INTERVISTA a Sara Mengo, autrice di “Anatomia di un cuore innamorato”… Scoprite con me qualche piccolo segreto ♥

Sara MengoChi è Sara Mengo?

Nata nel 1986 in provincia di Venezia, vive a Trieste dove studia Medicina e Chirurgia.
Dipendente dalle serie TV che hanno per protagonisti i camici bianchi – da ER a Chicago Hope, da Dr. House a Grey’s Anatomy – Sara sogna di fare il medico fin da bambina.
Inguaribilmente romantica, adora libri e film che raccontano storie d’amore, correre sul lungomare al tramonto e mettere i propri pensieri nero su bianco.
Dice di avere due sole insostituibili passioni: il fonendoscopio e la penna.

Intervistiamola!

Parliamo di te. Sei una studentessa di medicina e chirurgia: a cosa devi maggiormente la tua passione?
Ho sempre sognato fin da piccola di diventare un medico. Non saprei dirti nello specifico da dove nasca questa passione, credo sia sempre stata insita dentro di me. Di certo, però, sono state complici anche le serie televisive americane con fascinosi attori in camice bianco!
Sono cresciuta guardandole.

Eri quindi dipendente dalle serie TV con camici bianchi anche prima di iniziare ad avere familiarità con gli ospedali. Qual è in assoluto la tua preferita?
Sì, esatto. Da piccola ero una grande fan di E.R., poi col tempo le ho seguite un po’ tutte, ma in assoluto la mia preferita è senza dubbio Grey’s Anatomy.

Bellissime entrambe! Ed il tuo personaggio preferito di Grey’s Anatomy?
Adoro Derek, come tutti gli appassionati di questa serie, ma il mio personaggio preferito è Alex Karev.

Stai per realizzare un sogno molto grande, immagino, andando incontro alla laurea in medicina. Avendo come esempio i tuoi personaggi preferiti delle serie TV, vorresti assomigliare un po’ a loro, ed in particolare ad Alex? O cambieresti qualcosa?
Alex mi piace perché è un personaggio che con le varie stagioni è maturato molto, sia sul piano emotivo che su quello professionale. Quello che vorrei “rubare” a questi personaggi è un po’ la capacità di riuscire a bilanciare il coinvolgimento emotivo col distacco professionale. Credo che un buon medico dovrebbe essere umano coi propri pazienti, ma al contempo riuscire a mantenere la giusta distanza per non farsi coinvolgere troppo.
Loro alla fine ci sono riusciti, spero di riuscirci anch’io.

Ti auguro di farlo e di diventare un bravissimo medico! Oltre alla medicina, però, possiamo vedere anche quanto ti piaccia scrivere grazie al tuo libro “Anatomia di un cuore innamorato”. La passione per la penna è nata prima, dopo o contemporaneamente?
Grazie di cuore per l’augurio! La passione per la penna è nata dopo. Ho sempre amato scrivere, però non avevo mai pensato di farne un mestiere, almeno finché non è nato questo romanzo. La scrittura è stata la mia ancora di salvataggio in un momento delicato della mia vita, la fine di una storia d’amore. Posso dire che scrivere è una vera terapia per me.
Mi fa stare bene.

La protagonista, Celeste, quanto ha in comune con te?
C’è molto di me in lei: Celeste è una ragazza emotiva e determinata a realizzare i suoi sogni. Desidera l’amore, quello vero, e diventare un bravo medico. Anch’io sogno tutto questo, ma a differenza sua non mi innamoro ad ogni sguardo o a ogni suono di voce come fa lei!

Beh, è una cosa positiva, non si può certo dire il contrario! Creare dei personaggi dal nulla è quasi un’esperienza magica. Tu nel tuo libro ne hai creati un po’, tutti intelligenti, simpatici… e medici. Tra tutti, qual è quello che hai fatto più fatica a lasciare andare? Quello per il quale avresti scritto all’infinito?
Sicuramente Leonardo. L’ho amato dal primo momento che la mia penna ha iniziato a scrivere di lui.

Giorgio, invece, personaggio maschile principale, che assomiglia al Dottor Stranamore, è un bipolare. Tu sei uscita da una delusione d’amore e ti sei buttata su un libro, stavi cercando di mandare una sorta di messaggio all’universo per fartene arrivare uno nuovo uguale a Patrick Dempsey?
Ahahaha beh non sarebbe male se l’universo avesse recepito questo messaggio e mi mandasse un nuovo amore somigliante a Patrick Dempsey! In realtà no, mi sono buttata sulla scrittura raccontando una commedia romantica perché era quello di cui avevo bisogno in quel momento: una storia che mi facesse divertire ed emozionare. E spero di aver fatto provare le stesse sensazioni anche ai miei lettori.

Io di certo le ho provate, incontrando personaggi meravigliosi. Il finale, però, lascia qualcosa all’immaginazione. Possiamo aspettarci un miracoloso seguito?
Grazie, ne sono felice! Sì, è un finale decisamente aperto che lascia spazio a un sequel. Non posso ancora anticipare nulla, ma c’è già qualcosa in cantiere. Lavori in corso!

Rimaniamo quindi, cari lettori, all’interno del cantiere di Sara Mengo, aspettando di vedere cosa ne uscirà!
Correte a comprare ed a leggere il libro di questa bravissima e simpaticissima autrice.
Anatomia di un cuore innamorato vi aspetta in libreria.

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(cliccate sulla copertina per essere indirizzati alla recensione del libro)

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