Recensione: Alaska – Brenda Novak

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Trama

Stanno accadendo strane cose ad Anchorage, piccolo villaggio dell’Alaska ricoperto dai ghiacci. A Hanover House, una clinica psichiatrica di massima sicurezza aperta da soli tre mesi, sono sparite due donne, la cuoca e un’inserviente. Evelyn Talbot, psichiatra di soli trent’anni, teme che ci sia un killer in azione, un sospetto che risveglia in lei il suo incubo più nero: Jasper, il ragazzo che a sedici anni l’ha segregata e seviziata ripetutamente. Che sia di nuovo sulle sue tracce? Dopo la macabra scoperta dei cadaveri delle due donne, il giovane commissario Amarok vede confermato ciò che ha sempre intuito: quella clinica è un pericolo per il villaggio e deve essere chiusa. Ma la sua fermezza si scontra con il fascino fragile e seducente di Evelyn, a cui il commissario è tutt’altro che indifferente. E mentre una torbida rete viene alla luce minacciando la reputazione del direttore della clinica, Evelyn sente che sta rischiando più che mai di cadere nella trappola del suo persecutore…

Recensione

Il mio rapporto con questi romanzi thriller è di odio-amore. Da anni sono a conoscenza della mia preferenza verso i thriller psicologici, quelli che si concentrano nella psiche, ma ogni tanto mi piace comunque addentrarmi anche nelle pagine dei thriller che si occupano quasi esclusivamente di omicidi.
Beh, lasciamo da parte tutto il mistero che c’è in questo libro per un attimo: vogliamo parlare del rapporto tra Evelyn e Amarok? Ne vogliamo parlare?
No perché sul serio, io amo questi due.
E se non avete letto il libro non vi dirò perché li amo, se volete scoprirlo leggete “Alaska” ♥
Ritorniamo invece nel lato misterioso del libro, che è quello che alla fine interessa un po’ di più a chi sceglie questo tipo di romanzi in libreria.
Evelyn è stata aggredita dal suo fidanzato, quando era ancora un’adolescente, e porta i segni sulla sua gola ben visibili. Le sue migliori amiche dell’epoca sono state assassinate e porta sempre con sé il dolore di quelli eventi.
Cresciuta, diventa una psichiatra e decide di portare avanti un progetto di studio delle menti di alcuni psicopatici, killer senza pietà, i più pericolosi in circolazione.
Cominciano, all’improvviso, degli strani omicidi collegati in qualche modo alla prigione in cui lavora. Gente che Evelyn conosce, alla quale era molto legata… non sarà tornato il serial killer che ai tempi ha fatto del male a lei?
Forse ancora la segue, dopo tutto questo tempo.
O forse è solo qualcuno che vuole spaventare Evelyn, fingere di essere qualcuno che non è per perseguitarla.
A me è piaciuto molto come libro – e ripeto, soprattutto le parti tra Evelyn e Amarok – e credo che sia stato studiato molto bene.
Dal finale si capisce che la storia non termina qui, ci sarà sicuramente un seguito che spunterà da qualche parte prossimamente e lo leggerò di certo. Sono curiosa!

Voto: 8 e mezzo

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