Recensione: La piena – Margaret Drabble

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Trama

Francesca Stubbs viaggia in lungo e in largo sulla sua macchinetta: ispeziona case di riposo e case protette per anziani, lei che non vuole mettersi quieta con un gatto sulle ginocchia, non ancora, proprio no. Vita piena, la sua, piena di cose da fare con gusto e di legami forti: colleghi interessanti; amiche ritrovate; un ex marito infermo bloccato in un appartamento elegante a cui preparare pasti sani; il figlio Claude, intento a riaggiustarsi l’esistenza dopo la morte improvvisa della compagna Sara, battagliera documentarista ammalatasi nel corso di un viaggio di lavoro alle Canarie. Con la figlia Poppet, maestra di non detti, il legame è più difficile; ma un allagamento delle strade costringe Fran a riparare da lei suo malgrado, e l’imprevisto le riavvicina in un modo casuale e sereno. Claude invece è lontano, è tornato a Lanzarote per raccogliere l’eredità di Sara, ed è lì che s’incaglia nella vita dorata di una coppia di inglesi che si sono costruiti un esilio su misura, l’anziano accademico Bennett e il compagno più giovane Ivor. Ma niente può restare com’era: le Isole dei Beati subiscono la minaccia del terremoto e raccolgono la disperazione dei migranti; l’altra isola, che Fran tanto ama, è in balia di acque disordinate. Siamo sempre accerchiati, siamo sempre al limite, c’è sempre un’oscura piena pronta a travolgerci.


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Recensione: Girl in snow – Danya Kukafka

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Trama

Un parco giochi qualsiasi in una cittadina qualsiasi. La neve è caduta avvolgendo tutto in un silenzio ovattato: le case, le strade, i giochi, il corpo senza vita di Lucinda Hayes. Le indagini a Broomsville rivoltano pietre: sotto la superficie immacolata di una piccola comunità si nasconde un brulicare di segreti e bugie destinati a venire alla luce. Per Cameron, sensibile e bizzarro, Lucinda era la luce del sole. Per Jade era la ragazza perfetta che, forse suo malgrado, le aveva portato via tutto. Per Russ è un penoso caso da risolvere al più presto. Ma Russ è legato a Cameron, e questo non fa che offuscare il suo giudizio. Ciascuno ha le sue ragioni per voler scoprire la verità. Che non può essere una sola.


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Recensione: Tornare a galla – Margaret Atwood

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Trama

Una giovane donna ritorna dopo molti anni alla casa isolata dove ha passato infanzia e adolescenza, allarmata dalla notizia dell’improvvisa sparizione del padre. La casa si trova su un’isola deserta, al centro di un grande lago del Québec: la porta è aperta, la casa è vuota, in una stanza ci sono fogli pieni di indecifrabili disegni. Per i tre amici che accompagnano la ragazza, la gita sull’isola ha il sapore di un’avventura turistica. Ma per lei la ricerca del padre e la rivisitazione dei luoghi e dei gesti dell’infanzia, si trasformano in un sofferto pellegrinaggio interiore.


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Recensione: Una stanza piena di gente – Daniel Keyes

Buongiorno readers!

Oggi vi parlo di un libro bellissimo, quindi allacciate le cinture e preparatevi al viaggio che potrete fare solo leggendolo.

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Trama

Il 27 ottobre 1977, la polizia di Columbus, Ohio, arresta il ventiduenne Billy Milligan con l’accusa di aver rapito, violentato e rapinato tre studentesse universitarie. Billy ha vari precedenti penali e contro di lui ci sono prove schiaccianti. Ma, durante la perizia psichiatrica richiesta dalla difesa, emerge una verità sconcertante: Billy soffre di un gravissimo disturbo dissociativo dell’identità. Nella sua mente «vivono» ben 10 personalità distinte, che interagiscono tra loro, prendono di volta in volta il sopravvento e spingono Billy a comportarsi in maniera imprevedibile. Nel corso del processo si manifestano il gelido Arthur, 22 anni, che legge e scrive l’arabo; il timoroso Danny, 14 anni, che dipinge solo nature morte; il violento Ragen, 23 anni, iugoslavo, che parla serbo-croato ed è un esperto di karate; la sensibilissima Christene, 3 anni, che sa scrivere e disegnare, ma soffre di dislessia; e poi Allen, Tommy, David, Adalana e Christopher. Così, per la prima volta nella storia giudiziaria americana, il tribunale emette una sentenza di non colpevolezza per infermità mentale. Tuttavia Billy rimane un rebus irrisolto fino a quando, durante il ricovero in un istituto specializzato, a poco a poco non affiorano altre 14 identità autonome, tra cui spicca «il Maestro», la sintesi della vita e dei ricordi di tutti i 23 alter ego. E proprio grazie alla sua collaborazione è stato possibile scrivere questo libro, che con la passione e lo slancio di un resoconto in presa diretta ricostruisce l’incredibile vicenda di Billy Milligan e ci permette di entrare in quella «stanza piena di gente» che è la sua psiche. Una visita che ci lascia sconvolti e turbati, ma che ci induce a riflettere sull’abisso nascosto in ogni uomo. Perché, come scrive lo stesso Billy all’autore: «Solo chiudendo la porta sul mondo reale, noi potremo vivere in pace nel nostro»


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Recensione: PopCo – Scarlett Thomas

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Trama

Cosa sta succedendo ad Alice Butler, esperta in analisi statistica e seriamente impegnata a combattere dall’interno l’ordine mondiale propugnato dalla cattivissima PopCo, la multinazionale del giocattolo per la quale lavora? Chi si nasconde dietro i messaggi in codice – rigorosamente anonimi che negli ultimi tempi qualcuno le scrive regolarmente? Si tratta di pericolosi avvertimenti o, dietro queste curiose sequenze alfanumeriche, si cela una voce che viene dal passato? Muovendosi sul filo dell’avventura e della memoria, Alice rifiuta di votarsi al carrierismo e all’ipocrisia che dominano il suo ambiente di lavoro e si tuffa alla scoperta di un segreto che custodisce fin da quando era bambina. Si tratta di un monile molto particolare, un dono del nonno che, in quel gioiello, ha nascosto la mappa di un tesoro speciale.


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Recensione: L’altra Grace – Margaret Atwood | Speciale approfondimento serie TV su Netflix

Buongiorno a tutti readers,

avrete sicuramente letto il mio articolo di qualche tempo fa in cui vi parlavo de “L’altra Grace” di Margaret Atwood e dell’omonima serie TV che è possibile vedere su Netflix da Novembre 2017.

Non appena appresa la notizia e comunicata a voi, ho cominciato a leggere il romanzo e successivamente ho anche visto la serie TV.
Non vi anticipo niente, ma vi consiglio di continuare a leggere l’articolo.

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Trama

Nel 1843 il Canada è sconvolto da un atroce fatto di cronaca nera: l’omicidio del ricco possidente Thomas Kinnear e della sua amante, la governante Nancy Montgomery. Imputata insieme a un altro servo, la sedicenne Grace Marks viene spedita in carcere e, sospettata di insanità mentale, in manicomio. A lungo oggetto dei giudizi contrastanti dell’opinione pubblica – propensa a vedere in lei ora una santa, ora una carnefice -la protagonista di questo romanzo può finalmente raccontare la propria vita al giovane dottore Simon Jordan. Convinto di mettere le proprie conoscenze al servizio della verità sul caso, e al tempo stesso contribuire al progresso della scienza psicologica, Jordan non potrà fare a meno di restare ammaliato da questa personalità complessa e inafferrabile. Il dialogo che si instaura tra i due si trasforma nel ritratto psicologico di una persona due volte vittima del sistema sociale – in quanto povera e in quanto donna – e assurge a denuncia delle enormi contraddizioni di una società maschilista e tormentata da conflitti interni perché incapace di accettare l'”altro”.


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Recensione: Olga di Carta. Jum fatto di Buio (Olga Papel, #2) – Elisabetta Gnone

“La forza della letteratura sta nella sua capacità di parlare con il lettore, di fargli pensare che quello che legge sia scritto per lui. “

Questa frase mi è stata inviata per email, mentre mi comunicavano l’uscita del nuovo bellissimo romanzo della serie di “Olga di carta” scritta da Elisabetta Gnone.
In quel momento ho pensato che non esisteva una frase più vera, che un libro se non mi fa pensare di essere stato scritto per me non riesco neanche ad apprezzarlo.
Ho cominciato la lettura di Jum fatto di buio carica di aspettative, con il cuore sul punto di esplodere, perciò ora che posso devo parlare con voi delle sensazioni che mi ha lasciato.

Olga di Carta. Jum fatto di Buio (Olga Papel, #2) Elisabetta Gnone

Trama

Tutti sapevano che Olga amava raccontare bene le sue storie oppure non le raccontava affatto, e quando la giovane Papel attaccava un nuovo racconto la gente si metteva ad ascoltare…

È inverno a Balicò, il villaggio è ammantato di neve e si avvicina il Natale. Gli abitanti affrontano il gelo che attanaglia la valle e Olga li riscalda con le sue storie. Ne ha in serbo una nuova, che nasce dal vuoto lasciato dal bosco che è stato abbattuto. Quel vuoto le fa tornare in mente qualcuno che anche Valdo, il cane fidato, ricorda, perché quando conosci Jum fatto di Buio non lo dimentichi più. È un essere informe, lento e molliccio, senza mani né piedi. La sua voce è l’eco di un pozzo che porta con sé parole crudeli e tutto il suo essere è fatto del buio e del vuoto che abbiamo dentro quando perdiamo qualcuno o qualcosa che ci è caro. Jum porta con sé molte storie, che fanno arricciare il naso e increspare la fronte, e tutte sono un dono che Olga porge a chi ne ha bisogno. Perché le storie consolano, alleviano, salvano e soprattutto, queste, fanno ridere. Dopo Olga di carta – Il viaggio straordinario, ritorna la vita del villaggio di Balicò con una storia che ne contiene tante, come in un gioco di scatole cinesi, come in una farmacia d’altri tempi piena di cassetti da aprire per tirare fuori la medicina giusta per ciascuno di noi.


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Recensione: Viking. Le Ossa di Ardal – Linnea Hartsuyker

Viking. Le ossa di Ardal Linnea Hartsuyker recensione

Trama

Da quando il padre è morto in battaglia, Ragnvald difende sé e la sorella e attende la maggiore età per recuperare le loro terre. Quando il capitano della sua nave tenta di ucciderlo mentre tornano da una scorreria, Ragnvald capisce però che è stato il patrigno a ordire l’agguato. Non è facile avere giustizia nella Norvegia vichinga, dove centinaia di piccoli re competono per un lenzuolo di terra. E se da Ragnvald ci si aspetta che sia disposto a morire per il proprio onore, dalla sorella Svahild ci si aspetta un buon matrimonio. Non è questo però il destino che lei desidera e quando Solvi, l’acerrimo nemico del fratello, le offre l’opportunità di sfuggire alla crudeltà del patrigno Svanhild deve compiere l’estrema scelta: famiglia o libertà.


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Recensione: Dovremmo essere tutti femministi – Chimamanda Ngozi Adichie

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Trama

In questo saggio molto personale, scritto con grande eloquenza – frutto dell’adattamento di una conferenza TEDx dal medesimo titolo di straordinario successo – Chimamanda Ngozi Adichie offre ai lettori una definizione originale del femminismo per il XXI secolo. Attingendo in grande misura dalle proprie esperienze e riflessioni sull’attualità, Adichie presenta qui un’eccezionale indagine d’autore su ciò che significa essere una donna oggi, un appello di grande attualità sulle ragioni per cui dovremmo essere tutti femministi. In un contesto in cui il femminismo era considerato un ingombrante retaggio del secolo scorso, la posizione di Adichie ha cambiato i termini della questione. Alcuni brani della sua conferenza sono stati campionati da Beyoncé nel brano Flawless e hanno fatto il giro del mondo. La scritta FEMINIST a caratteri cubitali come sfondo della performance dell’artista agli Mtv Video Music Awards e il famoso discorso dell’attrice Emma Watson alle Nazioni Unite in cui si dichiara femminista sono segni evidenti del fatto che c’è un prima e un dopo Dovremmo essere tutti femministi.


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