Recensione: L’assassino cieco – Margaret Atwood

L'assassino cieco

Trama

Iris Chase, erede di una ricca dinastia canadese, giunta all’età di ottantadue anni, decide di raccontare le vicende tormentate e misteriose della sua famiglia sullo sfondo dei grandi eventi che hanno segnato il Novecento. Ma sin dall’inizio il resoconto di Iris viene interrotto dagli stralci di un altro racconto, un romanzo d’amore scritto dalla sorella Laura, morta tragicamente in un incidente d’auto, pubblicato postumo con enorme successo. Costellato di articoli di giornale, di lettere e di brani tratti dall'”Assassino cieco”, il romanzo della sorella, il libro di Margaret Atwood è insieme cronaca famigliare e perfetto congegno ‘noir’, appassionante storia d’amore e coraggiosa denuncia sociale.


Recensione

Ho letto libri di questa autrice che mi sono piaciuti molto di più, ma ciò non significa che parlerò male de “L’assassino cieco”.

Quando ho iniziato a leggere questo romanzo, devo ammettere di essere rimasta stupita: non mi piaceva. Ero arrivata a leggere circa un quarto del romanzo pensando che non sarebbe stata una delle storie top di questa autrice, che forse non era uno di quei romanzi adatti a me.
Poi sono arrivata al maxi capitolo numero cinque e lì, ovviamente, è scoppiato l’amore.
Era davvero strana la sensazione che provavo 😂 mi stupiva, non riuscivo a credere di aver trovato un romanzo flop.
E niente, infatti non l’ho trovato.

“L’assassino cieco”, dal titolo, potrebbe ricordare un romanzo vagamente thriller (?) o comunque qualcosa che ha a che fare con omicidi e quant’altro.
Dimenticate ciò che ho appena detto perché non accadrà.
Questo romanzo racconta di una storia e allo stesso tempo di un altro romanzo, si concentra in contemporanea sulla vita apparente della protagonista e su tutti i suoi retroscena, ci trasporta in situazioni che ci tengono incollati alle pagine.
La scrittura di questa autrice è magica, come al solito. Margaret Atwood racconta quasi sempre storie ambientate nel passato e mi fa sentire come se fossi distesa su un letto e avessi qualcuno accanto che mi narra avvenimenti realmente accaduti. Posso descrivere meglio la sensazione? Probabilmente no.
Qualsiasi cosa scriverà questa donna, io sarò lì in prima fila pronta a leggerla. Non mi stancherò mai di sentirmi così.

4 STELLINE E MEZZO☆

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