tempo stesso tenere nascosta la sua missione: uccidere la regina. Ma non ha fatto i conti con il suo primo amore…

JACOB è disposto a tutto per conquistare Katerina, persino a competere con EFESTIONE, un assassino sotto la protezione del principe.

E in un paese lontano, dall’altra parte del mare, ZOFIA, la principessa persiana fidanzata ad Alessandro fin da bambina, è decisa a mutare il proprio destino servendosi dei leggendari Divoratori di spiriti.

Combinando la fantasia con i dettagli della Storia vera, in questo primo romanzo della serie Stirpe di Dei e di Re, Eleanor Herman reinventa il più grande conquistatore che il mondo abbia mai conosciuto: Alessandro Magno.

Recensione

Sono rimasta un po’ delusa, devo essere sincera.
Leggendo la novella avevo già avuto un primo approccio alla scrittura di Eleanor Herman che non è assolutamente una di quelle scorrevoli e leggere.
Non avevo nessun problema con questa cosa, perché la storia che veniva raccontata era molto interessante ed i personaggi mi piacevano molto.
La novella non è per niente corta, quindi per me è stato come leggere un libro di trecento pagine.
Leggendo “L’eredità dei re” ecco il cambio di personaggi, il cambio di trama… parliamo di altre cose, di altre persone e ciò che c’era nella novella sparisce.
Per me è stato inizialmente facile addentrarmi in questa nuova realtà, poi mi sono resa conto che non ero molto presa dalla storia.

Katarina è uno dei personaggi che mi è piaciuto di più, insieme ad Alessandro e Jacob.
Cynane, la sorella di Alessandro, invece era una di quelle da sprangate in faccia fino alla morte.
Gli unici personaggi che incontriamo sia nella novella che nel libro sono i due sovrani, Re Filippo e Olimpiade, e qualche ancella.
Olimpiade, che all’inizio della novella era una donna abbastanza simpatica e poi nel finale è diventata leggermente insopportabile, nel libro è una vipera nel senso letterale del termine. Ho faticato davvero a sopportare la sua presenza.
Efestione è una povera vittima, in questa storia, perché viene sfruttato da Cynane per arrivare a scopi ben precisi: “abbattere” Alessandro Magno, il principe.
Zofia, la principessa persiana, in realtà si vede in pochi capitoli rispetto al resto dei personaggi. La sua presenza è marginale, almeno in questo libro. Si capisce che più in là avrà il suo spazio, ma per ora ci limitiamo a vedere la sua prigionia e le scelte di cui cade vittima.

Mi sono accorta, leggendo, che ero sempre meno attenta ai dettagli, meno presa dai personaggi e meno interessata a come sarebbero finite le cose.
Nonostante gli intrighi di Elena (che conosciamo nella novella) abbiano ripercussioni nelle vite dei personaggi del libro, nonostante le cospirazioni, nonostante le lotte e le storie d’amore appena accennate… non è stata una di quelle letture di cui sono stata contenta.
Mi aspettavo di più, visto che la novella mi era piaciuta davvero tantissimo.
Purtroppo non è stato così.

Voto: 7 e mezzo

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Recensione: Troppo vicino per starti lontano – Sarah Dessen

Buongiorno readers,
qualche tempo fa lessi “Ascolta il tuo cuore” di Sarah Dessen, edito da Newton Compton Editori, e mi piacque molto, tanto da avermelo fatto inserire nella mia top 10 del 2015.

Ero lì che facevo shopping libroso online e mi è venuto in mente che, effettivamente, non avevo più letto niente di quest’autrice: ho voluto rimediare.
Vediamo se Sarah Dessen mi ha deluso o sorpreso:)
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Trama

“Ruby, dov’è tua madre?” Quando l’assistente sociale le pone questa domanda, Ruby capisce che il gioco è finito. Sono passati alcuni mesi da quando la madre l’ha abbandonata, sparendo nel nulla e lasciandola a vivere da sola. Ora Ruby è costretta a trasferirsi in un’altra città dalla sorella Cora, che non vede da dieci anni. L’aspettano una casa lussuosa, una scuola privata e una famiglia che l’accoglie con amore e si preoccupa del suo futuro. Ma la ragazza è incapace di provare gratitudine per questa nuova vita. Il fatto che degli estranei possano prendersi cura di lei la mette a disagio, e l’idea di lasciar entrare qualcuno nel suo mondo la terrorizza. Solo Nate, il vicino di casa con cui va a scuola tutte le mattine, sembra capace di scalfire la corazza che Ruby ha costruito intorno al suo cuore.


Recensione

Che bello, che bello essere tornata nel mondo di Sarah Dessen.

Non mi ha deluso per niente, anzi se possibile “Troppo vicino per starti lontano” mi è piaciuto di più di “Ascolta il tuo cuore”.

La trama era assolutamente il mio genere: uno young adult leggero, con personaggi che si comportano per l’età che hanno e non si improvvisano più grandi di ciò che sono. Due ragazzi, Ruby e Nate, che avrei portato con me ovunque.

Cominciamo dall’inizio, da quando Ruby viene abbandonata da sua madre in una casa gialla e prova l’esperienza del vivere da soli. Se non fosse stato per i padroni di casa, lei sarebbe rimasta lì e chissà per quanto, senza soldi, senza acqua corrente e senza luce.
Quando gli assistenti sociali cercano i suoi parenti più prossimi, immediatamente trovano Cora, la sorella di Ruby che tempo prima è riuscita ad andare al college ed a farsi una famiglia sua.
Ecco che conosciamo il significato di famiglia, di amicizia, dei sogni che vogliamo realizzare.
Il significato dell’amore vero, quello che viene dal cuore e vuole farti proteggere qualcuno.
Anche se sei una persona come Ruby, una di quelle che non dona il suo cuore a nessuno, che non definisce i tipi di relazione per non rimanere delusa e che se vede che stai per scappare ti anticipa, scappando via prima lei, quando incontri qualcuno come Nate butti tutto al vento e ti dedichi a lui anima e corpo.
Anche se sei una persona come Nate, che si dedica agli altri prima di pensare a se stesso e che non vuole mai niente in cambio, ecco che prima o poi le barriere crollano e ti apri completamente a qualcuno.

Quando Ruby e Nate si incontrano, secondo me, ci sono stati una marea di sospiri di sollievo e di “finalmente” urlati al cielo.
Solo tra loro hanno potuto salvarsi.

Voto: 9 e mezzo.
Bellissimo ❤

Recensione “Bright side. Il segreto sta nel cuore” e lettera a Kim Holden

Preparatevi ad un’esperienza traumatica
e poi non dite che non vi avevo avvisato.

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Trama

Tutti abbiamo un segreto da nascondere. Alcuni ne hanno di inconfessabili, altri di pericolosi, altri ancora di innocenti. Ma una cosa è certa: rivelare un segreto può cambiare per sempre le nostre vite, guarire i mali del nostro animo, oppure crearci un bel po’ di problemi…

Kate Sedgwick non è mai stata molto fortunata, ha sopportato durezze e tragedie, ma nonostante ciò si è sempre sforzata di guardare l’aspetto positivo delle cose, tanto che per Gus, il suo amico del cuore, lei è il lato luminoso della vita. Kate ha tantissimi progetti per il futuro, è divertente, in gamba e ha un dono innato per la musica… L’unica cosa in cui non riesce proprio a credere è l’amore. Perciò, quando lascia San Diego e si trasferisce a Grant, Minnesota, per frequentare il college, l’ultima cosa che si aspetta è di potersi innamorare. Eppure, l’incontro con Keller Banks le fa scoprire quanto sia dirompente la forza di un legame condiviso e la voglia di stare insieme nonostante tutto. Presto, però, il loro rapporto sarà messo a dura prova: entrambi custodiscono un segreto inconfessabile, qualcosa che non deve essere rivelato e che potrebbe dividerli per sempre…


Recensione (o meglio lettera a Kim Holden)

Cara Kim Holden,
visto che ti piacciono tanto i soprannomi, te ne darò uno: heartbreaker.
Non so come hai potuto farmi questo. Mi hai sconvolta, sono senza parole. Già questo non è da me, perché io ho sempre da dire su tutto, poi se ci aggiungiamo anche le lacrime versate otteniamo una persona che non posso riconoscere come “io”.

Devo recensire questo libro, capisci? Mi hai messo in seria difficoltà, perché mi accorgo che non posso farlo.
Non si può descrivere un libro così, non si può recensire. Non si possono dire parole, non si può parlare di emozioni… perché tu, Kim, le hai prese tutte, ci hai giocato, le hai schiacciate sotto gli stivali da neve di Katie e le hai lasciate a morire da qualche parte.

Mi hai spezzato il cuore un centinaio di volte, in un milione di piccoli pezzi, e non so come farò a riaggiustarlo.

Spero che tu ti sia divertita, perché per me è stato uno strazio. All’inizio questo libro era il “Bright side” della mia vita, poi è successo qualcosa di tremendo: una bomba.
Non posso che chiederti perché lo hai fatto? Perché questa crudeltà?
Lo so che la vita normale è fatta così e che le cose non possono sempre andare bene: c’è gente che soffre lontano da noi e neanche lo sappiamo.
Ma ti chiedo, ancora una volta, perché? Perché?

Sei un genio perché hai creato la storia più triste del mondo, ma sei anche arrivata al punto in cui hai ammazzato tutti i tuoi lettori, probabilmente. Lo sai che il nostro lato luminoso della vita non si riaccenderà facilmente?
Nonostante ciò che hai scritto nei ringraziamenti del libro, cara Kim, non sarà così facile andare avanti adesso.

Bella, ti sei accorta di cosa hai creato?

Forse mentre le parole uscivano fuori dalla tua mente e si allineavano in frasi di senso compiuto non credevi che avresti avuto un effetto così devastante, ma ehi, sono qui per questo. Te lo sto dicendo: sei stata come un uragano, uno tsunami ed un terremoto insieme.

Non so se riuscirò a perdonarti.

Con affetto, ma un affetto combattuto…

Serena

Voto: 10… ma è così riduttivo che mi sento anche stupida a dirlo.

Recensione: Il viaggio che mi ha cambiato la vita – Jen Malone

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La diciassettenne Aubree ha sempre idolatrato la sua avventurosa e perfetta sorella maggiore, anche se è sempre stata più che contenta di seguire le sue peripezie per il mondo dalla confortevole casetta dove vive insieme ai genitori adoranti. Così, quando Elizabeth si mette “un tantino nei guai” per la prima volta in vita sua – per coprire Aubree per giunta – e ha bisogno davvero dell’aiuto dell’impacciata sorellina, Bree ne è lusingata, ma rimane irremovibile. Non potrebbe mai, in nessun modo, riuscire a fare quello che le chiede Elizabeth: impersonare la sorella, uscita fresca fresca dal college, per tutta l’estate, così che possa guadagnarsi la raccomandazione che le serve per aggiudicarsi il lavoro dei sogni. No, no, no! Non accadrà mai. Soprattutto dal momento che il lavoretto estivo di Elizabeth consiste nel fare da guida per un tour in pullman. Un tour in pullman attraverso l’Europa. Un tour in pullman attraverso l’Europa per anziani. Tutto ciò, ovviamente, molto prima di sapere del figlio super-carino (e non anziano) dell’organizzatrice. Bree sarebbe pazza ad accettare. O, no?


Recensione

A mio parere “Il viaggio che mi ha cambiato la vita” è uno dei migliori Young Adult per l’estate 2016.
La trama è super innovativa: parliamo di un romanzo on the road e di due ragazzi che si conoscono in circostanze bizzarre, con un mare di bugie e sei vecchietti sullo sfondo.

Leggendo vi salterà subito in testa il messaggio, assolutamente spensierato, che l’autrice vuole trasmettere. Le bugie,  anche se a fin di bene, non sono “giuste”. Tutto il romanzo si basa su questo: Aubree finge di essere Elizabeth…e tutto il resto non è noia.

La scrittura è perfetta: non mi sono annoiata neanche in un rigo, ho adorato l’ironia di alcune scene e i pensieri nella mente della protagonista.
I personaggi sono adorabili: sei vecchietti, come ho già detto, molto particolari e due ragazzi avventurosi.
Sinceramente questo va dritto nella lista dei miei romanzi spensierati preferiti: ce ne sono pochi, ma sono quelli che sicuramente rileggerei senza pensarci due volte.
State cercando una lettura per il mare da adorare, dalla quale ricavare degli insegnamenti e con dei personaggi sui quali fantasticare ancora una volta voltata l’ultima pagina del libro? Ve ne sto parlando proprio adesso, prendetelo in considerazione.
Non voglio farvi spoiler sul contenuto e sulle cose che succederanno perché già ci pensa la trama, vi dico solo che a volte riderete… a volte piangerete… a volte amerete che è la cosa più importante.
Ho organizzato un giveaway di questo libro qualche tempo fa e ancora non lo avevo letto… ora che l’ho fatto sono ancora più felice di aver regalato a una lettrice questa meraviglia.

Voto: 9 e mezzo

Recensione: Mai più così vicina – Claudia Serrano

Buongiorno readers,
vi lascio oggi la recensione di un altro tascabile Giunti uscito da poco al prezzo di 6,90€: “Mai più così vicina” di Claudia Serrano.
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Trama

Ogni donna sa che cosa significa incontrare il grande amore. E ogni donna sa bene che cosa significa perderlo. Con una scrittura poetica, coinvolgente, emozionante, “Mai più così vicina” racconta il disperato tentativo di non mandare in pezzi il sogno più grande e più bello della vita.

Da un’assolata città del Sud, Antonia, una ragazza che mette i tacchi anche per fare la spesa, arriva a Milano accarezzando il sogno di scrivere un romanzo che ha in mente da tempo. L’ impatto con la città e con il suo cielo senza colore non è dei più incoraggianti, finché un’amica non la trascina a una conferenza letteraria e in poche ore tutto quello che Antonia ha pensato non conta più. Milano le regala Vittorio, un uomo molto diverso da lei: Vittorio è un editore, appartiene ai ceti alti, è disinvolto, ha due occhi magnetici e quell’aria libera e sfrontata di chi non scende a compromessi. E soprattutto ha una vita sociale che intimidisce Antonia, ma nel contempo la affascina. Il bicchiere e la sigaretta sempre in mano, chiacchiere fino all’alba di cinema e libri con amici impegnati, romantiche gite in moto lungo i tornanti mozzafiato della Liguria. Antonia si innamora follemente di lui, ma qualcosa non funziona. Vittorio è sfuggente, sparisce, riappare, si sottrae, non programma e non promette. E proprio come la ragazzina down protagonista del suo romanzo, Antonia è costretta a misurarsi con i suoi limiti e le sue paure.

Perché è così difficile vedere la realtà quando ci si innamora?
Un romanzo forte, coinvolgente, emozionante.
Una scrittura poetica, piena e intensa, per un esordio folgorante.


Recensione

Questo libro mi ha lasciata un po’ perplessa. All’inizio, nelle prime pagine, mi sono trovata a pensare che era proprio un bel libro: scritto bene, con frasi da sottolineare e tenere da parte per poterle rileggere tutte le volte che lo si desidera e con bei personaggi. Mi sembrava un libro scritto secondo quel modello tipico di alcuni scrittori italiani: profondo, con discorsi spontanei e non costruiti, con descrizioni delle nostre città che nessun altro può fare così bene, se non un italiano.
Dopo un po’, però, andando avanti mi sono accorta che il libro diventava ripetitivo in certe azioni e pensieri. I personaggi che mi erano tanto piaciuti continuavano ad essere di mio gradimento, ma la trama perdeva ciò che all’inizio mi faceva continuare a leggere. Dopo un po’ ti accorgi che in realtà “non succede niente di particolarmente interessante” e che stai leggendo di una storia d’amore, di dieci giorni di impasto, di un romanzo che sta scrivendo la protagonista principale e di continui tira e molla psicologici. Lui, Vittorio, non è bipolare come può sembrare, mette subito le cose in chiaro anche se Antonia non se ne accorge. Quest’ultima si ostina a combattere per qualcosa che non esiste e nonostante qualcuno glielo faccia notare, va avanti per la sua strada con gli amati prosciutti sugli occhi.
Ho iniziato la storia pensando che fosse proprio bella, che forse sarebbe entrata in una di quelle che mi porto dentro per un po’… invece poi tutto è sfumato e mi sono ritrovata solo la delusione.

Non lo vedo un libro adatto all’estate – lo avevo già detto per l’altro tascabile che ho recensito – essendo una storia cupa, triste, profonda e secondo me molto invernale. Magari però c’è chi apprezza le storie così nei mesi estivi, quindi prendete le mie parole con le pinze.

Voto: 7 e mezzo

Opinioni senza spoiler: Wolfsbane (Nightshade #2) – Andrea Cremer

Avete già visto come agisco quando devo parlare di seguiti di saghe che non mi sono stati mandati da nessuna casa editrice, perciò questo stile di post non sarà per voi una novità.
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Ho parlato del primo capitolo della saga qui –> Nightshade <– quindi tutto ciò che riguarda la trama iniziale si trova in quell’articolo.
Per questo romanzo, invece, non vi metterò la trama e non vi dirò cosa succede nella recensione personale: mi limiterò a parlarvi in linea generale di lati positivi e negativi, emozioni e differenze di scrittura dal primo romanzo.


Probabilmente penserete che io stia dicendo delle eresie – soprattutto se avete già letto Wolfsbane – ma mi dispiace appurare che questo secondo volume non ha niente a che vedere con il primo.

Mentre con Nightshade mi ero perdutamente innamorata di Calla e Ren insieme e ci eravamo tutti concentrati sulla forzatura della loro relazione, ecco che in questo libro ci viene strappato tutto via. Si da molto più spazio al personaggio di Shay, il “secondo innamorato” di Calla che io odio con tutta me stessa, e si mette completamente da parte Ren. Non lo vediamo mai, tranne che in una scena.
Lo devo dire… quell’unica scena è stata la mia preferita di tutto il libro.

Una cosa che ho notato è stata che nel primo libro c’era un romanzo con stampo young adult che ti prendeva e ti faceva arrivare all’ultima pagina con la voglia di sapere, di continuare a leggere, con l’amore per i personaggi vivo nel cuore. In Wolfsbane, invece, è tutto molto tecnico: ci si concentra moltissimo sulla “battaglia” e sugli scontri tra diverse specie.

Non è assolutamente un voto 9, come lo era stato invece il primo. Per questo volume do un 7 e mezzo.
Vi dico che continuerò la saga, perché ho già comprato il terzo perciò attende solo me, e vedrete la recensione anche di quello.
Le mie speranze per il seguito sono: più Ren, più Calla e Ren e MENO SHAY, VE PREGO.

Estrazione “Il viaggio che mi ha cambiato la vita” – Jen Malone

Buongiorno a tutti, procedo con l’estrazione della persona che si aggiudicherà il libro “Il viaggio che mi ha cambiato la vita” di Jen Malone.
Come da me anticipato in questo post, l’estrazione avverà tramite random.org. Vi sono stati assegnati dei numeri, in seguito ai vostri commenti, e tramite quelli vedremo chi vincerà.

Procederò all’estrazione proprio durante la scrittura di questo post, perciò vi lascerò degli screen passo dopo passo.

Continua a leggere

Recensione: Tutta la verità su Gloria Ellis – Martyn Bedford

Avete scoperto questo libro tramite un Blogtour con ben sei tappe, nel mio ed in altri cinque blog, ed avete conosciuto a fondo Gloria Ellis. Ora manca solo una cosa: la recensione.

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Trama

Gloria Ellis ha quindici anni e odia la sua vita. Odia la stupida cittadina di provincia in cui è cresciuta, la stupida scuola che frequenta e gli stupidi amici che vede tutti i giorni. È per questo che quando nella sua classe arriva un ragazzo nuovo, un ragazzo deciso a infrangere ogni regola, Gloria se ne innamora immediatamente. In apparenza Uman è tutto ciò che lei ha sempre sognato: è brillante, sicuro di sé, imprevedibile. Ed è pronto a trascinarla in un’avventura che non conosce limiti, se non quelli del proprio coraggio. Gloria accetta la sfida e parte – senza lasciare un biglietto, senza salutare nessuno – per una folle e romantica fuga attraverso l’Inghilterra. All’inizio tutto è come lei se l’era immaginato: un’esperienza liberatoria, esaltante. Presto, però, Uman si rivela diverso da quel che sembrava. E quando Gloria se ne accorge, quando scopre la verità su di lui, si ritrova ormai molto lontana da casa. Forse troppo lontana. Dalla penna di uno scrittore pluripremiato, una suspense psicologica che mozza il fiato. Una storia indimenticabile, costruita come un interrogatorio della polizia, in un rapido susseguirsi di domande e risposte, confessioni e colpi di scena. Fino all’ultima, strepitosa riga.


Recensione

Posso dire che questo libro mi è piaciuto discretamente, ma ho alcuni appunti da fare.
La storia parla di Gloria Ellis, ragazzina di quindici anni che è appena tornata a casa dopo essere scappata con un ragazzo. In realtà tutti credevano che fosse stata rapita, ma lei sostiene di essere andata via di sua spontanea volontà. Un ispettore di polizia la interrogherà e, con venti domande, arriveremo finalmente alla verità.
Quando Gloria conosce Uman, ragazzo appena arrivato in città, crede che lui sia strano. Con il tempo lo conosce e non può che rimanerne affascinata.
In realtà Uman mi è sembrato molto un incrocio tra Finch di “Raccontami di un giorno perfetto” e Margot di “Città di carta”. I discorsi esistenziali non possono mancare, la drammaticità del suo passato si farà sentire in ogni sua decisione e, soprattutto, questo ragazzo avrà degli atteggiamenti decisamente fuori dal comune per la maggior parte del tempo.
Tutto quello che è successo non è assolutamente colpa di Uman, bensì di Gloria che ha voluto seguirlo ovunque: questo è quello che lei vuole far capire alla polizia, ai suoi genitori ed al resto del mondo.
Un capitolo dopo l’altro entreremo nella vita “selvaggia” di questi due adolescenti che cercheranno di sopravvivere nel mondo dormendo in una tenda, rubando dai supermercati e scegliendo le destinazioni del loro viaggio con un mazzo di carte. Il destino è una parte integrante della storia, il caso e le infinite possibilità che la vita può riservare alle persone.
Lo stile di scrittura è davvero scorrevole, ti sembra di leggere una pagina e invece ne hai lette quindici. La storia vola davvero. Per quanto riguarda la trama, non posso dire che non mi sia piaciuta. L’unica pecca di questo libro, secondo me, è che alla fine ti lascia un po’ quel senso di non sapere perché lo hai letto. Non ti da un lieto fine “decente”, ma neanche un finale triste. Non ti lascia, inoltre, degli insegnamenti da portare con te o altro. Questo libro va letto per il semplice motivo di leggere, senza aspettarsi cambiamenti nel proprio stile di vita. Sono pochi i libri per cui ho detto una cosa del genere, ma non mi è sembrato che questa storia alla fine avesse un grande senso.
Nonostante questo punto, però, il libro è ben fatto e ho segnato tantissime citazioni.

Voto: 8 e mezzo

Recensione in ANTEPRIMA: Il cattivo ragazzo che voglio – Giulia Besa

I nostri visi sono vicini e ci fissiamo negli occhi. Non so se riuscirò a estirpare i rovi che imprigionano la sua anima, né se riuscirò a lenire le sue ferite. Sicuramente mi pungerò nel tentativo. Ma so che voglio lui, e non mi interessa nient’altro. Per tutti può essere un cattivo ragazzo. Per me è solo Cesare.

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Trama:

Chiara, ultimo anno di liceo a Roma, è la classica brava ragazza. La sua migliore amica lotta da anni per trascinarla in discoteca e farla divertire, ma invano.
La storia con Tommaso, un ragazzo più grande di lei, si è chiusa nel peggiore dei modi: al momento in cui si sono trovati insieme e nella giusta circostanza, Chiara non è riuscita a fare l’amore perché le è mancata la sicurezza. E lui, dopo averla invitata al Circo Massimo in una bella serata di vento, la molla, umiliandola davanti agli amici. Pochi giorni dopo Chiara conosce Cesare: alto, fisico atletico e muscoloso, capelli neri che lambiscono il viso dalla carnagione chiara; e gli occhi, due opali nere, sul fondo delle quali si nasconde sempre un velo di malinconia. Ma Cesare è pericoloso quanto fascinoso: schivo, volubile, ha tatuato sul petto un intrico di rovi, simbolo evidente della sua chiusura agli affetti. Chiara è attratta, ma cerca in tutti i modi di starne alla larga. Anche Cesare, che nasconde ferite antiche e profonde, vorrebbe stare lontano da lei, ma l’attrazione reciproca è forte. Comincia così un’in- tensa e combattuta storia d’amore, sullo sfondo di una bellissima Roma, affascinante quanto i giovani protagonisti.


Eccomi nel mio habitat naturale, sul mio morbido letto, ad osservare il libro di Giulia Besa che ho appena finito di leggere.
Posso dire che è stata una bella avventura.
Sul mio blog si valorizzano gli autori italiani e le storie come questa, ormai lo sapete.
Cesare è un cattivo ragazzo, Chiara il suo opposto.
Ma cosa differenzia, realmente, i bravi dai cattivi? Può davvero essere cattivo un ragazzo che ha avuto tutte le sofferenze di Cesare? Chiara ha capito chi ha davanti, ha capito le sue sofferenze e cerca di comprenderle senza invadere il suo spazio. Questo è quello che Cesare apprezza di più: che la ragazza sia capace di amarlo senza opprimerlo.

La cosa più bella di questo libro è che ti puoi immedesimare in quello che stai leggendo: io sono decisamente Chiara nelle prime pagine, quella insicura e totalmente convinta che la vita sia fatta solo per essere vissuta dagli altri.
La sua migliore amica, Alessandra, ha dei comportamenti che sono l’emblema di ciò che non si deve fare. Non è colpa sua – tutti commettono degli errori – ma spero che le ragazze, leggendo questo libro, possano aprire un po’ di più gli occhi sul mondo.
Evitiamo di stare sempre con le cuffiette, chiusi nel nostro mondo, senza guardarci attorno. Le cose brutte accadono… e purtroppo non sempre andrà bene come è andata bene ad Alessandra.

Ogni capitolo si apre con una domanda ed una risposta su ask.fm che, per chi fortunatamente non lo conoscesse, è un sito internet che fino a poco tempo fa era usato da tutti gli adolescenti del mondo. Si possono fare delle domande in modo anonimo e ricevere delle risposte. Il problema è che la gente poteva scrivere, senza mostrare il proprio nome, le peggiori cattiverie ed una marea di insulti.
Che cosa stupida!!!
Adesso questa ask mania si è perduta, e sono molto contenta. Io per prima lo usavo e me ne pento.
Questo sito internet ha causato dei suicidi (non in Italia) e non è una cosa da poco.
NON USATE ASK.FM. Ve lo dico io, visto che nel libro non si parla dei suoi pericoli.

Giulia Besa è una scrittrice italiana che ha scritto tante storie, di diverso genere. Questo è il primo suo libro che leggo e non ne sono rimasta per niente delusa, anzi. Sono sempre molto contenta quando scopro delle belle storie ed esse sono scritte da autrici italiane. Valorizziamo i nostri tesori!
Ho cercato in tutti i modi – servendomi del mio occhio critico e di una lente di ingrandimento alla Sherlock Holmes – di trovare un piccolo difetto in questa storia, ma non ci sono riuscita.
Si lascia leggere velocemente (mi è arrivato il giovedì pomeriggio intorno alle 17 e l’ho terminato il venerdì mattina alle 10), è scritto bene, è pieno di dettagli, i personaggi sono ben costruiti e il bad boy di turno ce piace.
Roma, nelle mani di Giulia, è più bella che mai: prende vita intorno a noi e ci fa sognare.
Cosa possiamo chiedere di più? Nulla.

Voto: 9

Il libro esce il 25 maggio per la Giunti, perciò non fatevelo scappare!