Recensione: The Treatment (The Program, #2) – Suzanne Young

Vi ricordate di “The Program“? (clicca qui per la recensione)
Lo avevo a dir poco amato, era stato un dieci pieno e forse qualcuno potrà capire quanto io abbia atteso questo seguito. Per questo ringrazio profondamente la casa editrice, che è stata così gentile da spedirmi una copia cartacea del romanzo. Vi assicuro che, in libreria, in miei due amori sono perfettamente a loro agio.
La scrittura, le trame e i personaggi di Suzanne Young creano dipendenza perciò… eccomi qui con la recensione del secondo volume di questa duologia.
Vi ricordo che la saga si compone così:

  1. (The program #0.5) The Remedy (inedito in Italia)
  2. (The program #0.6) The Epidemic (inedito in Italia)
  3. (The program #1) The Program
  4. (The program #2) The Treatment
  5. (The program #2.5) The Recovery (edito in Italia solo in ebook)

Tornando a noi… vi presento The Treatment.

Questa sarà una recensione totalmente priva di spoiler, al più vi parlerò di qualche caratteristica dominante nella lettura, senza rovinarvi nulla. Se volete proprio evitare di sapere anche la più minima cosa, vi consiglio di non leggere neanche la trama (io, di solito, le evito).
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Trama:

Sono passate settimane da quando Sloane è stata dimessa dal Programma, il progetto sperimentale che obbliga gli adolescenti a rischio di depressione alla rimozione dei ricordi, eppure è ancora sotto stretta osservazione.
Nonostante abbia dimenticato intere parti del suo passato, il cuore l’ha spinta di nuovo tra le braccia di James, il ragazzo che ha sempre amato. In questo modo, però, ha scoperchiato una scatola che avrebbe dovuto rimanere sigillata, mettendo in pericolo la validità stessa della terapia a cui entrambi sono stati sottoposti. Ma il Programma non può permettersi di fallire e dà il via a una caccia serrata. In fuga dagli stessi uomini che li hanno internati, Sloane e James non possono fare altro che unirsi a un gruppo di ribelli che vuole scardinare l’impalcatura di segreti e bugie su cui si fonda il Programma. Riuscirci, però, è tutt’altro che semplice. Soprattutto perché l’unico indizio a disposizione è la pillola arancione che Michael Realm – il solo amico che Sloane aveva nel Programma – le ha lasciato prima di scomparire nel nulla. L’antidoto in grado di ripristinare i ricordi persi. La Cura su cui tutti vorrebbero mettere le mani.
In un crescendo di inseguimenti, depistaggi e tradimenti, si conclude la storia d’amore di Sloane e James: il secondo, appassionante capitolo della serie bestseller del «New York Times».


Recensione:

Ero partita un po’ prevenuta sulla lettura di questo romanzo. Avevo letto delle recensioni non troppo carine sul comportamento di Sloane, la colonna portante di tutto il romanzo. Quando ho preso in mano “The Treatment” l’ho minacciato: “Guai a te se mi rovini il primo libro”, gli ho detto.
E poi sappiamo tutti com’è andata: ho divorato il libro in un pomeriggio e OVVIAMENTE #Adoro.

Questo libro mi è piaciuto molto per alcuni piccoli dettagli, più che nell’insieme. Per esempio la storia di Dallas (una protagonista che appare nelle prime pagine di “The Treatment” ma che in “The Program” non conosciamo), classico esempio di ragazza che tutti maltrattano e che si lascia maltrattare. In realtà lei vuole essere forte, si sforza perché è stufa di essere trattata in determinati modi, ma non è colpa sua se ha addosso come una calamita per questa gente. Tutto accade come se Dallas non avesse la forza di reagire ed in un certo senso si può paragonare parecchio a molte donne della nostra società, che stanno insieme a persone poco sane e che accettano ogni stranezza ed insulto.
Nel finale succede una cosa che mi ha fatto molto, molto piacere. Forza Dallas!

Altra cosa che mi è piaciuta è la sensazione di non poterti fidare di nessuno. C’erano persone sospette ovunque, da ogni parte, e tutto veniva mascherato molto bene. L’unica che ero certa non mentisse era Sloane, essendo un romanzo scritto in prima persona, ma per il resto… Ottimo lavoro Suzanne!

Purtroppo, come in “The Program”, anche qui c’è un triangolo amoroso fastidioso. Inutile che vi dico che tra Realm e James, James vince a mani basse. Se esistesse qualcuno capace di inventare un uomo fatto su misura per me andrei da lui e direi: “Fammelo come James”.
Realm mi sta anche antipatico, vi dirò. Sloane purtroppo non si rende bene conto di quello che fa, in “The Treatment”. Poveretta, la possiamo capire perché comunque ha subito un ricovero, l’hanno ammazzata cerebralmente e Realm per lei c’è stato… però poi dopo un po’ basta. C’hai uno strafigo davanti (James), vedi di fartelo bastare.

Questo libro non è un 10 come “The Program”… è un 8 e mezzo.
Il motivo è semplicemente che verso il finale va tutto troppo veloce. Ad un certo punto mi sono ritrovata alla fine della storia senza neanche rendermene conto. Dopo quasi mille pagine, divise in due libri, avrei apprezzato un po’ più di spiegazioni e tempo perso a parlare dei protagonisti e del Programma.
Questa cosa purtroppo non è avvenuta, tutto è stato liquidato in fretta. Tanto è che sono rimasta con una cruciale domanda in testa:

LACEY?


Ho cercato di essere, parlando di questo libro, più vaga possibile. Volevo darvi qualche dettaglio, ma non troppi. Se trovate qualcosa che avreste preferito non leggere, fatemelo sapere per una prossima volta.

Buone letture!

Recensione in ANTEPRIMA: Cercando l’onda – Christopher Vick

Ringraziamo tutti insieme la Giunti, per favore? Libri meravigliosi ovunque.

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Trama:

È Sam, appena arrivato dall’immensa Londra in un cottage sulle scogliere selvagge e meravigliose della Cornovaglia, a raccontarci la storia. L’ultima volta che era stato lì aveva quattro anni, il giorno in cui suo padre aveva perso la vita in una tempesta. Sam è esperto di fisica e meteorologia, sa bene come si forma un’onda, ma niente può prepararlo a ciò che la vita gli riserva nei prossimi mesi, all’attrazione irresistibile per Jade, l’inquieta e spericolata surfista sua vicina di casa, alla passione per il surf che travolgerà lui stesso. Jade insegue un’ossessione: quella di trovare e cavalcare un’onda enorme, come quella leggendaria immortalata in una cartolina del 1916, tra un gruppo di scogli che nessuno ha saputo più trovare. E mentre l’autunno foriero di tempeste si avvicina, la storia monta come un’onda profonda verso un finale mozzafiato. Non manca niente nell’orizzonte di crescita di Sam: l’amore, l’amicizia, il sesso, un rapporto forte ma conflittuale con la famiglia, il rapporto con la natura, l’incontro inaspettato con la morte. Un romanzo di formazione che recupera la dimensione del rito di passaggio, della sfida, dell’affrontare le proprie paure e conoscere i propri limiti, dell’allontanarsi da casa per entrare a far parte della tribù.


Recensione:

Questa è la storia di un ragazzo, Sam, che si trasferisce in Cornovaglia e scopre, all’improvviso, il surf. Come poteva, a Londra, capire cosa si stesse perdendo non avvicinandosi al mare? Sam non sapeva neanche nuotare, prima di infilarsi una muta e salire su una tavola.
Quella che lo spinge a provare è Jade, una ragazza problematica, ma bellissima. Lei ed il suo gruppo di amici sono totalmente fuori di testa, vivono una vita senza regole e pensano solo alle onde.
Grazie a Jade, Sam scopre cos’è l’amore, cosa significa volare e cosa vuol dire la parola “libertà”.
Quanto tutto questo può essere “sano”?
Poco, se si pensa che a volte la spensieratezza può sfociare nel pericolo.
Sam, Jade e gli altri scoprono che esiste un posto chiamato “Corna del diavolo” dove, durante una tempesta perfetta, ci sono le migliori onde che si possano desiderare. Potrebbero finire su tutti i giornali, potrebbero spopolare su internet… ma quanto è rischioso andare lì? Molto.
Questo libro mi è piaciuto davvero tanto, in ogni sua sfumatura. Da una parte vediamo il rapporto madre-figlio, quando c’è già stato un morto in famiglia per colpa del mare e non si vuole assolutamente che ce ne sia un altro, dall’altra la scoperta del mondo e l’uscita da una campana di vetro. Il rapporto tra Sam e Jade è davvero problematico: lei non è una ragazza qualunque. Jade non appartiene a nessuno e può dirti che ti ama, ma lei ama tutti. Sam, invece, non può fare a meno di affezionarsi a lei perché non ha mai conosciuto nessuno di lontanamente simile a quella ragazza.
Questa è una storia triste, purtroppo. Triste e meravigliosa.

Voto: 8 e mezzo


Tre canzoni da ascoltare con il libro:

  1. I need you – M83
  2. Boat song – Woodkid
  3. Outro – M83

 

Buona lettura!

Segnalazione: Brucio – Christian Frascella

Buongiorno e buon sabato a tutti! Oggi vi segnalo un libro pubblicato il 26 aprile 2016 da Mondadori: Brucio di Christian Frascella.

L’autore:

Christian Frascella (Torino, 1973) ha esordito con il romanzo Mia sorella è una foca monaca(Fazi), uno dei casi letterari del 2009, finalista del Premio Viareggio e vincitore del Premio John Fante e del Premio Zocca 2009. Ha pubblicato inoltre: Sette piccoli sospetti (Fazi, 2010), La sfuriata di Bet (Einaudi, 2011), Il panico quotidiano (Einaudi, 2013), La cosa più incredibile(Salani, 2015).

Il libro:

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AUTORE: Christian Frascella
TITOLO: Brucio
GENERE: YA
DATA: 26 Aprile 2016
FORMATO: Ebook e cartaceo
PREZZO: Cartaceo 17,50. E book: 8,99
PAGINE: 343
EDITORE: Mondadori
TRAMA: 
Il fuoco. La stanza invasa dalle fiamme, le grida, la paura. Ogni rumore mi crepita nelle orecchie come legna spezzata da un calcio. Il fumo mi annebbia la vista. Le narici invase, il respiro sempre più corto, disperato. Non riesco a gridare, ci provo, ma non riesco. Cerco mia madre, cerco mio padre, cerco Anna.” L’incendio di quella notte gli ha sfigurato il volto e si è portato via tutto. Di quel Tommy bambino non è rimasta che l’ombra, l’unica cosa di cui gli altri non sembrano aver paura, provare ribrezzo.

Da allora Tommy passa da una famiglia affidataria all’altra, su e giù per l’Italia. Ogni volta, però, insieme a lui arrivano le complicazioni. Del resto, se hai una faccia come la sua, non puoi “che essere un poco di buono, un delinquente, un ladro, un potenziale omicida”. E poi la gente ha un bel dire che l’aspetto non conta. Magari andrà meglio stavolta, ora che è approdato in un paesino di provincia come ce ne sono milioni, rassicurante: “Case attaccate a case, palazzi che si strusciano con altri palazzi, e strade che ti ributtano sempre verso il centro casomai dovessi perderti”. E che ad accoglierlo ci sono i Cotta, brave persone: madre avvocato, padre pompiere, un figlio diciassettenne suo coetaneo.

Ma quando i guai li hai cuciti addosso c’è poco da fare. Succede così che, a poche ore dal suo arrivo, Tommy assista per caso a un rocambolesco tentativo di furto in un negozio e che venga arrestato da un ispettore di polizia in pattuglia che lo crede coinvolto, e che da quel momento gli darà il tormento.

A scuola non va certo meglio, ma almeno lì c’è Sally, occhi scuri e l’aria di una “come di passaggio”, che “un attimo c’è, un attimo dopo potrebbe non esserci”. Conoscerla per Tommy è come tornare a respirare. Con lei accanto il futuro fa meno paura e tutto sembra possibile. Anche per lui. Se solo non fosse la nipote dell’ispettore che l’ha arrestato quella notte. E se solo quel tranquillo paesino a due passi da Asti in cui tutto sembra perfetto non nascondesse mostruosità che proprio lui si ritroverà, suo malgrado, a svelare.

Recensione: Non smettere mai di abbracciarmi – Alessandra Merighi

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Trama:

Leila e Daiana sono compagne di scuola, unite da una forte complicità. Frequentano la terza classe di un istituto superiore, ma non si impegnano, non studiano, saltano spesso le lezioni. Leila è una ragazza introversa, ha una famiglia poco attenta a quanto le succede e questo le provoca una grande sofferenza. Daiana ha una storia molto dolorosa alle spalle. Ma loro si sentono grandi, autonome. Vagabondano insieme, alla ricerca di non si sa bene che cosa. Annoiate, cercano emozioni intense attraverso esperienze pericolose. Valentina, invece, è stata colpita da un male terribile e sta lottando per non lasciarsi sfuggire la vita che ama. A sostenerla nella sua difficile battaglia ci sono i genitori, il suo compagno e un medico speciale, capace di curare i propri pazienti, ma soprattutto di prendersene cura. Nemmeno Leila e Daiana sono sole: il loro punto di riferimento è un’insegnante, molto preoccupata e decisa ad aiutarle in qualsiasi modo. Sarà proprio il medico che segue Valentina a offrirle l’occasione di farlo…


Non so bene cosa pensare.
Questo libro tratta argomenti molto seri, perciò sarebbe da consigliare e da prendere come esempio. La storia vuole lanciare un messaggio e ci riesce. D’altra parte, però, la trama non è costruita nel migliore dei modi. A mio parere ci sono troppi punti di vista che si intrecciano. Il problema non sono tanto le parti in cui c’è scritto il nome di chi narra – perché lì è abbastanza semplice capire – quanto nelle parti in cui narrano più personaggi insieme, sempre in prima persona. Ad un certo punto non capisci più chi sta parlando. Altra cosa che mi ha lasciata perplessa è che qui si parla, principalmente, di tre ragazze. L’unica cosa che hanno in comune queste ragazze è un incontro nell’ultimo capitolo del libro. Non sono d’accordo con la scelta di non sviluppare assolutamente il rapporto tra le tre. Insomma, cosa costava qualche pagina in più? E Valentina, che è malata, che fine fa? L’autrice non ci dice nulla. Ci lascia interpretare. Non sarebbe neanche un problema, se non avessi passato tutto il mio tempo a farmi domande sulla sua sorte. Mi ha lasciata un po’ “appesa”.
Ripeto, per argomenti eccelle… per tecniche narrative e decisioni a livello di trama è un “insomma”.
Se non ho capito male, si ispira a una storia vera… quindi non sarebbe stato neanche così difficile inventare.

Voto: 7

Recensione in ANTEPRIMA: Il cattivo ragazzo che voglio – Giulia Besa

I nostri visi sono vicini e ci fissiamo negli occhi. Non so se riuscirò a estirpare i rovi che imprigionano la sua anima, né se riuscirò a lenire le sue ferite. Sicuramente mi pungerò nel tentativo. Ma so che voglio lui, e non mi interessa nient’altro. Per tutti può essere un cattivo ragazzo. Per me è solo Cesare.

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Trama:

Chiara, ultimo anno di liceo a Roma, è la classica brava ragazza. La sua migliore amica lotta da anni per trascinarla in discoteca e farla divertire, ma invano.
La storia con Tommaso, un ragazzo più grande di lei, si è chiusa nel peggiore dei modi: al momento in cui si sono trovati insieme e nella giusta circostanza, Chiara non è riuscita a fare l’amore perché le è mancata la sicurezza. E lui, dopo averla invitata al Circo Massimo in una bella serata di vento, la molla, umiliandola davanti agli amici. Pochi giorni dopo Chiara conosce Cesare: alto, fisico atletico e muscoloso, capelli neri che lambiscono il viso dalla carnagione chiara; e gli occhi, due opali nere, sul fondo delle quali si nasconde sempre un velo di malinconia. Ma Cesare è pericoloso quanto fascinoso: schivo, volubile, ha tatuato sul petto un intrico di rovi, simbolo evidente della sua chiusura agli affetti. Chiara è attratta, ma cerca in tutti i modi di starne alla larga. Anche Cesare, che nasconde ferite antiche e profonde, vorrebbe stare lontano da lei, ma l’attrazione reciproca è forte. Comincia così un’in- tensa e combattuta storia d’amore, sullo sfondo di una bellissima Roma, affascinante quanto i giovani protagonisti.


Eccomi nel mio habitat naturale, sul mio morbido letto, ad osservare il libro di Giulia Besa che ho appena finito di leggere.
Posso dire che è stata una bella avventura.
Sul mio blog si valorizzano gli autori italiani e le storie come questa, ormai lo sapete.
Cesare è un cattivo ragazzo, Chiara il suo opposto.
Ma cosa differenzia, realmente, i bravi dai cattivi? Può davvero essere cattivo un ragazzo che ha avuto tutte le sofferenze di Cesare? Chiara ha capito chi ha davanti, ha capito le sue sofferenze e cerca di comprenderle senza invadere il suo spazio. Questo è quello che Cesare apprezza di più: che la ragazza sia capace di amarlo senza opprimerlo.

La cosa più bella di questo libro è che ti puoi immedesimare in quello che stai leggendo: io sono decisamente Chiara nelle prime pagine, quella insicura e totalmente convinta che la vita sia fatta solo per essere vissuta dagli altri.
La sua migliore amica, Alessandra, ha dei comportamenti che sono l’emblema di ciò che non si deve fare. Non è colpa sua – tutti commettono degli errori – ma spero che le ragazze, leggendo questo libro, possano aprire un po’ di più gli occhi sul mondo.
Evitiamo di stare sempre con le cuffiette, chiusi nel nostro mondo, senza guardarci attorno. Le cose brutte accadono… e purtroppo non sempre andrà bene come è andata bene ad Alessandra.

Ogni capitolo si apre con una domanda ed una risposta su ask.fm che, per chi fortunatamente non lo conoscesse, è un sito internet che fino a poco tempo fa era usato da tutti gli adolescenti del mondo. Si possono fare delle domande in modo anonimo e ricevere delle risposte. Il problema è che la gente poteva scrivere, senza mostrare il proprio nome, le peggiori cattiverie ed una marea di insulti.
Che cosa stupida!!!
Adesso questa ask mania si è perduta, e sono molto contenta. Io per prima lo usavo e me ne pento.
Questo sito internet ha causato dei suicidi (non in Italia) e non è una cosa da poco.
NON USATE ASK.FM. Ve lo dico io, visto che nel libro non si parla dei suoi pericoli.

Giulia Besa è una scrittrice italiana che ha scritto tante storie, di diverso genere. Questo è il primo suo libro che leggo e non ne sono rimasta per niente delusa, anzi. Sono sempre molto contenta quando scopro delle belle storie ed esse sono scritte da autrici italiane. Valorizziamo i nostri tesori!
Ho cercato in tutti i modi – servendomi del mio occhio critico e di una lente di ingrandimento alla Sherlock Holmes – di trovare un piccolo difetto in questa storia, ma non ci sono riuscita.
Si lascia leggere velocemente (mi è arrivato il giovedì pomeriggio intorno alle 17 e l’ho terminato il venerdì mattina alle 10), è scritto bene, è pieno di dettagli, i personaggi sono ben costruiti e il bad boy di turno ce piace.
Roma, nelle mani di Giulia, è più bella che mai: prende vita intorno a noi e ci fa sognare.
Cosa possiamo chiedere di più? Nulla.

Voto: 9

Il libro esce il 25 maggio per la Giunti, perciò non fatevelo scappare!

Recensione: Dimmi tre segreti – Julie Buxbaum

Quando trovo libri come questo mi sento sempre super gioiosa. Ovviamente non posso perdere l’occasione di parlarvene, perciò scopriamolo insieme…

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Trama:

E se la persona che ti conosce meglio al mondo fosse l’unica che non hai mai incontrato?

Jessie ha sedici anni e una vita da schifo. O almeno così le sembra il giorno in cui lascia Chicago per frequentare il liceo più snob di Los Angeles. Ma proprio quando le cose si mettono male, riceve una mail misteriosa. Una mail in cui Un Perfetto Sconosciuto si offre di aiutarla a orientarsi nella giungla della nuova scuola, mantenendo però l’anonimato. Jessie è perplessa: si tratta di uno scherzo di cattivo gusto o qualcuno vuole davvero darle una mano? Il punto è che lei non è nelle condizioni di rifiutare un aiuto tanto generoso: sua madre è morta ormai da un paio di anni, e suo padre si è risposato, costringendola a trasferirsi dall’altra parte del Paese, in un posto che odia con un fratellastro che odia ancora di più. Ecco perché Jessie non può fare altro che fidarsi: presto, Un Perfetto Sconosciuto diventa il suo migliore amico, e lei decide che è arrivato il momento di incontrarlo. Ma, si sa, ci sono segreti che è meglio non svelare mai…


In seguito alla morte di sua madre ed al nuovo matrimonio di suo padre, Jessie Holmes si trasferisce da Chicago a Los Angeles.
Il suo primo giorno di scuola sarà sicuramente un disastro, ma qualcuno interviene per darle delle dritte utili per la sopravvivenza all’interno delle pareti scolastiche. Chi è questo qualcuno? Un perfetto sconosciuto: si firma così nelle email e non vuole dire il suo nome.
Mentre questa amicizia tra Jessie e Perfetto Sconosciuto cresce, la ragazza cercherà di farsi dei nuovi amici e conoscerà dei ragazzi di cui, inevitabilmente, sospetterà.
Il primo è Theo, il fratellastro, che la evita in continuazione ma magari vuole aiutarla indirettamente; il secondo è Ethan, ragazzo misterioso che impara poesie a memoria ed è sempre molto evasivo su tutto; il terzo è Liam, musicista che le fa ottenere un lavoro alla libreria di sua madre; il quarto è Caleb, ragazzo che indossa sempre una maglietta grigia e la saluta alzando il cellulare.
Chi di loro sarà il ragazzo misterioso? Lo scoprirete solo leggendo!

Il bello di questo libro è che non si parla solo di questa ricerca dello Sconosciuto, ma anche di altri temi come l’amicizia – soprattutto quella a distanza – e la sofferenza. Jessie è andata via da Chicago e lì ha lasciato Scarlett. Quest’ultima è una buona amica, sempre pronta ad ascoltare i dilemmi della nuova vita di Jessie, ma non riesce quasi più a parlare di qualcosa di diverso da questo. E’ vero che Jessie è andata via, come è anche vero che Scarlett è rimasta sola.
La sofferenza di Jessie è quella per la perdita di sua madre, una donna che amava non per “dovere” ma per piacere. Per lei sua madre era tutto. Suo padre si è risposato poco dopo, rendendola partecipe di tutto solo a cose fatte, e ha sradicato Jessie dalla sua routine per inserirla in un quadro che con lei non centra assolutamente nulla.
Fino a che punto è giusto essere arrabbiati? Quanto si può essere forti? Come si fa a trattenere le lacrime in continuazione per non mostrarsi deboli?

Un libro profondo e allo stesso tempo spensierato, che ho adorato in ogni pagina. Datemi più pubblicazioni come queste e sarò felice!

Voto: 9 e mezzo.

Recensione: FIREBIRD La difesa (FIREBIRD, #2) – Claudia Gray

Buongiorno da una ragazza sconvolta: questo libro è qualcosa di spettacolare, ancora di più del primo volume.
Trovate la recensione del primo capitolo della saga cliccando qui –> FIREBIRD – La caccia

Oggi non voglio scrivere una recensione che, in qualche modo, vi spoileri sia il primo che il secondo libro, perciò comprendetemi se dirò poche cose e mi concentrerò molto sullo stile della Gray e poco sulla trama.

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Titolo: FIREBIRD – La difesa
Autore: Claudia Gray
Casa editrice: HarperCollins Italia
Pagine: 382
Prezzo: 16,00€

Trama:

Marguerite Caine ha fatto l’impossibile, viaggiando in diverse dimensioni con il Firebird, l’invenzione straordinaria che i suoi genitori hanno realizzato con l’aiuto di Paul – che è ora il suo ragazzo – e Theo, un altro brillante studente di fisica. Ma in questo modo è diventata il bersaglio di gente senza scrupoli, che pur di avere libero accesso al Firebird è disposta a rapire, ricattare e persino uccidere.
Quando la coscienza di Paul viene frantumata in quattro pezzi e dispersa in diverse dimensioni, Marguerite è disposta a tutto per salvarlo, ma il prezzo per riuscirci rischia di essere troppo alto. Se infatti non saboterà i propri genitori nelle diverse dimensioni, Paul sarà perso per sempre.
Ma ci deve pur essere una via d’uscita! Così Marguerite chiede l’aiuto di Theo. Studiano un piano, ma non sarà facile. Le loro vite, come le vite dei loro alter ego temporali, sono in costante pericolo.
Dovranno affrontare una San Francisco dilaniata dalla guerra, il sottosuolo criminale di New York e una Parigi tutta lustrini, in cui un’altra versione di Marguerite nasconde un segreto sconvolgente.
Ogni mondo la porta un passo più vicino a salvare Paul, ma lei inizia a farsi domande sul loro destino: davvero è scritto che saranno sempre insieme?

Per essere totalmente sicura di non dimenticare neanche un dettaglio del libro precedente, ho riletto gli ultimi cinque capitoli. Una volta finita la rilettura mi sono fiondata nel secondo volume e, credetemi, è stata un’esperienza fuori dal comune.
La questione dei viaggi tra le dimensioni è particolarmente innovativa. Se aggiungiamo anche la descrizione perfetta di ogni mondo visitato da Marguerite, dei cattivi con i controfiocchi e un triangolo amoroso che ti lascia sempre un po’ in sospeso otteniamo un libro perfetto.
Claudia Gray è particolarmente brava a farci vivere con l’ansia le nuove situazioni, a farci capire qual è la realtà delle dimensioni che stiamo esplorando insieme ai protagonisti e ad inventare, uno dopo l’altro, gli ostacoli più assurdi.
Le dimensioni, come ho già spiegato nella recensione del primo libro, si creano ogni volta che una persona prende una decisione. Sì o no, bene o male, bianco o nero. Abbiamo sempre diverse scelte e per ognuna di queste esiste una dimensione. La più bella in FIREBIRD La caccia era quella della Russia Zarista, con Marguerite nei panni di una Granduchessa. Nel secondo libro, invece, non c’è stata una dimensione che mi ha colpito particolarmente, ma ho apprezzato molto le scene che si sono svolte a Parigi (Marguerite era sempre la Granduchessa, giusto per dirvelo).
Nel secondo capitolo della saga, per la maggior parte del tempo, assisteremo alla ricerca dei pezzi di Paul, che si è frammentato. O meglio, qualcuno lo ha frammentato. Marguerite dovrà cercare i pezzi dell’anima di uno dei due ragazzi coinvolti nel suo triangolo, prima che vadano persi per sempre. Uno dei Paul potrebbe morire ed il suo frammento andare perduto. Tutto potrebbe succedere.
Il nemico, intanto, aspetta solo il momento giusto per attaccare.
Uno stile di scrittura perfetto, colpi di scena sparati ovunque e l’ansia costante di sapere come andrà a finire.
Questo secondo libro, ve lo dico, vi lascerà una sensazione orribile. VOGLIO IL TERZO VOLUME E LO VOGLIO ORA.
Voto: 9 e mezzo.

Recensione: L’amore arriva sempre al momento sbagliato – Brittainy C. Cherry

Se questo libro ti cambiasse la vita lo leggeresti lo stesso?

N°1 negli Stati Uniti

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La vita non me l’ha cambiata, ma qualcosa di buono l’ha lasciato.

Trama:

Ashlyn Jennings è una studentessa modello. Ama follemente leggere, soprattutto i drammi di Shakespeare, dentro i quali, spesso, cerca risposte alle domande che la vita le pone. E adesso di punti interrogativi ne ha molti, dato che ha appena perso sua sorella gemella e, come se non fosse abbastanza, sua madre è caduta in una grave depressione. Ashlyn deve andare a vivere con suo padre e la sua nuova famiglia nel Wisconsin. La devasta anche solo l’idea di trascorrere l’ultimo anno di scuola lontana dai compagni di classe, ma non può che fare le valigie. In viaggio verso la sua nuova casa incontra per caso Daniel Daniels, un uomo distrutto. Lui ha subìto due grandi perdite nella sua vita e sta cercando di rimettersi in sesto. Pensa a tutto meno che a trovare l’amore, ma l’incontro con Ashlyn è qualcosa che va oltre le semplici leggi della chimica. Entrambi cercano di dimenticare quello che hanno provato quel giorno, finché non si “scontrano” a scuola, dove essere allieva e professore non facilita affatto le cose…

Data di uscita in libreria: 21/04/2016


Ashlyn ha appena perso la sorella gemella, Gabrielle. Subito immaginiamo come possa essere un’esperienza simile, ovvero terribile, e ci immedesimiamo nei sentimenti della protagonista. La vediamo al funerale, vicina al fidanzato di Gabby, con una scatola in mano. Quella scatola contiene tutte le lettere che la sorella le ha lasciato, insieme ad una lista delle cose da fare. Ogni volta che farà una cosa, potrà leggere una lettera.
Daniel non ha più i genitori e suo fratello è in carcere. E’ in un insegnante e, nel tempo libero, suona in una band.
Come si incastrano le vite di questi due?
La madre di Ashlyn, in seguito alla malattia di Gabrielle, ha cominciato a bere e a comportarsi male, come se non avesse più niente per cui lottare. Ashlyn è distrutta: non vale la pena lottare per lei? Perché sua madre la abbandona proprio quando ha più bisogno di lei?
Allora Ashlyn si trasferisce da un padre che per lei non è mai stato tale e comincia a confrontarsi con della gente completamente diversa da lei. Nella nuova dimora incontra la nuova famiglia di suo padre: la compagna fissata con la religione, la figlia Hailey buddhista e il figlio Ryan omosessuale.
Nella nuova scuola, poi, guarderà negli occhi un ragazzo che ha incontrato alla stazione e con cui ha passato una bellissima serata… e scoprirà che è il suo professore di inglese.

La storia d’amore tra Ashlyn e Daniel mi ha ricordato moltissimo quella tra Aria Montgomery ed Ezra Fitz in Pretty Little Liars, nelle dinamiche con cui è nata e si è evoluta.
Io ADORO quei due in PLL, decisamente la mia coppia preferita della serie. ❤

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Altri aspetti molto carini li ho trovati nell’argomento dell’omosessualità.
Come la affronta Ryan? Come la affronta chi sta vicino a Ryan? E a cosa portano i pregiudizi?
Mi fermo a dire solo questo per non rovinarvi la storia.

La cosa che salta più all’occhio in questo libro è che la morte è all’ordine del giorno. Non ho idea del perché l’autrice sia così fissata su questo argomento.
Daniel ha perso mamma e papà.
Ashlyn ha perso la sorella.
Hailey e Ryan hanno perso il papà.
L’amico di Daniel, Randy, ha perso i genitori e la sorella.
E credo che ci sia anche qualche altra morte che mi sfugge, oltre ad una morte che proprio non posso spoilerarvi.

Voto: 7

Da oggi in libreria: Wolf – La ragazza che sfidò il destino – Ryan Graudin

Cosa sarebbe successo se Hitler avesse deciso di mettere in atto l’Operazione Leone Marino e di invadere la Gran Bretagna nell’estate del 1940?

Cosa sarebbe successo se, invece di attaccare Pearl Harbor,
i giapponesi avessero aiutato il Führer nell’assalto all’Unione Sovietica?

Cosa sarebbe successo se l’Asse avesse vinto la Seconda Guerra Mondiale?

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Trama:
E’ il 1956 e l’alleanza tra le armate naziste del Terzo Reich e l’impero giapponese governa gran parte del mondo. Ogni anno, per celebrare la Grande Vittoria, le forze al potere organizzano il Tour dell’Asse, una spericolata e avvincente corsa motociclistica che attraversa i continenti collegando le due capitali, Germania e Tokyo. Il premio in palio?
Un incontro con il supersorvegliato Führer, al Ballo del Vincitore. Yael, una ragazza sopravvissuta al campo di concentramento, ha visto troppa sofferenza per rimanere ancora ferma a guardare, e i cinque lupi tatuati sulla sua pelle le ricordano ogni giorno le persone che ha amato e che le sono state strappate via. Ora la Resistenza le ha dato un’occasione unica: vincere la gara, avvicinare Hitler… e ucciderlo davanti a milioni di spettatori.
Una missione apparentemente impossibile che solo Yael può portare a termine. Perché, grazie ai crudeli esperimenti a cui è stata sottoposta, è in grado di assumere le sembianze di chiunque voglia. Anche quelle di Adele Wolfe, la Vincitrice dell’anno precedente. Le cose però si complicano quando alla gara si uniscono Felix, il sospettoso gemello di Adele, e Luka, un avversario dal fascino irresistibile…

Yael è una bambina che viene portata in un campo di concentramento e viene usata come cavia di un dottore per degli esperimenti. Questi esperimenti, con il tempo, la trasformeranno in una persona capace di cambiare il proprio aspetto: Yael può riuscire a cambiare il proprio volto.
A diciassette anni Yael è un membro della resistenza ed ha una missione: uccidere Hitler.
Per farlo dovrà prendere il posto di Adele Wolfe e partecipare ad una gara in moto in giro per il mondo. Tra i concorrenti c’è il fratello di Adele, Felix, c’è Luka che è innamorato di lei, ci sono nemici ed alleati.
Wolf è un romanzo misto tra vari generi: distopico, storico, d’avventura, sentimentale, young adult, fantasy, di spionaggio ed “on the road”.
Un mix perfetto, perché vi assicuro che il risultato è spettacolare.
All’inizio ero un po’ confusa, cercavo di capire bene dove mi trovassi e cosa stesse succedendo attorno a me, ma dopo le prime pagine mi sono resa conto che la storia era coinvolgente.
Non sono riuscita a staccarmi facilmente dalle pagine, ogni volta che avevo tempo accendevo il mio Kindle e mi fiondavo nella storia.
In ogni parola e azione si vede che chi ha scritto il libro si è informato su ogni singolo dettaglio, non ha lasciato davvero nulla al caso.
Lo stile di scrittura è perfetto, ciò che succede è approfondito con le giuste parole, senza mai uscire dai binari facendo diventare noiosa la storia.
In tre giorni di lettura ho consigliato questo libro a tutte le persone con cui ho parlato, l’ho “snapchattato” chiamandolo droga e ho sclerato su Goodreads dando 5 stelline.
Attendo con ansia il seguito, signore e signori!
Voto: 10 ❤