Blogtour “Da Domani mi alzo presto” – Simona Toma: I buoni propositi #Parte1 e la mia recensione

E #DaDomani… che succede?

Buongiorno readers,
oggi vi presento la prima tappa del Blogtour dedicato a “Da domani mi alzo presto” di Simona Toma, per farvi conoscere un romanzo che a me personalmente ha dato tanto da pensare.
Spero che vi piacerà seguire tutte le tappe del tour e che alla fine sarete curiosi di scoprire di più sulla storia di Michela! 🙂


Il libro

236978882006HIG_9_227X349_exact (1)«Milano era per me quell’attimo beato e irripetibile nella vita in cui si spalanca davanti a te tutta la meraviglia del mondo… E poi, all’improvviso, mi sono ritrovata depressa in pigiama e spalmata sul divano dei miei.»

Michela ha fatto il grande salto. Dalla sua Piccola Città del Sud è arrivata a Milano piena di entusiasmo e aspettative. L’ha amata da subito e, quando ha trovato impiego in una famosa agenzia pubblicitaria e anche un fidanzato, ha pensato che tutto quello che voleva era esattamente lì e in quel momento. Peccato che ora, dopo nove anni di vita nella metropoli, le tocchi fare ritorno al paesello, senza lavoro e senza fidanzato. A trentasei anni, quasi trentasette, è comprensibile che non l’abbia presa bene. E che si trascini dal letto al divano di casa dei suoi, fumando una sigaretta dietro l’altra e nutrendosi solo di Lexotan, non fa pensare che possa riprendersi in fretta dalla batosta. Per fortuna però ci sono l’inarrestabile cugina Giulia – l’unica in famiglia con uno stipendio fisso, quello che le passa l’ex marito – e una bimbetta di dieci anni sbucata un giorno sul pianerottolo. Sguardo vispo e parlantina sciolta, ma un fardello troppo grande per la sua età, Aurora vive sola con il papà, un bell’uomo schivo e dai modi un po’ formali. Sarà lei a riscuotere Michela dal suo torpore e, con la saggezza dei dieci anni, a farle capire che la vita ti regala di continuo nuove occasioni. Basta saperle cogliere.


La mia recensione

Quando la tua vita sembra cadere a pezzi, attimo dopo attimo e tragedia dopo tragedia, puoi salvarti da sola o puoi farti salvare da cuori puri e generosi.
È questo il caso della protagonista di “Da domani mi alzo presto”, Michela, che si lascia corrompere dalla gioia della sua vicina di casa Aurora, una bambina con grandi occhiali viola ed il sorriso sempre sulle labbra.
Michela ha perso il suo lavoro ed il suo fidanzato nello stesso giorno, è tornata a casa dei suoi genitori e vive in uno stato di depressione. Quando si entra nel tunnel che ti fa pensare che nulla ha più senso, che non sarai mai più felice e che il mondo si sia accanito contro di te, ci sono poche cose che possono tirarti su.
Aurora prende appunti nel suo quaderno e per i suoi occhi da bambina la soluzione è semplice: perché Michela, semplicemente, non trova un nuovo lavoro ed un nuovo fidanzato?
Questo libro mi ha fatto davvero pensare a quanto nella vita a volte ci troviamo davanti ad una scala ed i gradini ci sembrano più alti di quello che sono davvero, forse perché li stiamo guardando da una brutta prospettiva.
Anche io, come Michela, vedo tutto nero, ma spero un giorno di riuscire a superare tutti i miei limiti inesistenti e costruiti dal mio cervello e di salvarmi, da sola.

4 stelline.


#DaDomani… I buoni propositi parte prima

Quale miglior modo di salvarmi da sola, se non quello di scrivere una lista dei miei buoni propositi e di obbligarmi a seguirla ogni giorno?
Da brava ragazza sofferente di ansia ed attacchi di panico quale sono, solo scrivere tutto ciò che mi piacerebbe fare o cambiare nella mia vita mi fa sentire un po’ meglio e ogni volta che metto una spunta tutto diventa migliore.

La lista dei buoni propositi di Serena:

  1. #DaDomani pedalare sulla cyclette almeno quindici minuti ogni mattina;
  2. #DaDomani leggere almeno cento pagine di un libro al giorno;
  3. #DaDomani limitare le spese pazze, spendere di meno e guadagnare di più;
  4. #DaDomani cercare un lavoro degno di questo nome;
  5. #DaDomani smettere di mangiare le unghie;
  6. #DaDomani riordinare i vestiti nell’armadio;
  7. #DaDomani capire che le lamentele non contribuiscono al raggiungimento di un obiettivo;
  8. #DaDomani accettarsi per come si è, niente di più e mai di meno;
  9. #DaDomani evitare di mangiare dolci;
  10. #DaDomani imparare a creare linee di eyeliner identiche su entrambi gli occhi.

E i vostri buoni propositi quali sono?
Intanto l’1 giugno potete leggere quelli di Cristina sul blog leggereinsilenzio.blogspot.it.
Potete continuare a seguire tutte le tappe nelle date che trovate in questo calendario!

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Un bacio a tutti e andate a comprare il libro! 🙂 

Recensione: La migliore amica – Claire Douglas

Buongiorno readers!
In questo sabato mattina di cosa potrei parlarvi se non di un bellissimo thriller uscito proprio da pochissimo in libreria?
Tenetevi forti, perché oggi conosciamo insieme “La migliore amica” di Claire Douglas.35118927 (1)

Trama

Una è scomparsa. Una ha un segreto.

Ogni cosa le ricordava la sua migliore amica. E il segreto che condividevano. Subito dopo la misteriosa scomparsa di Sophie, Francesca aveva capito di non poter più restare a Oldcliffe, la cittadina di mare dov’era nata e cresciuta, e si era trasferita a Londra per cominciare una nuova vita. Ma non è mai riuscita a dimenticare. Così, quando il fratello di Sophie la contatta per informarla che sono stati rinvenuti dei resti umani vicino al vecchio molo, proprio nel luogo in cui la ragazza era stata vista per l’ultima volta, Francesca vorrebbe solo nascondersi, essere lasciata in pace. Poi però cede alle insistenze dell’uomo, che chiede il suo aiuto per ricostruire cosa è veramente accaduto a Sophie quella sera di vent’anni prima. Non appena ritorna a Oldcliffe, tuttavia, Francesca ha l’impressione di essere costantemente seguita, forse spiata. E il sospetto diventa certezza nel momento in cui inizia a ricevere inquietanti messaggi anonimi e telefonate mute. Come se qualcuno sapesse tutto di lei e volesse impedirle di scoprire la verità. Una verità che le costerebbe molto caro. Perché potrebbe portare alla luce anche il segreto che Francesca e Sophie avevano giurato di custodire a ogni costo…


Dopo il bestseller Le sorelle, Claire Douglas torna con una nuova storia ricca di suspense e colpi di scena, mistero e atmosfera – che ha conquistato subito la vetta delle classifiche inglesi –, confermandosi un’autrice dal talento unico nello scandagliare il lato oscuro delle relazioni umane. 


Il mio pensiero

Puoi solo sospettare e proprio quando credi di aver capito tutto, proprio quando pensi di aver finalmente scoperto l’identità dell’assassino… boom: il colpo di scena.
Alla fine non avevi capito niente, caro lettore.
Claire Douglas si è presa gioco di me dalla prima pagina e mi ha catturata tramite i due punti di vista del libro.
Frankie e Sophie erano migliori amiche prima della scomparsa di Sophie. Ora i resti della ragazza sono stati ritrovati: pare essere morta.
Frankie torna quindi nel suo passato, nella sua vecchia città, rivede le persone che hanno fatto parte della sua vita. Per lei non è per niente facile, ma ha bisogno di farlo.
Inizialmente pensiamo che lo faccia solo per dovere, ma in realtà c’è molto di più perché questa ragazza nasconde tantissimi segreti e si chiede se Sophie li abbia mai rivelati a qualcuno.
Il legame tra due migliori amiche è sempre speciale, ma è altrettanto pericoloso. Come puoi nascondere la verità quando sai che c’è qualcuno che sa tutto?
Neanche per un attimo riusciamo a stare tranquilli, succede qualcosa di misterioso in ogni capitolo.
Mi è piaciuto tantissimo il punto di vista di Sophie, scritto sottoforma di diario della sua adolescenza, perché racconta le cose come sono davvero accadute. Si limita a riportare i fatti, senza cambiare le carte in tavola per colpa delle emozioni.
Come thriller è abbastanza geniale, perciò ve ne consiglio assolutamente la lettura!

4 stelline☆

Recensione: Destiny. Un amore in gioco – Lindsey Summers | Da domani in libreria

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Trama

Puoi innamorarti di qualcuno che non hai mai incontrato?

Per Keeley sarebbe stato già un disastro aver preso il telefono sbagliato, l’ultimo giorno di scuola appena prima di partire per le vacanze estive. Ma il disastro si trasforma in una vera catastrofe quando scopre di aver preso per errore quello dell’odioso egocentrico Talon, che se n’è appena andato dal campo di calcio… Con il suo telefono. Con riluttanza, i due decidono di inoltrarsi reciprocamente i rispettivi messaggi per una settimana. E così, giorno dopo giorno, Keeley inizia a conoscere un altro lato di Talon, che non le dispiace per nulla. C’è molto oltre la facciata dell’atleta sbruffone che la maggior parte delle persone vede. Messaggio dopo messaggio, Keeley riesce a esprimersi come non le era mai capitato, e sente che potrebbe davvero diventare la persona che ha sempre voluto essere. Quando i due finalmente, dopo sette lunghi giorni, si incontrano per scambiarsi i telefoni, scocca la magica scintilla. Ma, mentre Keeley ha giocato a carte scoperte Talon nasconde un segreto che li riguarda. C’è qualcosa che lo lega alla ragazza che non ha nulla a che fare con i telefoni, qualcosa che potrebbe cambiare la loro relazione. E quando Keeley lo verrà a sapere, potrà fidarsi ancora di lui?


Recensione

Purtroppo ho letto questo libro.
Devo capire che non fanno più per me, sto aspettando il momento in cui finalmente me ne renderò conto e la smetterò di costringermi.
La protagonista Keeley perde il suo cellulare in un luna park, torna a cercarlo e crede di averlo trovato. In realtà ha preso quello di un ragazzo che si chiama Talon, e Talon ha preso il suo.
Coincidenze astrali che ci saremmo volentieri evitati, ma ormai è successo quindi accettiamolo ed andiamo avanti.
Nessuno dei due si accorge di aver scambiato il telefonino per un certo lasso di tempo, perché per una persona normale un telefono vale l’altro. La prima cosa che fai appena trovi il telefono non è accendere lo schermo per vedere se è tutto okay, no. Loro se lo mettono in tasca e ciaone.
Nel bel mezzo della notte Talon finalmente si accorge che il telefono non è il suo (buongiorno a te) e chiama Keeley. Qual è la prima cosa che direbbe una persona normale? Secondo me “Ci vediamo domani mattina, così ci scambiamo il cellulare? Sai com’è… è mio”.
No, non succede questa cosa.
Lui si mette a scherzare, a provarci con lei come se non ci fosse un domani, a farle battutine a sfondo sessuale.
Normale amministrazione.
Ah, e non le dice neanche di vedersi il giorno dopo per scambiare i telefoni, figuriamoci.
Adesso una ragazza sana di mente – come dovrebbe essere Keeley – appena sveglia la mattina dopo questo episodio correrebbe dai carabinieri per bloccare il telefonino, ma lei no. Keeley imperterrita permette a questo ragazzo di farsi tutti i fatti suoi. Magari ha delle foto orribili in galleria, messaggi compromettenti, ma tutto bene, non ci agitiamo, sta ancora aspettando che lui glielo riporti.
Adesso parlo con me stessa: Serena, siamo all’interno di un libro quindi cerca di non fare troppo la bacchettona e prendi le cose come vengono.
Intanto succedono i peggiori casini in famiglia perché il fratello di Keeley la chiama sul telefono, ma il telefono lo ha Talon che chiude le telefonate e nessuno riesce a rintracciare nessuno.
Una telefonata sul telefono di Talon che in realtà ha Keeley: è la mamma di Talon.
“Lei è la mamma di Talon signora?”
“Sì, ma tu non sei mio figlio” (però, che orecchio!) “E non chiamarmi signora che non ho ancora i capelli bianchi, chiamami Darlene”.
Scusa Darlene, ma ti pare che una sconosciuta risponde al telefono di tuo figlio e tu le dici che non hai i capelli bianchi e ti presenti?
Ma poi cari Talon e Keeley, MA PERCHE’ NON DITE AI VOSTRI PARENTI CHE AVETE PERSO I MALEDETTI CELLULARI COSI’ LA PIANTIAMO?
E niente, queste sono le basi di una bellissima storia d’amore da film adolescenziale, però io non reggo quindi basta ci devo dare un taglio.
Malaccio non è se non date troppo peso alla situazione assolutamente surreale , ma neanche un grande capolavoro della letteratura. Poco ma sicuro.
La copertina mi piace tantissimo e anche il rosa barbie che è stato utilizzato. La storia non era il mio genere, ma potrebbe essere il vostro. Il mio consiglio come sempre è di leggere gli estratti prima di buttarvi in queste letture, anche perché su Goodreads è abbastanza alto come media di voti (anche se non condivido).

2 stelline☆

Recensione: Il giorno che aspettiamo – Jill Santopolo | Da oggi in libreria

Readers,
oggi vi parlo di un libro che mi ha davvero rubato il cuore e che da oggi potete trovare in libreria.
Grazie mille Editrice Nord per aver portato in Italia questa perla.

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Trama

Una storia di passioni, sogni, desideri, gelosie, perdono.
Una storia d’amore.

Una luminosa mattina di fine estate, un ragazzo e una ragazza s’incontrano all’università, a New York, e s’innamorano. Sembra l’inizio di una storia come tante, ma quel giorno è l’11 settembre 2001 e, mentre la città viene avvolta da un sudario di polvere e detriti, Gabe e Lucy si baciano e si scambiano una promessa. E due vite si fondono in un unico destino.

Tredici anni dopo, Lucy è a un bivio. E sente la necessità di ripercorrere con Gabe le tappe fondamentali della loro relazione, segnata da scelte che li hanno condotti lungo strade diverse, lungo vite diverse. Scelte che tuttavia non hanno mai reciso il legame profondo che li ha uniti per tutti quegli anni. Così Lucy gli parla dei loro primi mesi insieme. Del loro amore intenso, passionale, unico. In una parola: puro. E poi di come Gabe avesse infranto quella purezza, decidendo di partire, di andarsene da New York per accettare l’incarico di fotografo di guerra in Iraq. Perché lui sentiva di doverlo fare, perché ciò che accadeva nel mondo era più importante di loro. Una scelta che aveva aperto nel cuore di Lucy una ferita che lei pensava non sarebbe guarita mai. E che, invece, era stata curata da Darren, l’uomo che lei avrebbe scelto di sposare. Eppure quella ferita si riapriva ogni volta che Lucy riceveva una mail o una telefonata da Gabe, e ogni singola volta che lo aveva rivisto nel corso degli anni. Poi era arrivata quella volta, era arrivato quel giorno…

Lucy custodisce un ultimo segreto, ed è giunto il momento di rivelarlo a Gabe. Sono state tutte le loro scelte a condurli fin lì. Adesso un’altra, ultima scelta deciderà il loro futuro.


Il mio pensiero

Non è possibile rendere giustizia a questo libro con una recensione, ma ci proverò.
Non mi capita spesso, ma quando un libro di questo genere mi cattura il cuore è sempre un evento che voglio per forza condividere con tutti, proprio perché insolito.
“Il giorno che aspettiamo” mi ha rapita, in tutto e per tutto. Ogni pagina era un colpo al cuore, la scrittura a dir poco magnetica non mi ha permesso di distrarmi neanche per un secondo e i personaggi sono imperfetti e perfetti allo stesso modo.
Da grande amante di libri come “Io prima di te”, “One day” e “Scrivimi ancora” non potevo non perdermi nella lettera che la protagonista Lucy scrive al suo storico fidanzato Gabe.
Tutto il libro è strutturato così, con lei che scrive a lui tutto ciò che le passa per la testa e gli racconta come dall’11 settembre del 2001 la sua vita sia cambiata per sempre. In realtà mi aspettavo che questo periodo storico fosse più presente nella storia, invece è solo un punto di partenza.
Vorrei dire tante cose, ma so che se parlassi troppo rovinerei tutto il senso della vostra lettura. A volte è meglio non dire niente e restare in silenzio, sederci un attimo e restare ad osservare la bellezza di una cosa.
Ci sono libri che meritano di essere al mondo più di altri – anche se alla fine un libro è tale anche se è di un genere poco apprezzato – e questo per me è il caso di “Il giorno che aspettiamo”.
Quando dico che non potete perderlo, lo dico col cuore spezzato che ancora deve riprendersi dopo tutto quello che Jill Santopolo mi ha fatto passare.
Secondo me sono davanti ad uno dei prossimi casi letterari, e non credo proprio di sbagliarmi.
Leggetelo.

5 stelline☆

Random: letture dell’ultimo periodo | Episodio #2

Readers,
torno anche oggi con un random letture dell’ultimo periodo per qualche parolina veloce su alcuni libri che non ho avuto il tempo di recensire in modo esaustivo.
Questa volta non ci saranno libri tragici, anzi un libro in particolare mi è piaciuto così tanto da non avermi lasciato nessuna parola da dire.
Cominciamo subito!


25744449 (1)Il primo libro di cui vi parlo è “Il lago” di Banana Yoshimoto, un’autrice che mi incuriosiva da tempo immemore.
Ho deciso di cominciare con questo libro davvero per caso, non mi sono basata sulle trame o su altri requisiti fondamentali.
L’ho visto, l’ho letto. Stop. Questo è tutto.
Molto brava a scrivere la Yoshimoto, la storia è profonda e molto molto bella.
Se vi piacciono le cose poco felici e assolutamente reali, questo libro fa per voi.
Per quanto riguarda me, 4 stelline.


Passiamo a qualcosa di stampo decisamente più Young (anche se il libro è classificato 25825850 (1)come un New Adult) con “Il mondo in una stanza” di J. L. Berg.
I miei periodi grigi influenzano parecchio le mie votazioni, ma purtroppo siamo esseri umani fatti di alti, bassi e mai na gioia.
Sono convintissima di alcune cose: questo libro è molto carino, parla di sentimenti profondi e veri, potrebbe commuovere qualcuno e qualche mese fa mi sarebbe piaciuto davvero tanto.
In questi giorni polemici, invece, mentre leggevo non potevo fare a meno di pensare che fosse tutto molto bello, ma anche tutto un po’ già sentito. Ho perso il mio cuore in “Bright side” di Kim Holden con una storia quasi simile, anche qualche libro di Colleen Hoover si avvicina parecchio in alcuni passi insieme ai romance-drammatici in generale. Leggerne pochi può renderti una lettrice emozionata, leggerne tanti in periodi come il mio può anche “stancare”.
Mi dispiace così tanto non aver potuto apprezzare a pieno la storia, che penso che rileggerò in libro prima o poi. O magari no. Tutto dipenderà dalla mia mente malata e lunatica.
Per me 3 stelline e mezzo.


34961341 (1)Eccoci arrivati ad un libro che mi sta particolarmente a cuore: “La rosa del califfo” di Renée Ahdieh, il seguito tanto atteso de “La moglie del califfo“.

Non ci sono parole per descrivere questo libro. Cinque stelline non sono sufficienti ad esprimere tutto il mio amore. Renée Ahdieh entra a far parte delle mie autrici preferite e ciò non le rende abbastanza onore.
Questa duologia ha rapito il mio cuore e lo ha riempito di gioia, emozioni pure, tristezza, paura, amore. Shazi e Khalid saranno per sempre due dei miei protagonisti preferiti.
Non posso dire altro, non riesco davvero a scrivere qualcosa perché tutto mi sembra troppo stupido.


71MFyWXh2TLUltimo, ma non ultimo, “Assassinio sull’Orient Express” di Agatha Christie.
Dopo “Dieci piccoli indiani” avevo bisogno di leggere qualcos’altro di suo.
La Christie non smette mai di stupirmi! Ma dove le ha trovate queste idee fantastiche? Come può un cervello concepire storie del genere? Un mito.
Anche con “Assassinio sull’Orient Express” non avevo capito niente sul delitto. Benissimo.

3 stelline e mezzo.


Per questo secondo episodio è tutto, alla prossima!

 

Recensione: Va’, metti una sentinella – Harper Lee

Readers,
come vi avevo anticipato nei post di recensione de “Il buio oltre la siepe” e “The Help” avevo in mente di leggere un altro libro legato al razzismo e alla denuncia degli anni passati.
Approfittando di questi miei sentimenti di conoscenza, mi sono fiondata a leggere anche “Va’, metti una sentinella”, considerato da qualcuno come il seguito de “Il buio oltre la siepe”, ma pur sempre molto diverso.
Vediamo insieme cosa ne penso.
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Trama

“Va’, metti una sentinella” è ambientato a metà degli anni Cinquanta e presenta molti personaggi de “Il buio della siepe” vent’anni dopo. Scout (Jean Louise Finch) torna a Maycomb da New York per andare a trovare Atticus. Cercando di comprendere l’atteggiamento del padre nei confronti della società e i suoi stessi sentimenti verso il posto dove è nata e dove ha passato l’infanzia, Scout è costretta ad affrontare difficili questioni personali e politiche. Esaminando come i personaggi de “Il buio oltre il siepe” cambiano di fronte agli eventi turbolenti che caratterizzano l’America in trasformazione della metà degli anni Cinquanta, “Va’, metti una sentinella” getta una nuova affascinante luce sul classico di Harper Lee. Scritto a metà degli anni Cinquante, “Va’, metti una sentinella” è il romanzo che Harper Lee aveva proposto al suo editore prima de “Il buio oltre la siepe”. Lo si dava per disperso, ma è stato ritrovato in una cassetta di sicurezza nel 2014. “Va’, metti una sentinella” è un grande romanzo a sè stante, ma anche un testo dove i lettori potranno scoprire cosa è successo ai loro eroi vent’anni dopo, in un’America diversa, attraversata da brusche trasformazioni politiche.


Il mio pensiero

In “Va’, metti una sentinella” troviamo una Harper Lee decisamente diversa da quella che avevamo conosciuto con “Il buio oltre la siepe”.
Mentre nel primo libro una piccola Scout riesce a denunciare i problemi dell’epoca e nel contempo anche a raccontare la sua infanzia, in questo secondo pubblicato anche successivamente alla morte dell’autrice assistiamo quasi solo alla storia della ragazza ormai cresciuta che ritorna a casa e si confronta con la sua famiglia e con l’uomo che vuole sposarla.
Solo a circa cento pagine dalla fine sono riuscita di nuovo a trovare i messaggi di giustizia ed uguaglianza che mi hanno attirato verso questa storia, perché la nostra piccola Finch ha nel sangue qualcosa di speciale.
Decisamente non è il buio oltre la siepe e probabilmente Harper questo libro non voleva neanche pubblicarlo, ma tornare nella vita di questa ragazza e di suo padre Atticus (che personalmente adoro) non è stato affatto male. Ho notato anche qualche cambiamento nello stile di scrittura, ma i dialoghi sono sempre appassionanti.
Certo, non vi dirò che questo seguito è necessario ai fini della storia perché vi mentirei, ma se la vostra curiosità è davvero così grande allora leggetelo pure.

4 stelline☆

Recensione: Quaderno di disciplina – Luigi Bernardi, Otto Gabos

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Trama

Un’opera ritrovata e inedita di Luigi Bernardi. Un potentissimo boss della criminalità organizzata vive segregato in un bunker per sfuggire ai nemici, che aumentano di giorno in giorno. Nella reclusione indotta, stila un amaro bilancio della sua esistenza. A tanto potere, a tanta ricchezza, corrisponde anche tanto dolore: una famiglia sterminata e due figli segreti, quasi creati in laboratorio e cresciuti in isolamento. Sono stati istruiti nei migliori collegi, e nel mentre addestrati a qualsiasi attività fisica. Francesca e Francesco, bellissimi e anaffettivi, conducono un’esistenza ovattata fra Bologna e Milano. Un giorno gli viene comunicato chi sono veramente, e quale sarà il loro scopo da quel momento in poi: continuare l’attività di famiglia.


Il mio pensiero

Contrariamente alle mie aspettative, “Quaderno di disciplina” non è strutturato come un fumetto ma come una vera e propria novella di stampo noir. Alle parti romanzate si alternano i disegni e a volte qualche vignetta, proprio come un vero e proprio libro illustrato.
I protagonisti sono Francesca e Francesco con la loro vita nella crimilità. Il tutto è narrato da un boss che vive segregato e passa le sue giornate prendendo appunti. Le sue considerazioni mi sono molto piaciute, soprattutto alcune domande che si poneva a volte alla fine di qualche mini-capitolo.
Anche se mi aspettavo qualcosa di diverso, questo libro mi ha colpito davvero in modo positivo.
C’è bisogno di comprenderlo fino in fondo, di capire che stiamo assistendo ai pensieri di un cattivo e che quindi non potremo essere d’accordo con tutto ciò che dirà.
È sicuramente una lettura molto “adulta”, la consiglio perciò a chi apprezza le storie di questo stampo.

3 stelline e mezzo☆